Microplastiche e fondali marini impattati dalla pesca: il monitoraggio di Arpa Toscana

Nell’ambito dell’attuazione della Strategia per l’ambiente marino (Marine Strategy), nel 2016 Arpat ha condotto campagne di monitoraggio da una parte per studiare le microplastiche disperse in mare e dall’altra per indagare il fondale marino e valutare gli effetti esercitati dalla pesca a strascico.

I Programmi di monitoraggio previsti dal Piano operativo delle attività (POA), in ottemperanza alla direttiva 2008/56/CE sulla Marine Strategy, hanno validità triennale (2015-17) e le attività sono ufficialmente iniziate il 15/07/2015.

L’indicatore 10.1.3 della Marine Strategy ha come obiettivo quello di reperire informazioni sui Trend nella quantità, nella distribuzione e, se possibile, nella composizione di microparticelle, in particolare microplastiche.
Visto il continuo utilizzo di materiale plastico e la sua dispersione in mare, indagini di questo tipo sono di fondamentale importanza soprattutto in riferimento alla distribuzione delle microplastiche che possono influenzare l’ambiente marino ed entrare anche a far parte della catena alimentare.

Nell’ambito dell’attuazione della Marine Strategy, nel 2016 Arpat ha condotto una campagna di monitoraggio sulle microplastiche disperse nell’ambiente marino in 4 diverse aree di indagine.

Il Modulo 9 del POA si occupa invece di indagare gli ambienti di fondo marino sottoposti a danno fisico per fornire una caratterizzazione dell’habitat di fondo marino influenzato dalle attività di pesca.

Nell’ambito della Sottoregione Mediterraneo occidentale (Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Sardegna) Arpat ha attivato ed eseguito nel 2016 questo modulo, attraverso una campagna di monitoraggio per indagare il fondale marino e valutare gli effetti esercitati dalla pesca a strascico.

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