L’Arpa Sardegna per il monitoraggio del clima in regione

L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna (Arpas) è impegnata nel monitoraggio del clima della regione e negli studi sui cambiamenti climatici. Sono più di 500 le stazioni meteo distribuite in tutto il territorio. Per molte stazioni i dati sono registrati dal 1922.

L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna (Arpas) (http://www.sardegnaambiente.it/arpas/) è impegnata nel monitoraggio del clima della regione e negli studi sui cambiamenti climatici attraverso il Dipartimento MeteoClimatico, operativo dal 1994 come Servizio agrometeorologico regionale per la Sardegna (Sar) confluito nel 2009 nell’Arpas.
La rete meteorologica dell’Agenzia registra e controlla i dati meteorologici di più di 500 stazioni distribuite in tutto il territorio regionale. I dati, provenienti anche da stazioni storiche afferenti ad altri enti, risalgono al 1922 per molte stazioni e continuano a essere registrati ancora oggi.

Le analisi svolte dal Dipartimento riguardano sia l’intero territorio regionale – con bollettini periodici sull’andamento meteorologico e agrometeorologico a diversa cadenza temporale (decade, mese, anno), in cui le grandezze e gli indici sono sempre confrontati con il periodo climatico di riferimento,– sia località specifiche per esigenze particolari.
I dati, le elaborazioni e i report sono pubblicati nel sito del Dipartimento MeteoClimatico dell’Arpa Sardegna (www.sar.sardegna.it), nell’Annuario dei dati ambientali della Sardegna (http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=308210&v=2&c=4581&t=1) e contribuiscono a popolare il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati climatici e di interesse ambientale (Scia) coordinato da Ispra e che coinvolge numerose agenzie del Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa) e altri enti nazionali.

I cambiamenti climatici sono affrontati sia attraverso l’analisi statistica dei dati storici utilizzando, quando possibile, la baseline climatica del trentennio di riferimento secondo i dettami della World Meteorological Organization, sia attraverso l’applicazione di modelli climatici e scenari futuri. Strumenti utili per valutare l’effetto del clima e della sua variabilità sugli ecosistemi sono sia la rete di osservazioni fenologiche, che l’Arpas sta estendendo a tutto il territorio regionale, finalizzata all’osservazione dei cambiamenti nella data di inizio e nella durata delle fasi fenologiche della specie vegetali, sia la rete aerobiologica, volta allo studio delle variazioni delle concentrazioni polliniche in atmosfera. Per questo, nell’ambito della rete PollNet, dal 2015 l’Arpas ha dato inizio a una attività di monitoraggio aerobiologico per il riconoscimento dei pollini e delle spore fungine aerodisperse, importanti bioindicatori di variabilità climatica.

Negli ultimi anni, gli studi dell’Arpas sui cambiamenti climatici hanno trovato applicazione in diversi ambiti. Ad esempio, nel 2013 è stata aggiornata la Cartografia delle aree sensibili alla desertificazione in scala 1:100.000, che definisce i livelli di criticità del territorio regionale rispetto a fenomeni di potenziale degrado del territorio per l’azione dei cambiamenti climatici e di attività antropiche. Le informazioni derivate dallo studio costituiscono uno degli strati informativi necessari alle amministrazioni comunali per la stesura dei Piani urbanistici comunali. Inoltre, il Dipartimento meteoclimatico ha contribuito allo studio e alla definizione della Strategia (2014) e del Piano (2017) di adattamento ai cambiamenti climatici di Sorradile, piccolo comune del centro Sardegna, tra i primi ad aderire al Patto dei Sindaci e al Mayor’s Adapt della Unione europea. Il piano, realizzato a supporto di Rete Gaia srl (http://www.sardegnaresiliente.it/notizie/item/57-piano-di-adattamento-ai-cambiamenti-climatici-del-comune-di-sorradile.html) è stato presentato nei giorni scorsi all’Amministrazione regionale e agli stakeholders.
Il Piano è il primo e unico nel suo genere in Sardegna, estremamente interessante in quanto rappresentativo di una realtà molto diffusa in ambito regionale, fondata su un tessuto economico tipicamente agropastorale, ma in continuo spopolamento, con l’invecchiamento progressivo della popolazione e la crisi economica molto diffusa nelle zone interne.

Infine, l’Arpa Sardegna è inserita all’interno del tavolo tecnico del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, coordinato da Ispra, sull’Individuazione degli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici, di cui cura e coordina i settori “risorse idriche e desertificazione” e “degrado del territorio”.

A cura del Servizio meteorologico, agrometeorologico ed ecosistemi – Dipartimento meteoclimatico Arpa Sardegna

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