La Rete POLLnet e le nuove frontiere del monitoraggio aerobiologico

Anche quest’anno, e non solo a Roma, la primavera si è annunciata precocemente con bellissime  fioriture già a partire da gennaio, quando splendenti macchie gialle di mimosa risaltavano lungo la Via del Mare. Insieme ai fiori, però, hanno cominciato a diffondersi anche i pollini e l’effetto, per molti, non è stato altrettanto piacevole.

E’ di nuovo stagione di allergie e da ora fino a settembre/ottobre e oltre, sarà un susseguirsi di fioriture e conseguenti problemi di pollinosi. E’ di circa nove/dieci mesi, infatti, il periodo dell’anno caratterizzato dalla presenza in atmosfera di quantità non trascurabili di pollini allergenici nelle varie località italiane. Questo dato peraltro, stando alle ultime elaborazioni disponibili, è tendenzialmente in aumento.

Snpa ha dato vita da anni a una rete di monitoraggio (POLLnet  – http://www.pollnet.it) che segue questo fenomeno per tutto l’anno e settimanalmente emette  bollettini di aggiornamento e previsione.
E’ un servizio impegnativo per gli operatori ma viene portato avanti con passione perché tutti hanno la coscienza che si tratta di un’attività importante per la popolazione (le pagine del monitoraggio pollinico continuano ad essere tra le più visitate dei siti delle Agenzie ambientali). Certo, la copertura non è omogenea sul territorio nazionale, il sito non brilla per vivacità ed è anche un po’ datato per struttura (stiamo lavorando per migliorarlo) ma l’informazione è puntuale, corretta e affidabile.

C’è da ricordare, intanto, che finora questa attività si è sviluppata pur non essendo obbligatoria per legge e il risultato fin qui raggiunto, in un periodo di diminuzione continua di risorse, è da considerarsi un grande successo. Per quello che attiene all’estensione del monitoraggio aerobiologico anche nelle zone e nelle regioni non ancora coperte, la Sicilia  (attualmente scoperta) in un passato abbastanza recente avevano valide reti regionali di monitoraggio aerobiologico (che hanno dovuto dismettere per problemi di budget) mentre il Lazio e la Lombardia non si sono finora attivate per questa attività.

Intanto le città monitorate continuano ad aumentare. Nell’ultimo anno sono state attivate le stazioni  di Pesaro, Bari e Brindisi portandone il numero complessivo a 54 distribuite in 16 regioni.

Il senso del monitoraggio aerobiologico, però, non si esaurisce certo per i pur importanti aspetti sanitari perché il polline, in realtà, è una preziosa particella ricca di molteplici informazioni ambientali. Studiando i pollini, ad esempio, possiamo avere informazioni utili allo studio degli impatti dei cambiamenti climatici, della biodiversità vegetale e della colonizzazione del territorio da parte di specie alloctone, della diffusione di determinati parassiti delle piante e dell’efficacia dei trattamenti messi in atto per contenerli. Per campagne mirate, poi, si può monitorare la diffusione delle colture ogm o prevedere l’abbondanza del raccolto degli uliveti. Monitoraggi specifici, ma questa volta sulle spore fungine, possono consentire di ottimizzare trattamenti anticrittogamici sulle colture (in particolare vite).

L’aerobiologia, insomma, è un mondo multidisciplinare che per essere esplorato ha bisogno di tante competenze diverse molte delle quali proprio la rete POLLnet sta riuscendo progressivamente ad attivare.

Forse è proprio in ambiti come questo che il Snpa (formalizzato recentissimamente con la legge 132/2016 ) nato per integrare e dare efficacia e omogeneità  al lavoro di Ispra e delle Agenzie ambientali, riesce a dare il meglio di sé e trovare la sua ragione profonda.

Vincenzo De Gironimo – Ispra, Coordinatore rete POLLnet

Vai alla presentazione Nuove frontiere del monitoraggio aerobiologico all’interno del Snpa a cura dell’autore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *