Tromba d’aria a Cerreto Guidi: i droni per osservare gli effetti

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In Toscana sinora Arpa ha utilizzato una sola volta droni, è accaduto in occasione di un evento meteorologico eccezionale, una tromba d’aria che fra i tanti danni prodotti ha divelto numerosissime coperture in amianto di capannoni industriali, rendendo successivamente necessaria una dettagliata rilevazione fotografica per individuare le coperture in cemento-amianto danneggiate e le zone agricole interessate da ricadute di frammenti dei medesimi materiali.

Nel settembre del 2014 un eccezionale evento atmosferico ha colpito i comuni di Cerreto Guidi, Capraia e Limite, Fucecchio e Vinci in provincia di Firenze; una tromba d’aria accompagnata da grandine di dimensioni spropositate si è abbattuta violentemente in quella zona ferendo decine di persone, danneggiando e in molti casi distruggendo decine di case e di capannoni industriali con coperture in amianto; alberi anche secolari, spezzati, rovinati, sradicati caduti su strade e terreni. Una improvvisa dispersione di rifiuti di vario genere, tra cui pezzi di lastre in cemento amianto su terreni agricoli, giardini, strade ed aree pubbliche.

Pochi giorni dopo l’evento Arpa Toscana, in stretta collaborazione con la Regione, ha organizzato il volo di alcuni droni al fine di disporre di ortofoto (foto georeferenziate) di tutta l’area interessata dalla tromba d’aria.

area interessata dalle riprese

Da tali rilievi – acquisiti con risoluzione molto spinta, tanto da rendere identificabili anche danneggiamenti di lieve entità – è stato infatti possibile individuare a vista:

  • tetti o manufatti che sono stati danneggiati
  • zone agricole all’interno delle quali si è verificata ricaduta di materiale di varia tipologia e composizione proveniente dalle coperture di tetti e manufatti danneggiati.

Grazie al servizio web Geoscopio di Regione Toscana, dalle mappe catastali (fogli e particelle) è stato possibile risalire alle particelle interessate dalla presenza di tetti/manufatti danneggiati, e successivamente tramite visura catastale online ai relativi proprietari.

Sono state effettuate elaborazioni da parte di Arpat per rendere disponibili ulteriori materiali per il riconoscimento del cemento amianto (classificatore su immagine RGB e/o su immagine multispettrale relativa ad alcune porzioni del territorio in questione).

I rilievi effettuati con i droni

il drone utilizzato

il drone

drone in volo

La strumentazione è stata installata sui vari droni: un velivolo ad ala fissa, simile a un piccolo aereo, e due aeromobili, optocottero e quadricottero, muniti di, otto e quattro, eliche per poter decollare in verticale. La metodologia utilizzata, ideale nella gestione delle emergenze, permette di ottenere in pochissimo tempo risultati di elevata qualità e costi ridotti, con notevole risparmio di risorse (a parità di immagini rilevate un volo con pilota avrebbe un costo decuplicato).

piano di volo

Attraverso i velivoli della ditta incaricata, arrivati da Genova, è stato possibile sorvolare in una sola giornata 16 chilometri quadrati di territorio, a diverse quote e con sensori differenti. Sono state rilevate ortofoto e immagini multispettrali con precisioni fino al cm, poi utilizzate ai fini della valutazione dei danni verificatisi a seguito dell’evento calamitoso.

immagine aerea

Foto multispettrale – bande visibili (RGB)

immagine aerea all'infrarosso

Foto multispettrale – Infrarosso

L’elevata precisione delle foto a colori (dimensione del pixel al suolo pari a 5cm e 1cm), difficilmente raggiungibile con voli tradizionali, consente in particolare di verificare nel dettaglio i danni ai singoli manufatti.

foto di tettoie di amianto

dettaglio zona industriale – risoluzione a 5cm

foto di tettoie di amianto

dettaglio zona industriale – risoluzione a 1cm

Il dato rilevato con sensore multispettale in una porzione della zona industriale per finalità sperimentali consente di classificare coperture e depositi di materiale, identificando in automatico zone a probabile presenza di cemento amianto.

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