Le informazioni al cittadino: chi attivare in caso di emergenza ambientale

Spesso accade che i cittadini abbiano una percezione diversa dell’emergenza ambientale rispetto ai tecnici che quotidianamente si occupano di ambiente e di problematiche ad esso connesse. Non bisogna però sottovalutare le informazioni che ci trasmettono i cittadini, vere sentinelle sul territorio.

In un articolo pubblicato, nel 2015, sulla rivista Ingegneria Ambientale (n 4/2015), tecnici di Arpa Lombardia ( Grillo M., Cannerozzi G. e Giorgi V.) scrivono che, pur essendo solo i soggetti istituzionali titolati ad attivare l’Agenzia, in realtà, è il cittadino il soggetto più attivo nel segnalare un’emergenza ambientale.
Va da sé che ogni segnalazione debba essere attentamente valutata dagli organi competenti, qualora non si riscontrassero elementi emergenziali, la segnalazione andrà gestita secondo le procedure ordinarie, come semplice esposto.

Alcuni siti Web delle Agenzie contengono informazioni su cosa fare e a chi rivolgersi per segnalare un’emergenza ambientale.
Alcune Agenzie specificano, in primo luogo, cosa intendono per emergenza ambientale e quali casi, al contrario, non ricadono sotto questa dizione, come nel caso di Arpa Toscana, Arpa Umbria e Arpa Lombardia.
Per lo più le situazioni che danno luogo a emergenze ambientali sono riconducibili a incendi, emissioni anomale in atmosfera accompagnate, o non, da odori, inquinamento idrico dovuto a sversamenti ed inquinamento del suolo.

La procedura per attivare il personale in caso di emergenza non pare univoca. Alcune Agenzie prevedono il coinvolgimento della Sala Operativa della Protezione Civile, come nel caso di Arpa Toscana e Arpa Lombardia, anche se con modalità diverse, altre, invece, mettono a disposizione numeri da contattare in orario d’ufficio, è il caso dell‘Arpae (Emilia-Romagna) e di Arpa Umbria.

Piuttosto frequenti anche le ipotesi di attivazione delle Agenzie solo su richiesta di soggetti istituzionali, quali Carabinieri, Asl o Polizia municipale, Vigili del fuoco e altri, come nel caso di Arpa Puglia.

Non mancano, comunque, realtà dove anche gli Uffici relazioni con il pubblico (Urp) hanno un ruolo; ad esempio in Arpa Piemonte, le emergenze sono raccolte, in orario di lavoro, anche dall’Urp oltre che dagli operatori (dirigenti e tecnici). Lo stesso si può dire a proposito dell’esperienza toscana, dove anche l’Urp è tra i soggetti che possono attivare la Sala operativa della Protezione civile per segnalare situazioni di emergenza ambientale ricevute dai cittadini.

In linea di massima, comunque, possiamo dire che, nel caso in cui si verifichi una caso qualificabile come emergenza ambientale, l’Ufficio relazioni con il pubblico – che rimane sempre un primo canale di contatto con l’Amministrazione – ha un ruolo marginale, in quanto vengono privilegiati altri canali di attivazione e utilizzati specifici applicativi per la tracciabilità degli interventi effettuati dal personale di controllo.
Piuttosto diffuso nelle Agenzie ambientali, invece, il servizio di pronta reperibilità, attivo in certi orari del giorno, in genere dopo le ore 16 e per tutta la notte, nei festivi (sabato e domenica) e durante le festività.

Attraverso la rete SI-Urp abbiamo cercato di ricostruire il quadro dei contatti dell’Urp classificabili come situazioni di emergenza, purtroppo solo alcune Agenzie hanno risposto, quindi la situazione che emerge è un piccolissimo spaccato, alquanto ridotto.

Nel caso di Arpat, nel 2016, l’Urp ha registrato contatti ritenuti situazioni emergenziali in 96 casi, di cui 85 per incendi e 11 per sversamenti in corsi d’acqua (voce pero aggiunta a settembre), mentre nei primi 5 mesi del 2017 (gennaio – maggio), i contatti sono stati 36 di cui 14 per incendio, 12 per forti maleodoranze e 10 per inquinamento idrico.

