Monitoraggio della qualità dell’aria in area portuale

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Venezia ed il Veneto a confronto con altre citta’ del Mediterraneo. I progetti APICE e CAIMANs, entrambi finanziati dal Programme MED 2007-2013, hanno in particolare messo a confronto la situazione Veneziana rispetto a quella di altre importanti città portuali del Mediterraneo: Barcellona, Marsiglia, Genova e Salonicco.


ARPA Veneto si è occupata, da alcuni anni, della qualità dell’aria nell’area portuale di Venezia svolgendo specifiche campagne di monitoraggio nonché approfondendo, con tecniche modellistiche, la stima dell’impatto delle attività portuali sulla matrice aria nell’ambito di progetti europei di cooperazione territoriale.

I progetti APICE e CAIMANs, entrambi finanziati dal Programme MED 2007-2013, hanno in particolare messo a confronto la situazione Veneziana rispetto a quella di altre importanti città portuali del Mediterraneo: Barcellona, Marsiglia, Genova e Salonicco.

Con APICE in particolare è stato approfondito l’impatto delle intere attività portuali (di terra e di mare) sulla qualità dell’aria, con particolare focus sul particolato atmosferico fine, andando a quantificare il contributo di questa realtà emissiva rispetto alle altre sorgenti di inquinanti del territorio.

arpa-venetoVolendo cogliere sia il contributo primario che secondario dell’aerosol atmosferico come strumenti di indagine sono stati utilizzati modelli fotochimici e modelli a recettore, entrambi con una determinata limitazione a spingersi ad alta risoluzione. Con CAIMANs si è voluto ulteriormente approfondire il tema focalizzando l’indagine sulle navi passeggeri che sono quelle che tipicamente nel Mediterraneo vanno ad ormeggiarsi nel cuore storico delle città e a ridosso delle zone a maggior densità abitativa. Lo strumento di indagine è stato questa volta individuato nei modelli di dispersione che, a partire da una dettagliata descrizione spaziale e temporale delle emissioni, possono essere spinti ad un’alta risoluzione, come i 100 metri raggiunti in CAIMANs. Con questi strumenti si sono cioè modellizzati i pennacchi emessi dalle navi in crociera al largo dal porto, in manovra e in ormeggio, andando a studiare come e dove vadano ad impattare il tessuto urbano delle cinque città portuali. La stima modellistica ha riguardato sia i macroinquinanti tipicamente studiati (ossidi di azoto e di zolfo, particolato atmosferico, ecc), sia i microinquinanti (come metalli e microinquinanti organici). L’output del calcolo di dispersione, costituito dalle concentrazioni di inquinanti al suolo, è stato discusso in relazione ai limite di qualità dell’aria in vigore. Sovrapponendo le mappe di concentrazione (sia di breve che di lungo periodo) con il tematismo della popolazione si è dunque ottenuta una valutazione del rischio di esposizione della popolazione urbana indotto dalla presenza del porto nella città.

Sia in APICE che in CAIMANs analisi di scenario hanno inoltre consentito di valutare il beneficio di specifici interventi di mitigazione del settore navale applicabili nel medio e lungo termine (ad es. alimentazione elettrica per le navi all’ormeggio, combustibili a minor emissioni in atmosfera, dislocazione dei terminali e delle rotte, ecc).

I risultati ottenuti con CAIMANs hanno posto in evidenza come le emissioni navali abbiano un impatto non particolarmente significativo sulla qualità dell’aria per inquinanti, quali polveri sottili e microinquinanti organici ed inorganici, mentre, invece, emerge la criticità per gli ossidi di azoto e, anche se in misura minore, gli ossidi di zolfo. Tra le possibili misure di mitigazione dell’impatto atmosferico valutate la più efficace è risultata essere la conversione della flotta passeggeri a gas naturale liquefatto seguite dall’elettrificazione delle banchine per la fase di stazionamento delle navi e dall’uso di combustibili a basso tenore di zolfo.

Parallelamente all’analisi di dettaglio sui cinque porti pilota, in CAIMANs, è stata inoltre sviluppata un’interessante indagine a livello di bacino del Mediterraneo con il coinvolgimento anche di Porti del Sud del Mediterraneo. L’indagine ha indagato l’attuale disponibilità di strumenti integrati di monitoraggio e gestione della qualità dell’aria assieme all’interesse ad affrontare la tematica della mitigazione dell’impatto atmosferico mediante opportuni progetti od azioni transnazionali.

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Link al progetto Caimans