L´esposizione come fattore di rischio cardiovascolare

Importanti passi avanti per limitare gli inquinamenti atmosferici hanno prodotto in Europa un miglioramento della qualità dell’aria, ma l’inquinamento permane un forte fattore di rischio per la salute, specie per l’apparato respiratorio, con effetti diversi a seconda delle sostanze inquinanti.

L’inquinamento atmosferico è stato da tempo riconosciuto quale fattore di rischio per l’insorgenza di malattie neoplastiche e dell’apparato respiratorio. Meno note erano fino a una decina di anni fa le correlazioni tra inquinamento dell’aria e rischio di malattie cardiovascolari. Nel 2004 l’American Heart Association ha pubblicato un’ampia revisione delle evidenze disponibili nella quale l’inquinamento dell’aria veniva identificato come un significativo fattore emergente di rischio cardiovascolare.

L’esposizione agli inquinanti atmosferici è in grado di determinare un aumento dello stress ossidativo e degli indici infiammatori, vasocostrizione arteriosa, l’induzione di uno stato procoagulante e una disfunzione del sistema neurovegetativo, condizioni tutte che possono correlarsi all’insorgenza di complicanze di tipo cardiovascolare. Successivamente diverse osservazioni hanno suggerito il possibile ruolo dell’inquinamento atmosferico quale fattore scatenante l’infarto miocardico acuto, con la dimostrazione di una maggiore incidenza di eventi coronarici acuti in corrispondenza dei picchi giornalieri di alcuni inquinanti atmosferici, in particolare monossido di carbonio e sostanze particolate… leggi l’articolo integrale in Ecoscienza 1/2017
Autori: Giuseppe Di Pasquale, Silvia Zagnoni
Unità operativa di Cardiologia, Ospedale Maggiore di Bologna

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