Lazio: protocollo d’intesa per l’applicazione della legge sugli ecoreati

Marco LupoMarco Lupo, direttore generale di Arpa Lazio, ha espresso “la grande soddisfazione dell’Agenzia, nel vedersi affidato il ruolo di collaborazione
e supporto all’Autorità giudiziaria per la migliore applicazione di una normativa che ha portato grandi novità nella direzione del rispetto delle norme di tutela dell’ambiente, che costituisce per noi un riconoscimento della qualità del nostro lavoro e dell’impegno di tutti gli operatori.”

Il riferimento è al  protocollo d’intesa in materia ambientale che è stato sottoscritto dal Presidente della Regione Lazio e dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma.

Arpa Lazio ne sente tutta la responsabilità e darà una risposta adeguata, pure nelle difficoltà in cui si trova ad operare (malgrado il supporto assicurato dall’Amministrazione regionale) per effetto dei limiti che la normativa nazionale, da troppo tempo, pone non solo all’acquisizione di nuovo personale, di cui avrebbe bisogno almeno per avvicinarci ai livelli delle consorelle del
centro-nord, ma anche alla possibilità di colmare i vuoti che i pensionamenti creano negli organici.

La stampa e l’opinione pubblica hanno prestato grande attenzione al versante della legge 68/2015 (da cui il Protocollo d’intesa discende) che prevede l’introduzione di nuovi reati ambientali.

All’Arpa preme sottolineare la grande importanza e l’estesa applicazione che ha avuto, nel tempo trascorso dalla promulgazione della legge, la possibilità da essa introdotta di estinguere alcune fattispecie di reati ambientali attraverso l’adempimento di specifiche prescrizioni. È un percorso molto concreto che produce miglioramenti effettivi in termini di rispetto delle norme e di vantaggio
per la tutela dell’ambiente.

Qualche numero ne può dare la misura: le prescrizioni impartite dalle ARPA su scala nazionale sono passate dalle 580 del 2015 alle 1.296 del 2016, le asseverazioni sono aumentate da 183 a 935 (nel Lazio 157), mentre il gettito economico (la cui destinazione ancora non è stata definita dal legislatore), che era stato di 491mila euro nel 2015, è salito a 2,2 milioni di euro nel 2016.

Al tempo stesso, la legge presenta, riguardo alla procedura di estinzione, non poche complessità interpretative, in particolare quanto alla definizione delle tipologie di contravvenzioni alle quali essa è applicabile, e il coordinamento che questo protocollo garantisce è una necessità fortemente sentita da tutti coloro che sono impegnati ad operare per la sua applicazione.

Il ruolo al quale l’Agenzia è chiamata da questo protocollo ne valorizza le competenze tecniche affidandole il supporto tecnico ai soggetti accertatori per la valutazione degli effetti del reato e per la definizione delle disposizioni da impartire nei casi dubbi; la formulazione di prescrizioni standard da mettere a disposizione delle forze di polizia giudiziaria a garanzia e facilitazione degli
interventi da richiedere per il ripristino dello stato dei luoghi; la verifica, a valle delle condanne per reati ambientali, che lo stato dei luoghi sia stato effettivamente ripristinato e il danno prodotto eliminato. Al tempo stesso apre per l’Agenzia un canale diretto di confronto con il pubblico ministero nei casi più complessi e potenzialmente controversi.

Il video della conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa.

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