Le previsioni del pericolo valanghe, l’esperienza di Arpa Veneto

I programmi di previsione del pericolo di valanghe hanno meno di un secolo, essendo iniziati in Svizzera circa 75 anni fa, con il principale scopo di ridurre i danni alle proprietà e le perdite in vite umane. In Italia, i servizi pubblici regionali che si occupano di previsione valanghe sono nati fra il 1970 e il 1980, con il trasferimento dallo Stato alle Regioni di una serie di competenze in materia di difesa del suolo.

Oggi, sull’arco alpino italiano, esistono 7 Servizi valanghe regionali o provinciali che hanno competenza territoriale nelle rispettive regioni e provincie autonome. Altri servizi pubblici in ambito civile sono nati recentemente in Appennino, nelle regioni dove esiste un significativo problema di valanghe come ad esempio nella regione Marche.

La previsione valanghe si esplica principalmente attraverso l’emanazione di prodotti informativi per il pubblico. Il più importante tra questi è, in genere, il Bollettino valanghe, che fornisce una sintetica descrizione del manto nevoso e del pericolo valanghe e, sulla base delle previsioni meteorologiche, una stima dell’evoluzione del pericolo stesso. Essendo il pericolo valanghe espresso su scala regionale, la sua valutazione è fatta solo per grandi aree o gruppi montuosi (almeno 100 km2) e quindi non può essere applicata a ogni singolo pendio innevato.

Il bollettino indica in genere, i pendii potenzialmente pericolosi con quota esposizione e caratteri morfologici, ma spetta all’utente mettere in relazione fra loro il grado di pericolo, la possibile attività valanghiva e le relative conseguenze nell’affrontare uno specifico itinerario o per prendere decisioni in una specifica zona (chiusura strade, evacuazione edifici ecc.), attraverso una corretta valutazione zonale e locale.

Nel corso degli anni, fra i Servizi valanghe regionali, è emersa l’esigenza di coordinare le attività connesse alla previsione del pericolo valanghe per uno scambio omogeneo delle informazioni e la necessità di rivolgersi all’utenza sia italiana che estera sull’intero arco alpino in un linguaggio comune e condiviso. Per soddisfare tale esigenza nel 1983 è nata AINEVA, l’Associazione interregionale neve e valanghe, che ha il compito di coordinare il lavoro dei centri regionali e provinciali che si occupano di pericolo valanghe, pur mantenendo gli stessi la propria autonomia operativa.
Gli obiettivi primari di AINEVA sono lo scambio e la divulgazione di informazioni, l’adozione di metodologie comuni di raccolta ed elaborazione dati, la divulgazione di pubblicazioni, la formazione dei tecnici e la diffusione dei bollettini nivometeorologici.

La previsione valanghe in Veneto

In Veneto il programma di previsione del pericolo di valanghe è iniziato nel 1978 a seguito dell’emanazione della Legge Regionale (L.R. 13 settembre 1978 n. 52) che all’art. 10 recita “La Giunta Regionale cura il servizio di rilevamento della neve ai fini della previsione delle valanghe”.

Attualmente questa attività viene svolta da ARPA Veneto, Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio e, operativamente, da un centro specializzato denominato Servizio Neve e Valanghe, che ha sede in Arabba (BL).

Dolomiti Neve e Valanghe” è il nome del bollettino prodotto da ARPA Veneto, che viene redatto e diffuso durante la stagione invernale, con cadenza di emissione trisettimanale. Nel bollettino il pericolo di valanghe viene rappresentato attraverso la Scala europea del pericolo di valanghe.

Il metodo con il quale viene effettuata la previsione valanghe è il cosiddetto metodo convenzionale. Si tratta di un metodo di sintesi che consente di ottenere un’approssimazione del grado di stabilità del manto nevoso e la sua funzione inversa, il pericolo di valanghe. È il metodo comunemente utilizzato per la previsione valanghe regionale che mostra i suoi limiti nel caso di situazioni meteorologiche estreme e in rapido cambiamento (forti nevicate, rapidi cambiamenti di tempo, rapido riscaldamento atmosferico), quando l’analisi dell’attività valanghiva iniziale e le misurazioni dirette del manto nevoso non sono possibili. Per questa ragione, a partire dal 2005, la previsione con il metodo convenzionale è stata supportata dall’utilizzo della modellistica e in particolare del modello di evoluzione del manto nevoso SNOWPACK, sviluppato dall’Istituto federale svizzero per lo studio della neve e delle valanghe (SLF).

A partire dal 2009 il Servizio neve e valanghe di Arabba è entrato a far parte integrante del Sistema regionale di protezione civile, attraverso una diretta collaborazione con il Centro funzionale decentrato della Regione del Veneto (CFD). Si tratta di un’attività specificatamente orientata alla definizione del rischio valanghe negli ambiti antropizzati (vie di comunicazione e centri abitati), con l’emissione di Avvisi di criticità valanghe distribuiti dallo stesso CFD agli organismi locali di protezione civile, che hanno il compito di attuare sul territorio tutti gli interventi necessari per la mitigazione del rischio (provvedimenti di interdizione, distacco artificiale di valanghe, provvedimenti di sgombero ecc.).

Maggiori informazioni sul sito di Arpa Veneto

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