Modello organizzativo di Arpa Toscana nella gestione delle emergenze ambientali

Le Agenzie forniscono supporto alle autorità competenti per la gestione e risoluzione di emergenze ambientali, tutte quelle situazioni critiche di origine antropica o naturale che possono comportare pericolo per l’ambiente e di conseguenza per l’uomo e che richiedono un intervento immediato; operano inoltre per l’individuazione di eventuali responsabilità.

In questi situazioni infatti le Agenzie, in relazione alle loro capacità tecniche e scientifiche, al livello di conoscenza del territorio e delle relative matrici, oltre che della normativa ambientale, sono organi tecnico-scientifici qualificati per la valutazione e la gestione delle eventuali ricadute sull’ambiente.

L’ARPAT è organizzata già dalla sua istituzione nel 01/01/1996 per la gestione H24 delle richieste di supporto per emergenze ambientali. L’evoluzione di questa organizzazione ha visto nascere nel 2007 la collaborazione fra l’Agenzia e la Protezione civile di Firenze che ha portato la sala operativa di quest’ultima a divenire sala operativa di ARPAT nel territorio fiorentino.
La collaborazione si è poi estesa prima alle province di Prato e Pistoia, per ampliarsi dal settembre 2014 a tutta la Regione Toscana. Da tale data la Sala Operativa dell’attuale Città Metropolitana di Firenze è anche sala operativa di ARPAT (SOP).

Il protocollo (si veda anche nostro articolo in Ecoscienza n. 1/2010) si fonda su 5 criteri fondamentali riconducibili alle seguenti parole chiave particolarmente importanti per un’organizzazione finalizzata alla gestione delle emergenze:

  • flessibilità,
  • rapidità e completezza della risposta,
  • competenza,
  • sinergia di azione,
  • riduzione delle risorse utilizzate.

Da evidenziare che la collaborazione regionale è stata siglata due mesi dopo la presentazione dei risultati del tavolo tecnico ASSOARPA sulle emergenze nel quale numerose Agenzie regionali hanno portato un fattivo contributo alla definizione di stili organizzativi e linee operative condivise che ARPAT ha adottato.

Il coordinamento ha permesso all’Agenzia di usufruire di un’organizzazione già attiva e soprattutto formata in tema di gestione emergenze propria della SOP, con conseguente riduzione delle risorse.

La definizione di procedure condivise ha permesso innanzitutto di definire un numero unico regionale H24 per l’attivazione di ARPAT in caso di emergenze ambientali in uso a tutti gli organi competenti e a tutte le forze di polizia del territorio; questo aspetto ha migliorato decisamente la gestione nei rapporti con gli enti esterni ed ha anche facilitato l’organizzazione quotidiana delle strutture di Agenzia, rendendola maggiormente flessibile dato che risponde ad un unico interlocutore – la SOP – che si adatta alle diverse esigenze.

Utilizzando poi la definizione condivisa sul tavolo nazionale, è stato identificato ciò che deve essere gestito come emergenza, ciò che invece è gestito con la programmazione di lavoro e ciò che non è di competenza dell’Agenzia. Tale valutazione di norma viene gestita direttamente dalla sala, periodicamente aggiornata sul tema, che informa l’interlocutore o lo indirizza verso l’ente competente nella materia; questa cosa ha reso più semplice il lavoro dell’Agenzia.

Con la SOP si è proceduto inoltre alla condivisione di informazioni attraverso un sito Web dalla stessa gestito e di facile accesso e consultazione e che ARPAT ha implementato con propri dati. Si tratta di un’azione sinergica di condivisione di informazioni territoriali utili alla gestione degli interventi che porta – nel tempo – all’implementazione di un unico contenitore.

I dati, georeferenziati su cartografie che sovrapponendosi identificano le principali pressioni ed i punti critici o sensibili correlati all’evento, possono essere direttamente visionati oppure possono essere richiesti agli operatori di sala. La SOP infatti segue tutto l’evolversi dell’evento e dell’attività di ARPAT

  • fornendo informazioni,
  • contattando enti su richiesta dell’Agenzia,
  • effettuando ricerche che momentaneamente i tecnici impegnati nella gestione in campo non possono eseguire.

Tutte le chiamate sono registrate sia informaticamente che su un diario di sala.

Ogni intervento ha poi una scheda di gestione posta sullo stesso sito Web che permette l’estrazione di numerosi dati tramite data base. Anche la compilazione di tali schede è stata condivisa col gruppo ASSOARPA nell’intenzione di permettere un dialogo sulle statistiche principali di evento con le altre agenzie ed anche di fornire in tempo rapido informazioni, valutare le pressioni su un certo territorio ecc..

Fondamentale sarà seguire l’implementazione delle informazioni disponibili e soprattutto il loro aggiornamento efficiente per la gestione delle emergenze.

Obiettivo sicuramente più ambizioso, ma certo più funzionale alla gestione degli interventi, sarà quello di raccogliere e condividere le informazioni anche con altre strutture fondamentali per tale gestione come i Vigili del Fuoco e le Aziende Sanitarie, nella logica che è alla base della collaborazione già in atto con la SOP: la realizzazione di una rete integrata e organizzata di enti e di individui che nella gestione emergenze sono capaci di cooperare tra loro pur mantenendo la propria autonomia operativa e gestionale.

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