Le specie “aliene” in Europa: una minaccia per la biodiversità

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Su richiesta della Commissione europea, Ispra ha realizzato, in collaborazione con il gruppo specialistico sulle specie invasive dell’Iucn (Unione mondiale per la conservazione della natura), un’analisi degli impatti delle specie invasive sulla biodiversità europea.

Lo studio rappresenta un contributo alla analisi di medio termine sullo stato di implementazione della Strategia europea sulla biodiversità 2010-2020, ed è stato realizzato incrociando i dati relativi alle specie invasive contenuti nel Global Invasive Species Database, ospitato da Ispra, con le liste rosse dell’Iucn.

Ranked list of threats to the IUCN

I risultati dell’indagine evidenziano che le specie invasive rappresentano la terza più grave minaccia per la biodiversità europea. Una specie su 5 di quelle a rischio di estinzione è infatti direttamente minacciata da specie invasive, che mettono in pericolo 145 specie a rischio critico di estinzione, 112 in pericolo e 128 vulnerabili.

Il principale meccanismo di impatto delle specie alloctone invasive è la competizione, seguito dal pascolo e dalla predazione.
Alcune specie invasive causano impatti su un numero elevato di specie autoctone; per esempio il Carpobrotus, pianta di origine sudafricana importata in Europa a scopo ornamentale, minaccia ben 13 specie europee, mettendo in pericolo i delicati ecosistemi dunali della regione.

Un risultato interessante dello studio è anche che non c’è piena rispondenza tra le specie minacciate di estinzione e di quelle protette dalle Direttive Comunitarie. Solo il 43,5% delle specie incluse negli allegati della direttiva uccelli e della direttiva habitat sono a rischio di estinzione, e molte specie gravemente minacciate non sono tutelate dalle norme comunitarie.

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