L’analisi preliminare per la stesura delle linee di indirizzo del Snpa sugli ecoreati

Il sottogruppo giuridico del gruppo di lavoro Ecoreati ha raccolto e analizzato 59 documenti tra linee guida e circolari emesse, sino al marzo 2016, da 51 posizioni, costituite da 35 Procure della Repubblica (di cui 3 Procure generali), 14 enti del Snpa e da 2 enti territoriali. La lettura sinottica della documentazione ha evidenziato che, nel contesto nazionale, su alcune tematiche di particolare interesse per il Snpa, esistono posizioni diverse che hanno resa opportuna l’emanazione di indicazioni e orientamenti per il Sistema da parte del Consiglio federale.

Nello specifico le tematiche indagate considerano:

  • La tipologia di contravvenzioni ammesse alla procedura estintiva

19 Procure, incluse le 3 Procure generali, il 54% del totale, ritengono che la procedura estintiva sia applicabile alle contravvenzioni punite con ammenda, ammenda o arresto, ed escludono quelle punite con l’arresto nonché quelle punite con pena congiunta.
Per 9 Procure, il 29% del totale, la procedura estintiva è applicabile alle contravvenzioni punite con ammenda, ammenda o arresto, ammenda e arresto e vanno escluse solo quelle punite con l’arresto.
Nessuna indicazione, invece, si ha dalle restanti 6 Procure (il 17% del totale).

  • I criteri di ammissibilità della procedura con riferimento al danno o al pericolo di danno

Il 54% delle posizioni esaminate, corrispondente a 24 posizioni, riconosce l’applicazione della procedura di estinzione alle contravvenzioni formali, nonché a quelle sostanziali i cui effetti possono essere rimossi attraverso l’adempimento di prescrizioni.
8 posizioni, pari al 17%, sostengono che la procedura si applichi ai casi di contravvenzioni sostanziali che non abbiano comportato alcuna modifica ambientale.
5 posizioni, pari al 11%, ammettono anche i casi di modifiche ambientali marginali tali da poter essere rimosse facilmente e immediatamente.
Le restanti 14 posizioni, pari al 18%, hanno fornito altre indicazioni (4) o non hanno fornito alcuna indicazione (8).

  • La necessità della motivazione in ordine all’applicabilità della procedura

27 posizioni, pari al 53% (20 circolari di Procure e 7 del Snpa) obbligano il soggetto accertatore di motivare, espressamente e compiutamente, la mancata applicazione al caso specifico della procedura di estinzione.
Le altre posizioni sostengono che la motivazione è dovuta nel caso di applicazione della procedura (2, pari al 4%), oppure sempre dovuta, tanto in caso di applicazione quanto di non applicazione della procedura (4, pari al 8%).
18 posizioni, pari al 35% non hanno fornito alcuna indicazione.

  • La disciplina transitoria

Il limite temporale per l’applicazione della procedura estintiva, secondo l’interpretazione prevalente (48% delle Procure espressesi) va individuato nel momento dell’iscrizione del reato nel registro delle notizie di reato.

  • I principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di sicurezza sul lavoro, applicabili anche in campo ambientale

Solo nel 46% dei documenti delle Procure e nel 18% dei documenti del Snpa o di altri enti viene esplicitata una posizione ed è nel senso di ritenere applicabile anche alla procedura estintiva dei reati ambientali ex Parte VI-bis, Dlgs 152/06 l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale le prescrizioni non consistono soltanto in ordini di eliminazione o non reiterazione della condotta, bensì in specifiche misure atte a far cessare situazioni di pericolo, ovvero la prosecuzione di attività potenzialmente pericolose.

Quanto all’applicabilità della procedura estintiva alle fattispecie a condotta esaurita o casi di adempimento spontaneo, prima dell’imposizione della prescrizione da parte dell’organo accertatore, si rintracciano indicazioni soltanto nel 54% della documentazione emessa dalle Procure e nel 13% dei documenti del Snpa o di altri enti. Vi è pressoché uniformità nel ritenere applicabile la procedura con il meccanismo della prescrizione “ora per allora”.

Sulla natura del termine dei 30 giorni per il pagamento da parte del trasgressore della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 318-quater, comma 2, si forniscono indicazioni soltanto nel 29% dei documenti delle Procure e nel 13% di quelli del Snpa o di altri enti, tutti concordi nel ritenere la natura perentoria del termine medesimo.

  • Le indicazioni procedurali nel caso di contravvenzioni che puniscono la mancanza di autorizzazioni/titoli abilitativi

Il 66% dei 35 uffici giudiziari (di cui 3 Procure generali) ritiene che la procedura estintiva si applichi anche nel caso di contravvenzione per esercizio in mancanza di autorizzazione/titolo abilitativo, mentre il restante 34% non tratta l’argomento.

