LiBiOss: dalla Liguria un esempio di database biodiverso

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L’Osservatorio ligure della biodiversità è uno strumento potente con quasi 3500 specie e sottospecie animali e vegetali, con dati validati e georeferenziati. Scopri come viene aggiornato e quali utilizzi se ne possono fare.

All’interno della Liguria sono presenti ben tre regioni biogeografiche (Alpina, Continentale e Mediterranea), con decine di Siti di interesse comunitario, habitat e specie prioritarie per l’Unione europea.

Per tutelarla al meglio, èi ndispensabile conoscere nel dettaglio questa incredibile ricchezza incastonata in una delicata lingua di terra fra mari e monti. Lo strumento gestito da Arpal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, messo a punto con la collaborazione di Liguria digitale e Regione Liguria, è Li.Bi.Oss., l’Osservatorio ligure della biodiversità, una banca dati georeferenziata e validata che conta oggi circa 3500 fra specie e sottospecie animali e vegetali.

L’embrione dell’attuale osservatorio risale al vecchio millennio: in vent’anni Li.Bi.Oss. è cresciuto, fino a diventare il punto di riferimento della biodiversità in Liguria, tanto che una recente delibera di Giunta regionale obbliga gli enti pubblici che raccolgono dati o gestiscono sistemi informativi relativi allo stato di conservazione della biodiversità ligure a fornire tutti i dati naturalistici nel formato indicato da Arpal, compatibile, previa validazione, per un immediato inserimento nell’Osservatorio.

Tale strumento, infatti, è stato concepito per raccogliere i dati provenienti da tutte le fonti sul territorio: il principale canale di alimentazione è rappresentato dai monitoraggi istituzionali di esperti dei diversi gruppi sistematici, ma chiunque possieda informazioni naturalistiche attendibili può trasmetterle al personale dell’Osservatorio, che provvederà a verificarle e validarle.

Dal 2008 sono stati aggiunti oltre 130.000 record e punti georeferenziati, relativi a specie animali, vegetali e aree ambientali di pregio. In Liguria, al momento, sono presenti circa 400 specie aliene o aliene invasive. Una delle ultime è stata la Cydalima perspectalis o “piralide del bosso” (nell’osservatorio compaiono entrambe le nomenclature, con una struttura rigorosamente scientifica, che inquadra bene la specie dal punto di vista sistematico ma che consente di cercarla anche utilizzando il nome volgare), una farfallina che sta devastando l’habitat a bosso, tutelato dall’Unione Europea, presente soprattutto nel levante ligure.
Grazie a Li.Bi.Oss. è possibile effettuare l’aggiornamento del Formulario Natura 2000 (la carta d’identità di SIC e ZPS) e la rendicontazione dello stato di conservazione delle specie e degli habitat della Direttiva 92/43/CEE.

Conoscere il territorio e la biodiversità ad esso correlata permette di avere norme efficaci e aumenta la consapevolezza del valore delle realtà in cui si vive. Tutelare la biodiversità, in accordo con le politiche europee, significa conciliare la presenza dell’uomo con la Natura, facendola diventare un presidio positivo. L’Osservatorio si sta dimostrando uno strumento necessario per qualunque tipo di programmazione a livello regionale: dai Piani di gestione dei SIC liguri ad interventi puntuali, passando per l’elaborazione dei PUC o il rilascio di autorizzazioni ambientali intersecando le cartografie di specie ed habitat con tutti i livelli territoriali di cui dispone il sistema cartografico regionale.

Grazie ai dati presenti in Li.Bi.Oss. si possono programmare “a tavolino” interventi sul territorio potendo individuare in quali aree sono permesse talune azioni ed in quali, a seguito della presenza di specie od habitat di particolare pregio, gli stessi sono inibiti o limitati, fornendo così un notevole aiuto ai proponenti di piani e progetti, rendendo le procedure di autorizzazione più snelle e veloci.

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