L’incendio dell’impianto di gestione rifiuti a Pomezia: le attività dell’Arpa Lazio

A seguito dell’incendio che si è sviluppato venerdì 5 maggio all’interno dell’impianto per il trattamento rifiuti EcoX di Pomezia, il personale tecnico dell’Arpa Lazio è intervenuto con grande rapidità, raggiungendo il luogo dell’incendio a pochissime ore dall’inizio e provvedendo all’installazione di campionatori attivi e passivi nelle immediate vicinanze del sito, che sono entrati in azione a partire dalle 13.30.

Sin da subito, l’Agenzia ha informato tempestivamente tutti i soggetti istituzionali delle azioni in corso e dei loro esiti e sta collaborando con l’Autorità giudiziaria anche con sopralluoghi in situ, avendo ricevuto una delega d’indagine.

L’analisi dei primi campioni, relativamente ai valori di PM10, ha rilevato concentrazioni medie superiori ai limiti di legge per i primi giorni, con un picco nella giornata di domenica e un successivo drastico abbassamento, come è possibile vedere nella tabella seguente:

 

Data

PM10 (µg/m3)

05/05

130

06/05

73

07/05

373

08/05

52

09/05

39

10/05

28

 

La misura del 5 maggio è stata calcolata dal momento dell’attivazione del campionatore, quindi su 10 ore e mezza, mentre le successive sono calcolate sulle 24 ore. I valori del 5, 6 e 8 maggio superano il limite di legge che è pari a 50 µg/m3, ma non sono distanti dai valori misurati in diverse zone del Lazio in una “normale” giornata invernale di traffico intenso. Per quanto riguarda il picco di domenica 7 maggio, è ipotizzabile che sia riconducibile alla consistente presenza di aerosol dovuto alle acque utilizzate per lo spegnimento dell’incendio e alla ricaduta a terra delle polveri dovuta all’abbassamento della temperatura di emissione e quindi alla riduzione della spinta verso l’alto delle polveri stesse.

Per quanto riguarda le sostanze che hanno creato maggiore preoccupazione tra cittadini e istituzioni locali, sono state completate le determinazioni analitiche di IPA (Idrocarburi policiclici aromatici), PCB (policlorobifenili) e diossine sui campioni relativi al 5 e 6 maggio prelevati nelle immediate vicinanze dell’incendio (tra 100 e 200 metri di distanza). I dati ottenuti sono i seguenti:

Benzo(a)pirene

ng/m3

PCB

pg/m3

Diossine e furani

pg/m3

9,1

394

77,5

La concentrazione di benzo(a)pirene, unico IPA normato, è superiore al valore limite annuale pari a 1 ng/m3; le concentrazioni di PCB, per i quali non è previsto un limite di riferimento, sono risultate sensibilmente superiori a quelle rilevate normalmente in aria ambiente; le concentrazioni di diossine e furani, per cui esiste un riferimento indicativo dell’OMS per ambienti urbani pari a 0,1 pg/m3, sono risultate estremamente più elevate di tale valore, presumibilmente a causa dell’entità e del materiale combusto durante l’incendio. Ulteriori analisi sono in corso e filtri per il campionamento di diossine, IPA e PCB sono stati predisposti anche nelle centraline della rete di qualità dell’aria nell’area di Roma sud.

Le analisi sull’amianto, che nella regione Lazio sono di competenza delle ASL presenti sul territorio, sono state effettuate, dal personale specializzato del Centro di Riferimento Regionale Amianto attivo nell’ambito della ASL di Viterbo e i primi risultati non mostrano presenze significative di fibre di amianto in aria nei pressi dello stabilimento.

Parallelamente, sono state misurate le concentrazioni di PM10, Benzene e Ossidi di Azoto presso le stazioni della rete regionale di qualità dell’aria più vicine alla zona dell’incendio, tenendo in considerazione anche la direzione dei venti: Roma Eur Fermi, Roma Cinecittà, Ciampino, Aprilia e Latina. La stessa analisi è stata fatta sui dati provenienti dal mezzo mobile dell’Agenzia che si trovava già posizionato ad Albano per una campagna sperimentale di monitoraggio. Dall’analisi dei dati non è emerso alcun superamento dei limiti di legge per gli inquinanti misurati e i valori sono coerenti con quelli registrati nei giorni precedenti all’incendio.

È stata poi elaborata e trasmessa alle istituzioni una simulazione modellistica dell’evento per valutare le aree di potenziale maggiore ricaduta degli inquinanti prodotti dall’incendio e programmare i successivi campionamenti delle altre matrici ambientali ed alimentari interessate.

A livello comunicativo, l’obiettivo è stato quello di cercare di fare il più possibile chiarezza sulla situazione, evitando eccessi di allarmismo e allo stesso tempo senza mai sminuire la portata dell’evento. I canali Facebook e Twitter dell’Arpa Lazio sono stati presidiati sin da subito, e per tutta la durata dell’evento, compresi il sabato e la domenica, cercando di fornire tutte le informazioni necessarie. I diversi post e Tweet pubblicati tra il 5 e il 10 maggio, nel loro insieme hanno sommato oltre 200mila visualizzazioni, con diversi picchi che hanno raggiunto e superato quota 10mila. Negli stessi giorni, le diverse strutture dell’Agenzia hanno risposto costantemente alle richieste dei cittadini pervenute telefonicamente, via mail o attraverso i canali social.

Nei confronti della stampa, per favorire il coordinamento della comunicazione proveniente dai diversi enti, l’Arpa Lazio ha fatto principalmente riferimento all’Ufficio stampa della Presidenza della Regione Lazio. L’Agenzia è stata presente in prima persona sui canali radio-televisivi, nei quali i vertici e il personale tecnico coinvolto hanno potuto spiegare il ruolo dell’Arpa e le modalità dei monitoraggi in corso. In particolare il Direttore generale Marco Lupo e il Direttore tecnico Rossana Cintoli hanno partecipato a trasmissioni come Uno Mattina, La vita in diretta (Rai Uno), Mi manda Rai3 (Rai Tre), La Radio ne parla (Radio Uno Rai), Dentro i fatti (Sky News 24), Effetto notte (Radio 24 – Sole 24 ore), oltre ad avere rilasciato interviste a diversi telegiornali nazionali.

La pagina del sito Web di Arpa Lazio sull’evento

3 commenti su “L’incendio dell’impianto di gestione rifiuti a Pomezia: le attività dell’Arpa Lazio”

  1. Tutto chiaro, ma le rilevazioni sulle diossine relative ai giorni successivi al 5 e 6 maggio, nonché quelle delle altre stazioni che non fossero sul luogo dell’incendio, saranno pubblicate? E quando?
    Ed i risultati definitivi delle analisi sull’amianto quanto si avranno?
    E la simulazione modellistica dell’evento sarà possibile consultarla?
    Sono un cittadino di Pomezia che non ha ancora capito che rischio corrono i propri figli. Grazie

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