Le Agenzie ambientali e le interazioni con i Corpi di polizia

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A un anno dall’entrata in vigore della legge 68/15 è possibile esprimere le prime valutazioni. pur nella necessità di ulteriori interventi legislativi per superare le attuali incertezze applicative, l’attività è a pieno regime. L’applicazione in Emilia-Romagna può essere considerata in linea con le aspettative del legislatore. Il contributo di Franco Zinoni, direttore tecnico di Arpae Emilia-Romagna, su Ecoscienza 4/2016.

Dopo i primi mesi impegnati ad analizzare dubbi e ombre sull’interpretazione della legge 68/15, i ruoli dei diversi soggetti e le aree grigie che necessitano di chiarimenti e ulteriori interventi legislativi per superare le attuali incertezze applicative, l’attività è entrata a pieno regime e direi che oggi la sua applicazione in Emilia-Romagna può essere considerata in linea con le aspettative del legislatore. Si può forse affermare che proprio l’ampia discussione nata su questa legge tanto attesa per la tutela dell’ambiente, la sua imperfezione in alcuni punti attuativi, l’ampio spettro di soggetti coinvolti, la necessità di definire nel più breve tempo possibile un approccio pragmatico e concreto, ha portato i vari soggetti coinvolti a dialogare e coordinarsi per trovare il giusto equilibrio nella fase applicativa.

Vi sono alcuni elementi fondamentali di questo percorso che ci hanno permesso, oggi, di essere pienamente operativi:
l’immediato approfondimento della materia effettuato dalle Agenzie per l’ambiente, sia all’interno della loro associazione (AssoArpa), sia attraverso il Consiglio federale del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Ispra, Arpa, Appa), con l’emanazione di un documento chiaro sulla posizione del Sistema in merito all’applicazione della legge, superando anche l’eterogeneità delle Agenzie in relazione alla presenza degli Ufficiali di polizia giudiziaria (Upg) – il confronto con le Procure della regione che ha portato a un protocollo d’intesa sui reati ambientali sottoscritto il 18 maggio 2016 presso la Procura generale di Bologna, con i diversi soggetti impegnati nell’applicazione della L 68/2015 con ruoli diversi che, con funzioni di polizia giudiziaria e con professionalità e competenze diverse, presidiano il territorio regionale (Procure, Arpae, Noe, Corpo forestale dello stato, Capitaneria di porto di Ravenna).
(Vedi anche Ecoscienza 3/2016, Un protocollo condiviso sui reati ambientali, A. Candi).

Il ruolo unico all’Arpae in materia di asseverazione delle prescrizioni in Emilia-Romagna
Il protocollo definisce i rispettivi ambiti di competenza e chiarisce i rapporti tra gli organi di polizia giudiziaria che costituiscono il cardine su cui è incentrato il processo della prescrizione e le Procure che sono arbitro e process owner dei procedimenti. È stata chiarita, con un indirizzo omogeneo nazionale, la tipologia di reati che si possono estinguere con la prescrizione (solo reati estinguibili con la sola ammenda o con pena alternativa); è necessario comunicare nel più breve tempo la possibilità di estinguere il reato mediante la prescrizione; è stato riconosciuto il ruolo unico all’Arpae in materia di asseverazione delle prescrizioni.

Si può affermare che questo ruolo di asseverazione delle prescrizioni attribuito all’Arpae, è probabilmente uno degli elementi chiave che hanno favorito le interazioni tra i vari corpi di polizia giudiziaria. Con l’atto di asseverazione si completa l’istruttoria tecnica che permette di estinguere il reato eliminando il rischio di danno ambientale, è quindi opportuno che le proposte di prescrizione siano il più possibile già allineate con le valutazioni tecniche che possono nascere in fase di asseverazione e quindi adeguate all’estinzione del reato. Anche in questo caso il livello di coordinamento interviene come elemento fondamentale per superare le diverse interpretazioni e modalità di operare che possono assumere corpi di polizia diversi, con competenze ed esperienze differenti.

Si può affermare che il livello di coordinamento deve essere applicato a più livelli, un livello interno ai singoli corpi di polizia per il necessario orientamento comune dei soggetti coinvolti nelle indagini al fine di una omogenea valutazione delle casistiche possibili; un coordinamento tra i vari corpi di polizia che hanno professionalità e competenze differenti e che solo attraverso integrazione e collaborazione possono coprire in modo omogeneo e incisivo l’intero campo dei reati ambientali.

In tutto il processo di omogeneizzazione dei comportamenti l’asseverazione, pur essendo un atto a valle dell’attività istruttoria svolta dalla Polizia giudiziaria, costituisce un momento di aggregazione e standardizzazione delle attività, che nel caso dell’Arpae ha portato a definire prescrizioni tipo, che ricoprono la parte preponderante dei reati ambientali che rientrano nella parte VI-bis del Dlgs 152/06, relative alle violazioni ambientali di natura contravvenzionale che possono essere convertite in sanzioni amministrative.
Su questo tema, è stata attivata immediatamente una collaborazione specifica col Corpo forestale dello Stato (Cfs), che assume un ruolo strategico quale Forza specializzata nella difesa del patrimonio forestale, del paesaggio e dell’ecosistema, definendo campi e modalità di collaborazione e azioni di formazione comune.

L’accordo promosso dalla Procura generale di Bologna, coinvolgendo la Direzione marittima e i Noe, amplia il campo di specialisti coinvolti in un sistema a rete in grado di intervenire in tutti i settori di possibile compromissione del bene naturale. La L 68/2015 trova così completa applicazione per quanto riguarda il reato ambientale, coprendo l’ambito forestale e dei beni naturali, il settore marinocostiero, il settore industriale, il traffico illecito, con competenze che vanno dall’analisi ispettiva all’osservazione e campionamento, all’attività analitica e valutazione del rischio, con capacità di discriminare la possibile applicazione dell’art. 318-ter del Testo unico ambientale estinguibile con la prescrizione, dai reati ben più gravi che rientrano nei campi dell’inquinamento ambientale o disastro ambientale.

Tabelle 1 – I procedimenti di asseverazione in Emilia-Romagna (aggiornamento a settembre 2016).

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Nel corso dei primi 10 mesi di applicazione della legge Arpae ha comminato 247 prescrizioni, e 76 prescrizioni sono state impartite dagli altri corpi. Nella tabella 1 sono riassunte le prescrizioni asseverate in questo primo periodo di applicazione della legge, distinte per corpo di polizia che ha impartito la prescrizione e suddivise per tipologia di reato.

Franco Zinoni, direttore tecnico Arpae Emilia-Romagna

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