Legge Snpa, intervista a Rossella Muroni, presidente nazionale Legambiente

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“Rafforzare il sistema dei controlli ambientali vuol dire garantire trasparenza e legalità, migliorare la comunicazione e ampliare gli ambiti di confronto; in altre parole ridare fiducia ai cittadini”.

E’ stato finalmente approvato il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa). Legambiente ha seguito da vicino l’iter di questa norma; secondo lei, in cosa migliorerà la tutela dell’ambiente in Italia e quali criticità vedete?   

Con la legge sulle agenzie ambientali, dopo quella sugli ecoreati del maggio 2015 e il collegato ambientale dello scorso dicembre, si mira a ricostituire il sistema delle agenzie ambientali e a potenziare e uniformare i controlli ambientali su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un Sistema che garantirà trasparenza e legalità, una cabina di regia, coordinata dall’Ispra, in grado di sviluppare linee strategiche di intervento. Inoltre vengono introdotti livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali (Lepta) per offrire a tutti i cittadini, alle amministrazioni e ai diversi soggetti interessati, un livello di supporto e controllo garantito. Restiamo invece critici sul fatto che non siano state destinate nuove risorse economiche alla protezione dell’ambiente. Siamo convinti che occorra, invece, garantire risorse adeguate al sistema, certe e costanti nel tempo, da investire nel personale, negli strumenti di analisi e nelle attività di informazione.

Ci sono ambiti in cui pensereste ad una particolare sinergia fra Legambiente e il Sistema?

Il compito della nostra associazione è sempre stato quello di portare avanti l’ambientalismo scientifico, basato su dati e analisi approfondite dal punto di vista tecnico-scientifico, ma al tempo stesso essere da stimolo per i soggetti che governano il territorio e il paese. La tutela ambientale, lo studio dei fenomeni e la denuncia dei casi di inquinamento sono il terreno comune su cui ci muoviamo. I monitoraggi volti alla tutela dei corpi idrici superficiali come laghi, fiumi e mari – su cui già abbiamo maturato esperienze comuni come nel caso della marine strategy – potrebbero essere un ambito di interesse sul quale avviare un confronto costruttivo per mettere in luce le criticità emerse ormai da troppi anni; la presenza di scarichi abusivi o non a norma o la presenza di plastiche e microplastiche, solo per fare due esempi concreti, non sono più tollerabili non solo da un punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico.

Parlando di comunicazione e informazione ambientale, qual è la vostra esperienza in tal senso negli ultimi anni?

La conoscenza dei livelli di inquinamento, delle criticità e al tempo stesso degli elementi positivi presenti su un territorio, possono garantire un corretto approccio alle questioni ambientali. Inoltre, la sempre crescente sensibilità ambientale ha reso l’informazione e la comunicazione fattori di fondamentale importanza sia tra la popolazione, sia per le amministrazioni pubbliche e private. Ad oggi, però, non tutte le Agenzie ambientali dedicano grande attenzione alla comunicazione, con siti internet poco fruibili e non sempre aggiornati. Per dare maggior risalto alle attività delle Agenzie, sarà necessario pensare anche a campagne di comunicazione ad hoc in grado di trasmettere con semplicità e immediatezza le informazioni tecnico-scientifiche prodotte, oltre ad attivare una strategia comunicativa anche per la valorizzazione e la condivisione delle buone pratiche messe in campo finora in diverse parti d’Italia da alcune Agenzie.

Un augurio per il Sistema?

L’auspicio è che rafforzando il sistema dei controlli ambientali si possa ristabilire anche quel clima di fiducia nei cittadini verso le istituzioni preposte ai controlli e facilitare la riconversione ecologica del sistema industriale del Paese. Una riconversione che deve essere accompagnata anche da altri provvedimenti di natura ambientale, attuabili in questa legislatura, come la legge sul consumo di suolo, sulle agromafie, sui delitti contro gli animali e sul riordino della legge 394 delle aree protette. Ed ancora, la costituzione di una grande polizia ambientale, diffusa sul territorio, partendo dalle migliori esperienze maturate dall’Arma dei Carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato.


Chi è Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente

Attualmente presidente nazionale, romana, direttrice generale dal 2007, Rossella Muroni è arrivata in Legambiente come volontaria nel settore comunicazione e ufficio stampa nel 1996. Dopo alcuni anni da responsabile Comunicazione delle campagne itineranti dell’associazione, nel 2002 è diventata responsabile e portavoce del settore campagne curando le principali attività di informazione e sensibilizzazione di Legambiente: da Goletta verde al Treno verde, da Spiagge e fondali puliti alla rete internazionale dei campi di volontariato ambientale. Dal 1999 fa parte del direttivo e dal 2003 della segreteria nazionale dell’associazione. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ha contribuito a numerose pubblicazioni associative. Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. E’ mamma di due bambini di 11 e 6 anni e pratica l’aikido.