Mobilità ciclabile in Toscana

bicicletta

Il trasporto ciclabile è un pezzo fondamentale della mobilità sostenibile, può contribuire a decongestionare il traffico motorizzato, ad alto consumo energetico e consistente inquinamento atmosferico. La Toscana sta investendo per promuovere su tutto il territorio regionale l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’auto ed alle moto.

La Regione Toscana crede nella mobilità ciclistica e nella sua legge n. 27 del 2012 sostiene la necessità di promuovere su tutto il territorio regionale l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo a quelli motorizzati e quale mezzo di prevenzione sanitaria e di socialità.

Il trasporto ciclabile ha altresì la capacità di decongestionare il traffico motorizzato, ad alto consumo energetico e consistente inquinamento atmosferico.

Per questo la Regione intende creare una rete ciclabile regionale urbana ed extra-urbana che contribuisca ad una migliore

  • qualità della vita urbana,
  • qualità dell’ambiente, in particolare dell’aria,
  • qualità alla salute.

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L’uso della bicicletta sulle brevi e medie distanze (fino a 6-7 km, pari alla maggiore parte degli spostamenti quotidiani) è vantaggioso anche dal punto di vista del risparmio del tempo rispetto a tutti gli altri mezzi di trasporto. Molti gli esperimenti realizzati, tutti dimostrano che nelle grandi città, la bici ha tempistiche simili o poco superiori al motorino e batte sia i mezzi pubblici che le automobili.

La Regione Toscana ha anche ricostruito nel 2012 attraverso 5000 interviste  il profilo del ciclista urbano ed extraurbano toscano. Dall’indagine emerge che gli utilizzatori di bicicletta in ambito urbano e non sono complessivamente, il 50,1% della popolazione compresa tra i14 e i 70 anni, valore che corrisponde ad una stima di circa 1.343.000 cittadini. Gli utilizzatori della bicicletta sono prevalentemente uomini(54,5%). In Toscana l’impiego della bicicletta diminuisce al crescere dell’età,  i più giovani sono i più assidui utilizzatori, soprattutto se studenti, inoltre l’indagine mostra anche che chi è occupato utilizza di più questo mezzo rispetto a chi non ha un’occupazione.

Emerge anche la figura del non utilizzatore della bicicletta, categoria che si suddivide tra chi si mostra radicale e ritiene il mezzo non idoneo ai propri spostamenti e chi è interessato e propenso a modificare le proprie abitudini in presenza di un maggiore numero di piste ciclabili e corsie riservate alle biciclette

Una delle principali infrastrutture di interesse regionale risulta essere la “Ciclopista dell’Arno” ,  che potremmo definire la “spina dorsale” di un sistema fatto di molte altre ciclopiste legate ai vari affluenti e che va a comporre un reticolo di mobilità dolce diffuso su tutto il territorio toscano.

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La Ciclopista dell’Arno è già realizzata per il 30%, quasi tutta è progettata e, nei prossimi anni, potrà essere appaltata. Sono inoltre già stati stipulati protocolli con tutti i comuni e le province della costa per la progettazione della ciclopista Tirrenica, un tragitto ciclabile di grande fascino che dalla Liguria arriva al Lazio.

Per realizzare queste ciclopiste sono stati messi a disposizione dalla Regione Toscana 22 milioni di euro in tre anni.

La Città Metropolitana di Firenze per dare attuazione a questo progetto ha predisposto un Quadro strategico che prevede un sistema infrastrutturale integrato e multi-modale, basato, sostanzialmente, su 4 pilastri:

  • creazione di una rete ciclabile sovra comunale, la cui asse portante è costituita dalla Ciclopista dell’Arno arricchita da una serie di percorsi lungo i fiumi Sieve, Elsa e Pesa e percorsi urbani ed extraurbani che garantiscano lo scambio bici- treno-tram, ma anche gomma – bici e che rendano possibile raggiungere i centri nevralgici (centro delle città, zone artigianali ed industriali, scuole, università, uffici, centri commerciali);
  • creazione di un sistema di centri di sosta e servizio per le biciclette, come ad esempio le ciclo -stazioni;
  • creazione di una rete della mobilità ciclistica turistica, ambientale e ricreativa;
  • creazione di un sistema di mobilità ciclistica sicuro, con l’ adozione di misure di limitazione del traffico e priorità e facilitazione per i fruitori della bicicletta.

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Il quadro strategico della Città Metropolitana si pone obiettivi specifici con riferimento alla ciclo mobilità urbana che extraurbana e modula le proposte tenendo conto della diversità del territorio provinciale, suddividendolo in aree

  • Firenze e comuni adiacenti della piana fiorentina;
  • Empoli e comuni adiacenti della valle dell’Arno;
  • comuni delle grandi valli con ferrovia e buona viabilità (Valdarno superiore fiorentino, Valdelsa, Val di Sieve e Mugello);
  • comuni prevalentemente collinari e montani.

I comuni adiacenti della piana fiorentina, in particolare Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa, come anche i comuni dell’empolese e della Valdelsa si presentano potenzialmente idonei ad un maggiore uso della bicicletta sia per la configurazione morfologica che per le distanze da percorrere. Non lo stesso si può dire per Bagno a Ripoli, Lastra a Signa e Fiesole.

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Firenze esprime il potenziale maggiore in quanto è già esistente una rete di piste ciclabili; in particolare il quadro strategico prevede per l’area fiorentina la costituzione di 18 ciclosuperstrade, di 10 ciclo-stazioni e di 20 strutture minori per l’inter-modalità bici-treno, bici-tram, bici-auto.

Buone prospettive di incrementare la mobilità ciclabile si presentano anche per il Valdarno superiore fiorentino, la Valdisieve e il Mugello. Le potenzialità di sviluppo vanno soprattutto nella direzione di favorire la mobilità mista bici-treno.

Completamente diversa, invece, si presenta la situazione di alcuni comuni collinari (taluni comuni del Chianti) o montani (comuni della Romagna Toscana e della Montagna fiorentina) che si mostrano poco adatti all’uso quotidiano e personale della bicicletta, ma dove sarebbe possibile un sviluppo di una rete ciclistica ai fini escursionisti rivolta ad un turismo di nicchia.

La Città Metropolitana di Firenze pensa di rendere l’uso della bicicletta realmente concorrenziale con altri mezzi di trasporto, in primis l’automobile, realizzando in primo luogo la ciclabile dell’Arno, su cui si innestano le direttrici ciclabili lungo gli assi fluviali principali (Sieve, Elsa, Pesa, padule di Fucecchio). A questo principale obiettivo se ne aggiungono altri 4 minori, si tratta della creazione della rete di ciclo-stazioni e di strutture per l’inter-modalità, la realizzazione della rete della mobilità ciclistica turistica, ambientale e ricreativa, che si sviluppa in prevalenza su strade a basso traffico, su viabilità minore e su sentieri, la creazione di una struttura di ciclo-superstrade per l’area fiorentina ed infine la definizione di un sistema di aree a moderazione e limitazione del traffico, dove l’uso della bicicletta diventa sicuro e concorrenziale con gli altri mezzi.

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