Sul contenuto della prescrizione da impartirsi al trasgressore, l’indirizzo del 54% delle Procure che hanno affrontato il tema sotto il profilo dei contenuti della prescrizione è nel senso che la prescrizione stessa deve consistere nell’obbligo di ottenere l’autorizzazione e nelle ulteriori misure atte a far cessare la situazione di pericolo o la prosecuzione di attività potenzialmente pericolose. Sembra implicito l’obbligo di ottenere l’autorizzazione.
Il 32% delle Procure ritiene, invece, che la prescrizione deve consistere nell’obbligo di richiedere l’autorizzazione e nelle ulteriori misure atte a far cessare la situazione di pericolo o la prosecuzione di attività potenzialmente pericolose, sul rilievo che il contravventore potrà garantire la presentazione della richiesta, ma non l’ottenimento dell’autorizzazione che dipende esclusivamente dalla PA.
Il rimanente 14% delle Procure, favorevoli all’applicazione della procedura di cui alla Parte VI-bis, Dlgs 152/06 nel caso di contravvenzione per l’esercizio di attività in difetto di autorizzazione ritiene che la prescrizione non possa consistere nell’ordine di ottenere l’autorizzazione o il titolo abilitativo (già contenuto nel precetto della norma violata), ma in specifiche misure atte a far cessare la situazione di pericolo o la prosecuzione di attività potenzialmente pericolose.

  • L’asseverazione delle prescrizioni: soggetti e procedure

Per l’orientamento prevalente il soggetto titolato ad asseverare le prescrizioni impartite dall’organo di vigilanza è Arpa/Appa, in via esclusiva o in aggiunta ad altri soggetti.
In particolare 12 Procure hanno previsto che solo le Arpa/Appa possano provvedere ad asseverare tecnicamente le prescrizioni.
Inoltre 13 Procure hanno individuato come soggetto asseveratore, oltre alle Arpa/Appa, anche la polizia giudiziaria specializzata.
Alcune Procure non individuano espressamente corpi specializzati o prevedono che vada stabilito caso per caso quale possa ritenersi polizia giudiziaria specializzata, altre invece individuano già nelle circolari alcuni soggetti, quali ad esempio Noe, Comandi del Corpo forestale dello Stato, Vigili del fuoco, Asl, Nas, Polizia provinciale, Reparto operativo aeronavale GdF.
6 Procure individuano come ente titolato ad asseverare le Amministrazioni competenti in materia ambientale, in un caso in via esclusiva, negli altri casi in aggiunta alle Arpa/Appa.
In merito al soggetto specifico che debba rilasciare l’asseverazione all’interno dell’ente sono state fornite indicazioni solo da 7 Procure, mentre si sono espresse in tal senso soprattutto le Agenzie ambientali. La posizione prevalente è quella della struttura di appartenenza dell’operatore (8 posizioni) rispetto a quella che ritiene che debba essere la struttura sovraordinata a quella di appartenenza dell’operatore (6 posizioni).

  • Il ruolo degli organi di vigilanza che non operano con qualifica di Upg e coordinamento tra procedura estintiva e procedure amministrative ordinarie

La problematica è stata affrontata da Ispra, 5 Procure e 4 Arpa presenti nelle Regioni Campania, Molise, Lazio, Lombardia e Sardegna dove non opera personale di Agenzia con qualifica di Upg (ufficiale di polizia giudiziaria). La procedura è tipicamente attività di polizia giudiziaria e alla polizia giudiziaria deve essere riportata. Risulta analogamente confermata l’idea che la specializzazione tecnica degli operatori del Snpa sia fondamentale per l’attivazione e l’attuazione della procedura, anche a prescindere dalla fase di “asseverazione”.

  • Il ruolo del Pubblico ministero e contestazione del contenuto delle prescrizioni

Sul ruolo del Pm, non vi sono indicazioni da parte degli enti del Snpa né da parte del 69% delle Procure, alcune delle quali evidenziano come nella nuova procedura estintiva il Pm non abbia strumenti per contestare l’operato dell’organo accertatore.

Anche sulle contestazioni delle prescrizioni impartite non ci sono prese di posizione da parte del Snpa e solo 3 Procure (9%) si esprimono sull’argomento: la prescrizione impartita dall’organo accertatore non può essere impugnata innanzi al Tar, stante la natura di atto di polizia giudiziaria. Del pari non ci sono prese di posizione da parte del Snpa sull’ammissibilità per il trasgressore di presentare doglianze al Pm prima della scadenza del termine assegnato per l’adempimento della prescrizione: solo 4 Procure (11%) si esprimono con netta prevalenza per non ritenerle ammissibili; esse possono essere fatte valere solo nel procedimento penale conseguente all’eventuale inottemperanza delle prescrizioni.

  • Le indicazioni sull’incasso della sanzione pecuniaria

Il tema, in via transitoria nelle more di un intervento legislativo, è stato trattato a livello di indicazioni procedurali per il pagamento della sanzione, nel 59% del totale dei documenti delle Procure e degli enti del Snpa/da altri enti.
Nel 50% delle posizioni espresse, si individua Arpa/Appa (quando organo accertatore) quale soggetto deputato all’incasso, con la precisazione nella maggior parte dei casi che ciò avviene in via provvisoria e al fine di consentire il controllo sull’avvenuto versamento.
Nel 30% delle posizioni espresse l’incasso è a favore dell’Erario, nel 20% a favore degli enti di amministrazione attiva competenti in materia ambientale.

Daniela Cantarutti (Arpa FVG)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *