Laboratorio Arpa Friuli Venezia Giulia: l’accreditamento fisso e flessibile per le prove ambientali

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Il Laboratorio di Arpa Friuli Venezia Giulia ha recentemente ottenuto la conferma dell’accreditamento da parte del comitato di Accredia, organismo certificatore su scala nazionale. L’Agenzia, infatti, è impegnata dal 1997 in un percorso di accreditamento dei laboratori secondo la norma EN 45001, sostituita successivamente dalla UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005. L’accreditamento, rilasciato da una parte terza indipendente è l’attestazione formale di competenza tecnica oltre che la certificazione del sistema di gestione per la qualità in tutti i suoi aspetti.

Il laboratorio, diretto da Stefano De Martin, ha inoltre aumentato il numero di prove accreditate sia nella sede di Pordenone che in quella di Udine, nella quale è stato addirittura raddoppiato l’elenco delle prove accreditate. In particolare l’estensione ha riguardato in totale 34 prove di cui 12 relative all’analisi degli alimenti, 19 relative a prove su matrici ambientali e, per la prima volta, 3 prove relative a matrici derivanti da campionamento delle emissioni in atmosfera.

Nello specifico, il campo di applicazione delle nuove prove accreditate, particolarmente rilevanti sia dal punto di vista sanitario che ambientale, riguardano metodi per la determinazione delle diossine in matrici ambientali come sedimenti, acque ed emissioni atmosferiche, la valutazione della tossicità di sedimenti e acque con i metodi biotossicologici, la determinazione di residui fitosanitari su vegetali e vini, la ricerca di microrganismi patogeni quali Listeria monocytogenes e Salmonella negli alimenti. Sono state così introdotte nuove prove, utilizzando tecniche analitiche sofisticate e innovative quali la cromatografia di massa ad alta risoluzione e la PCR (reazione a catena della polimerasi) Real Time.

Altro obiettivo raggiunto dal laboratorio di Arpa FVG è stato quello dell’introduzione dell’accreditamento in campo flessibile anche per il laboratorio di Udine, unico e primo laboratorio delle Agenzie a essere accreditato con questo schema per le prove ambientali. Il laboratorio di Udine si aggiunge a quello di Pordenone che già negli anni scorsi aveva raggiunto tale risultato per le prove sugli alimenti.

Secondo la normativa di settore, infatti, l’accreditamento si basa sul cosiddetto “campo di accreditamento fisso”, pubblicato da Accredia, che specifica in maniera dettagliata il materiale, le matrici, i prodotti di prova, le grandezze da determinare e i metodi di prova utilizzati durante le analisi. Questo assicura una idonea verifica e valutazione della competenza del laboratorio in base ai criteri stabiliti.

Nel corso degli anni, tuttavia, sono emersi dei limiti di tale campo di accreditamento legati soprattutto ai tempi tecnici per il recepimento di richieste di variazione o estensione, e successiva valutazione ed approvazione, di nuove prove.

Tali limitazioni possono risultare particolarmente gravose in determinati settori, come ad esempio nel campo agro-alimentare o in quello ambientale, dove, la rapida evoluzione tecnico-scientifica dei metodi di prova applicabili ed eventuali allerte che richiedono una rapida risposta dei laboratori preposti ai controlli non sono sempre compatibili con i suddetti processi di valutazione della conformità.

Con il “campo di accreditamento flessibile”, recentemente introdotto da Accredia per ovviare a tali limitazioni, si è permesso ai laboratori di rispondere prontamente alle richieste avanzate dai clienti e dalle autorità per la determinazione di nuovi parametri su nuovi materiali.

Questo tipo di accreditamento, più versatile rispetto a quello fisso, si pensava fosse utile solamente per i laboratori che effettuano il controllo ufficiale degli alimenti, in modo particolare per la gestione delle allerte alimentari. Tuttavia nel corso degli anni questo schema si è diffuso anche per le prove ambientali in quanto permette una maggiore flessibilità ed efficacia del controllo pubblico sulle matrici ambientali.

Nello specifico, per accreditamento flessibile si intende “una descrizione più generica del campo di accreditamento, riguardo ai materiali/matrici/prodotti di prova o alle grandezze da determinare, compresa la possibilità, da parte del laboratorio, sulla base di competenze già valutate, di modificare i metodi di prova sviluppati dal laboratorio già accreditati, di ampliarne il campo di applicazione, di utilizzare nuove revisioni dei metodi normalizzati o di aggiungere nuovi metodi basati sulle stesse tecniche di quelli già accreditati”.

Ottenuto il campo di accreditamento flessibile, dunque, il laboratorio di Arpa FVG può aumentare il numero di prove accreditate tempestivamente in funzione delle esigenze contingenti, aumentando così l’efficacia e la garanzia di competenza tecnica delle determinazioni analitiche.

Delle applicazioni del campo flessibile potrebbero essere, ad esempio, nell’effettuazione delle analisi delle sostanze prioritarie, introdotte nelle recenti disposizioni legislative riguardanti il monitoraggio dei corpi idrici, e nelle analisi degli inquinati emergenti, come ad esempio i composti della cosiddetta “watch list”.

Con questo accreditamento i laboratori di Arpa FVG si inseriscono nella rete dei laboratori del Sistema delle agenzie, in conformità alla legge 132/2016, con una peculiarità in più e aumentano la potenzialità analitica della rete dei laboratori, in termini di qualità del dato analitico.

Il prossimo obbiettivo sarà estendere ulteriormente l’accreditamento flessibile delle prove del laboratorio ai metodi riguardanti altre matrici alimentari e ambientali, al fine di soddisfare sempre più le esigenze legislative e del cliente.

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