Michele Camisasca, direttore generale Arpa Lombardia, sulla legge Snpa

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“Nel dispositivo non sono indicate nuove forme di finanziamento per le attività. Sarà necessario affrontare questo aspetto proponendo adeguate integrazioni normative regionali e opportune modifiche dei regolamenti di Ispra, fatta salva la competenza del Governo sulla definizione dei criteri.”

Finalmente la legge che istituisce il Sistema nazionale a rete perla protezione ambientale (Snpa) è stata approvata. Quali sono le aspettative di Arpa Lombardia?

Anche le Agenzie che, come la nostra, hanno conseguito elevati livelli tecnici e di efficienza avvertono l’esigenza che le attività di protezione ambientale assumano, sul piano nazionale, una fisionomia di sistema per la quale è necessaria omogeneità e chiarezza dei ruoli per tutte le sue componenti, seppur nel rispetto fondamentale delle specificità territoriali. Un Sistema strutturato su tale base potrà offrire innanzitutto un approccio uniforme alla tematica ambientale, colmando vaste lacune presenti sul nostro territorio nazionale, e sarà elemento di semplificazione sostanziale nel rapporto con i cittadini e il mondo delle imprese.
Il processo di assestamento delle nostre funzioni su un piano omogeneo, con la definizione del Catalogo dei servizi e dei livelli essenziali delle prestazioni ambientali, i LEPTA, su cui stiamo già intensamente lavorando, sarà fondamentale da questo punto di vista. La definizione di livelli di intervento effettivamente proporzionati alle criticità presenti, per tutto il paese, darà al Governo la possibilità di individuare i criteri di finanziamento, previsti dalla legge, su una base razionale e trasparente, analogamente a quanto avviene per i LEA, rispetto ai quali i LEPTA assumono, finalmente, analogo valore sociale.
Ci aspettiamo, inoltre, che il Sistema delle Agenzie venga effettivamente valorizzato, come previsto dalla legge, nella propria esperienza e competenza tecnica, dato che viene riconosciuto il valore ufficiale delle norme tecniche definite dal Sistema, e un ruolo, di fatto, di “advisor” del Governo sui provvedimenti di natura ambientale.
Abbiamo poi molte altre attese e, naturalmente, alcuni punti di attenzione. Dobbiamo, soprattutto, essere consapevoli delle nuove aspettative dei cittadini nei nostri confronti, facendocene carico attivamente.

Quali scenari si possono prospettare rispetto al sistema del finanziamento delle Agenzie?

Un sistema di finanziamento equo ed efficace – che garantisca a tutti i cittadini il diritto a livelli di prestazione adeguati alle diverse realtà ambientali – non può che basarsi su una fotografia dettagliata delle risorse umane e tecnologiche di cui ogni Agenzia dispone, rispetto alla complessità del contesto territoriale in cui opera. In questo sarà fondamentale che tipo di ruolo vorrà giocare il Sistema, anche in relazione ai compiti affidati alle singole autonomie regionali.
Nel dispositivo non sono indicate nuove forme di finanziamento per le attività. Sarà, dunque, necessario affrontare questo aspetto proponendo adeguate integrazioni normative a livello regionale, nonché le opportune modifiche dei regolamenti di Ispra, fatta salva naturalmente la competenza del Governo sulla definizione dei relativi criteri.
L’efficacia finale dipenderà, essenzialmente, dal bilanciamento tra compiti assegnati, reperimento dei finanziamenti necessari e individuazione delle relative fonti, laddove la legge 132/2016 pone comunque forti limiti verso ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Quale ritiene possa essere il ruolo della rete nazionale dei laboratori accreditati del Snpa?

L’attività laboratoristica nel Sistema agenziale è un tema “storico” poiché la disponibilità al dato analitico e la sua qualità sono elementi cardine dell’azione di controllo ambientale, anche in considerazione della continua evoluzione normativa sugli inquinanti. Come, ad esempio, quella che riguarda le sostanze specifiche elencate nella watch list prevista dalla direttiva comunitaria, che rappresentano un rischio significativo per l’ambiente acquatico e, di conseguenza, per le altre matrici ambientali ad esso correlate.
In questo caso, il compito di eseguire il monitoraggio chimico-analitico del pannello completo di queste molecole e di supportare altre agenzie in grado, al momento, di operare solo parzialmente rispetto alle richieste della norma europea è stato affidato ai laboratori di Arpa Lombardia, in collaborazione con quelli dell’Agenzia del Friuli. Modalità prevista dal provvedimento, che inserisce il tema dell’istituzione della Rete nazionale dei laboratori accreditati, nella prospettiva di un rapporto solidale strutturato tra le Agenzie, mirando a migliorare l’accesso alle attività laboratoristiche più onerose – in termini di risorse specialistiche/tecnologiche/economiche – e a ottimizzare contemporaneamente qualità e costi di gestione.
Nella definizione della rete dei laboratori occorrerà comunque fare riferimento a principi di adeguatezza della copertura e distribuzione territoriale valorizzando, contemporaneamente, le eccellenze già presenti e strutturate.

La nostra rete laboratoristica ha già da tempo ottenuto da Accredia l’accreditamento dei Laboratori di prova n.1324 secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Arpa Lombardia potrà, quindi, mettere a disposizione la propria esperienza in questo progetto di lavoro comune che, contando sulle competenze e sulle expertise presenti in ogni Agenzia, consentirà di ottimizzare e omogeneizzare a livello nazionale le best practice nell’ambito del controllo della qualità del dato.