Per quanto riguarda invece l’Arpa Piemonte, l’Urp indica che l’Agenzia ambientale del Piemonte ha ricevuto, nel 2016, 1.152 segnalazioni di emergenza ambientale su un totale di 7.437 contatti (15.5%). Le situazioni segnalate hanno riguardato:

  • molestie olfattive, 470 su 1152(40.8%)
  • inquinamento delle acque 229 su 1152 (19.9%)
  • inquinamento atmosferico 131 su 1152 (11.4%)
  • amianto 73 su 1152 (6.3%)
  • rifiuti 50 su 1152 (4.3%)
  • incendi 47 su 1152 (4.1%)
  • inquinamento del suolo 40 su 1152 (3.5%)
  • inquinamento acustico 37 su 1152 (3.2%)
  • spandimento liquami 19 su 1152 (1.6%)
  • incidenti stradali 4 su 1152 (0.3%)
  • argomenti vari 52 su 1152 (4.5%)

L’Urp di Arpa Puglia, invece, fa sapere che nel 2016, sono pervenute 347 segnalazioni di emergenze, pari allo 17,22 % del totale delle richieste mentre in Arta (Abruzzo) le segnalazioni vengono ricevute dalla Sede centrale e dai Distretti Provinciali dove sono presenti rispettivamente l’Urp e gli Sportelli informativi (questi ultimi coordinati dall’Urp), che orientano l’utenza circa l’attività svolta dall’Agenzia. Nel 2016, sono pervenute all’Urp della Sede centrale 3 richieste relative ad emergenze ambientali regionali, mentre, secondo i report trasmessi dai Distretti, agli Sportelli informativi sono giunte ulteriori 5 richieste, per un totale di 8 contatti, pari all’1,33% delle richieste complessivamente registrate.

In Arta (Abruzzo), nel 2016, sono pervenute all’Urp della Sede centrale 3 richieste relative ad emergenze ambientali regionali, mentre, secondo i report trasmessi dai Distretti provinciali, agli Sportelli informativi, dislocati sul territorio, sono giunte 5 richieste, per un totale di 8 contatti, pari all’1,33% delle richieste complessivamente registrate.

Per quanto attiene Arpa Sicilia le richieste inerenti le matrici suolo e aria sono quantificabili nella percentuale rispettivamente dell’ 8% e 11% del totale di richieste pervenute all’Urp della Direzione generale di Arpa Sicilia durante il 2016. Alcuni esempi significativi e ricorrenti, segnalati da cittadini e messi in evidenza dall’Urp di Arpa Sicilia, rispettivamente per la matrice suolo e per quella aria risultano le seguenti:

presenza di discarica abusiva e rifiuti tossici; lavori di smantellamento dell’impianto di bitumazione presso una ditta specializzata e abbandono di detriti con probabile presenza di polveri di amianto e/o residui di lavorazione di derivati dal petrolio, senza alcuna copertura e/o precauzione; presenza di rifiuti tossici e scarico di oli usati su terreno coltivato; scarico, da parte di navi, in zona marittima, di terra estratta dal fondale distante circa 100 m dalla riva. Inoltre, sono pervenute richieste di informazioni inerenti la qualità del suolo della costa palermitana ed ancora, richieste indicazioni inerenti il campo di applicazione della normativa in materia di riutilizzo delle terre e rocce da scavo;

inquinamento dell’aria causato da incendio di pollai con tetti in amianto presenti in prossimità di centri abitati; emissioni di polveri e fumi emessi da insediamento produttivo sito nelle vicinanze di abitazioni; segnalazioni di inquinamento dell’aria causato da emissioni di ceneri miste a grasso da canna fumaria da parte di un insediamento produttivo (panificio); segnalazione di cattivi odori (tipo gas /gasolio e di fogna o di zolfo); emissioni inquinanti (odori malsani tipici dei fumi di scarico degli stabilimenti chimici) da zona industriale sita vicino a centro urbano ecc.

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