Legge Snpa: uno sguardo all’educazione ambientale

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Ne parlano l’assessore regionale all’ambiente ed energia Sara Vito e il direttore generale di Arpa Friuli Venezia Giulia Luca Marchesi.

Nella legge 132/2016 di riforma del SNPA, l’educazione ambientale entra a far parte stabilmente dei compiti istituzionali delle agenzie. Qual è l’esperienza del Friuli Venezia Giulia che da quasi vent’anni ha creato il Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale (LaREA)?

Assessore Vito: “La Regione aderì fin dall’inizio alla costituzione del Sistema Nazionale dell’Informazione, Formazione ed Educazione Ambientale, con l’obiettivo di realizzare una struttura stabile dedicata allo sviluppo di una cultura ambientale diffusa e capillare. Nel 2000 il LaREA entrò a far parte dell’Arpa, anticipando quello che la legge 132 oggi prevede, ovvero attuare programmi educativi coordinati in ambito regionale, valorizzando anche le diverse esperienze esistenti sul territorio. Credo che questa scommessa sia stata vinta, ma ciò non può farci abbassare la guardia, né considerarci soddisfatti. Le sfide ambientali sono ogni giorno più ardue, e ogni giorno sempre più globali, dunque, a fronte di una riorganizzazione complessiva dell’Arpa avviata nel 2015, occorre intercettare i bisogni educativi e formativi della popolazione a partire dalle fasce più giovani, senza trascurare le persone adulte, in un processo di continuo interscambio di esperienze e progettualità mirate.”

Direttore Marchesi: “Nel 2016 si concluderà il mio secondo anno quale direttore generale di Arpa FVG. In questi due anni di tenace lavoro volto a riorganizzare l’agenzia, ho puntato decisamente a valorizzare il vasto patrimonio di competenze del personale. Questo mi ha consentito di conoscere nel dettaglio non solo l’operatività e le potenzialità di ciascuna struttura, ma anche di poter toccare con mano la ricchezza di conoscenze e di capacità professionali che costituiscono l’asse portante dell’Arpa. L’educazione ambientale rappresenta, senza dubbio, uno di quei compiti istituzionali che sono stati svolti con maggior innovazione, frutto di un costante miglioramento sia delle proposte che delle competenze del personale. Al LaREA ho voluto affidare, pur mantenendo elevata la qualità educativa dei progetti, lo sviluppo dell’area della comunicazione, con l’obiettivo di rendere sempre più interconnessi i processi educativi con quelli comunicativi, una scommessa che sta dando risultati interessanti.”

Il passaggio da esperienze regionali di educazione ambientali a un’ottica di sistema come potrà modificare o integrare l’attività e la programmazione della Regione e dell’Agenzia?

Assessore Vito: “Come Amministrazione Regionale abbiamo maturato una lunga esperienza nell’ambito del progetto di educazione ambientale promosso, sin dal 2000, dallo Stato e dalle Regioni, sottoscrivendo gli accordi e incaricando l’Arpa, tramite il LaREA, di svolgere il ruolo di coordinamento regionale. La legge 132 ci trova dunque pronti a riprendere e rilanciare il progetto di rete nazionale. Sicuramente, anche nella nostra legge regionale, che in questo periodo stiamo elaborando, dovremo tener conto sia della dimensione regionale che di quella nazionale, in un’ottica che sempre più si focalizza sui processi per la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Ritengo che il consolidarsi di un sistema italiano potrà contribuire in modo decisivo a migliorare le nostre performance ambientali, a rispondere tempestivamente ai bisogni dei cittadini, ad adeguarci con maggior efficienza alle direttive europee, a contribuire alle sfide globali. In questo l’educazione ambientale gioca un ruolo chiave. Nel mio incarico di assessore regionale all’ambiente ed energia ho sempre sostenuto i programmi di educazione ambientale dell’Arpa, indirizzando le attività verso la diffusione di buone pratiche per la sostenibilità, soprattutto per la fascia di popolazione adolescente, questo per incrementare la consapevolezza che l’ambiente è un bene comune e che può diventare nel tempo un’occasione di nuova e qualificata occupazione.”

Direttore Marchesi: “Anche in qualità di presidente di AssoArpa, ho contributo alla realizzazione della legge 132 in una visione di rete, di concreta interconnessione e approccio sistemico delle agenzie ambientali. Il LaREA, forte di un’esperienza ventennale, potrà concorrere alla costruzione di un sistema integrato, in cui l’educazione e la comunicazione costituiscono due elementi trasversali e complementari da sviluppare e rafforzare. La trasformazione del sistema agenziale ha dunque bisogno di strutture capaci di saper comunicare sia il complesso di attività che realizza, i dati e i modelli previsionali, gli scenari ambientali e le emergenze più significative, sia di utilizzare le conoscenze che nel tempo si vanno consolidando, soprattutto in una visione nazionale e sovranazionale. In tale prospettiva verranno rafforzati i processi educativi con il territorio, dove intrecciare saperi multi e pluridisciplinari, tali da produrre un quadro culturale solido e autorevole. È certamente una sfida ambiziosa, dalla quale però non ci si può sottrarre. L’esperienza del LaREA, come di altre strutture educative e comunicative presenti nel sistema agenziale, deve essere non tanto veicolata, ma messa a disposizione di altre realtà che, seppur da contesti differenti, stanno operando nella medesima direzione. L’altra sfida che attende le agenzie ambientali è quella di contribuire a creare nuove competenze ambientali, anche in questo caso in concorrenza con enti e organizzazioni territoriali. In tal senso voglio ricordare come in Arpa Friuli Venezia Giulia è stata istituita la Scuola per l’Ambiente, coordinata dal LaREA, che aggiunge agli aspetti educativi e comunicativi anche quelli formativi. In questo modo, educazione, comunicazione e formazione, realizzano un’azione sinergica su piani metodologici differenti ma tra loro culturalmente coerenti.”

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