Legge sul consumo di suolo, ecco i punti di forza e le criticità

volume consumo di suolo

Dopo il “Soilday 2016” dello scorso 13 luglio a Roma, che ha registrato grande interesse e partecipazione, torniamo a parlare della legge sul consumo di suolo con Michele Munafò, ricercatore dell’Ispra e responsabile del rapporto annuale curato dall’Istituto. Leggi il resto >

Nel corso dell’evento di Roma “#Soilday2016” si è parlato molto del ddl sul consumo di suolo, che dopo l’approvazione delle leggi sugli ecoreati e sul Sistema nazionale di protezione ambientale, è l’altra grande urgenza normativa del paese. A che punto siamo?

Il disegno di legge in materia di contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato è stato approvato dalla Camera il 12 maggio 2016 (Atto Camera n. 2039) ed è in corso di esame in Commissioni riunite Agricoltura e produzione agroalimentare e Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato (Atto Senato n. 2383). Il testo è stato associato ad altri quattro disegni di legge: Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo, Disposizioni per il contenimento del consumo del suolo e la tutela del paesaggio, Legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo, Riconversione ecologica delle città e limitazione al consumo di suolo (S.769, S.991, S.1181, S.1734).

Quali sono i punti di forza e gli elementi più critici del testo attualmente in discussione?

Un elemento significativo del testo è aver riconosciuto l’importanza del suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile, fondamentale per i servizi ecosistemici che produce, anche nell’ottica di prevenire e mitigare gli eventi di dissesto idrogeologico, nonché porre in essere le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Il testo impone, inoltre, l’adeguamento della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica vigente alla regolamentazione proposta. In particolare consente il consumo di suolo esclusivamente nei casi in cui non esistano alternative consistenti nel riuso delle aree già urbanizzate e nella rigenerazione delle stesse, riconoscendo gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea circa il traguardo del consumo netto di suolo pari a zero da raggiungere entro il 2050. Un aspetto importante all’interno della legge è la gestione della componente di monitoraggio del consumo di suolo, al fine di realizzare un quadro conoscitivo affidabile e facilmente aggiornabile. Il testo conferma il ruolo di Ispra nel diffondere e pubblicare tutti i dati sul consumo di suolo e, insieme al Consiglio per la ricerca in agricoltura e per l’analisi dell’economia agraria, per le attività di monitoraggio.

Tuttavia, la definizione di consumo di suolo non è coerente con quella utilizzata dall’Unione Europea e appare fortemente limitata. Infatti non considera tutte le forme del consumo di suolo ed esclude una serie di aree che non sarebbero tutelate, come i servizi di pubblica utilità, le infrastrutture e gli insediamenti prioritari, l’ampliamento di attività produttive o gli spazi aperti urbani. Il tutto considerando che la procedura di definizione dei limiti è estremamente complessa e che non sono stabilite le percentuali di riduzione da raggiungere nel corso degli anni. L’inserimento di questa lunga serie di esclusioni a livello di definizioni, potrebbe rappresentare un ostacolo al monitoraggio del consumo di suolo, rendendo indispensabile un doppio sistema di misurazione (con dati nazionali non coerenti con quelli richiesti dall’Europa) estremamente oneroso.

Due elementi principali emersi dal convegno di Roma?

Il primo riguarda l’impegno, da parte della relatrice, sen. Puppato, a rivedere e migliorare il testo del ddl approvato alla Camera, che potrà tenere in considerazione anche quanto emerso durante la giornata e le analisi del Rapporto sul consumo di suolo, che ha visto quest’anno un ampio coinvolgimento del Snpa.

Il secondo elemento è proprio la presentazione della terza edizione del rapporto sul consumo di suolo che, oltre a fornire un quadro aggiornato e nuovi indicatori utili a valutare le caratteristiche e le tendenze dei processi di trasformazione del nostro territorio, introduce nuove valutazioni sull’impatto della crescita della copertura artificiale del suolo sui servizi ecosistemici, presentandone una prima mappatura nazionale e una valutazione, anche economica, della loro perdita dovuta al consumo di suolo degli ultimi tre anni. http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2016