Arpa Liguria, oltre 200 principi accreditati nei pesticidi, la carta dei servizi degli alimenti e molto altro

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Fra i fiori all’occhiello del laboratorio multisito di Arpal spiccano i principi attivi dei pesticidi, che stanno per superare quota 200. Ma anche la carta dei servizi sulle attività analitiche degli alimenti e altre analisi, ambientali e in ambito Reach, il regolamento europeo che disciplina registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche .

Il laboratorio multisito di Arpal ha suddiviso le specialità analitiche nelle diverse sedi provinciali. Se i controlli sugli alimenti rivestono un ruolo di primo piano, evidenziato anche dalla carta dei servizi ad essi dedicata, non da meno sono altre attività analitiche.

Da un lato quelle più strettamente ambientali, come le diossine, i pcb, l’amianto,  gli ipa e gli idrocarburi: emblematico quanto realizzato in occasione dello sversamento causato dalla rottura dell’oleodotto a Genova lo scorso aprile, con la messa a punto di quanto previsto dal Technical Report CEN/TR 15522-2 per riuscire a identificare tramite “finger print” le fuoriuscite di prodotti petroliferi.

Dall’altro quelle collegate al regolamento Reach: il cromo IV in matrice cementizia, le colle, il benzene e il toluene negli incensi, solo per fare alcuni degli esempi di analisi svolte anche per altri soggetti al di fuori dei confini regionali su matrici note anche ai non addetti ai lavori.

In attesa dei risultati ufficiali della seconda visita di sorveglianza Accredia, sostenuta dai laboratori Arpal a inizio ottobre), ecco l’approfondimento su una parte di attività già accreditata, quella dei pesticidi, ricercati nel settore chimico del laboratorio della Spezia non solo negli alimenti destinati al mercato ligure.

I residui dei prodotti anti parassitari, infatti, sono uno dei potenziali pericoli in arrivo soprattutto dall’estero; noti al grande pubblico come fitofarmaci, sono un tema a cui l’opinione pubblica sta rivolgendo sempre maggiore attenzione.

Le analisi alla ricerca dei residui fitosanitari su mele, pere, olive, insalate, grano e tè sono svolte sia su alimenti già in commercio, sia su quelli di importazione.

L’Usmaf – Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, ossia l’organo competente per il campionamento, controlla almeno il 3% delle derrate alimentari d’importazione.  Una volta prelevato, il campione è inviato al laboratorio di La Spezia per le analisi: riusciamo a consegnare i risultati in 3 giorni lavorativi per gli alimenti deperibili, 5 per quelli non deperibili.

Si tratta di un’attività d’eccellenza unica nel suo genere in regione. Grazie a due differenti tecniche analitiche (la gascromatografia accoppiata a una massa e la cromatografia liquida ad alta pressione accoppiata a una massa) sono accreditati oltre 180 principi attivi diversi, che a breve diventeranno oltre 200.

Un lavoro serrato, con oltre 400 unità processate all’anno, più della metà d’importazione. Un lavoro così considerato dagli organi competenti che al laboratorio Arpal della Spezia arrivano, a supporto dell’Usmaf di Rivalta Scrivia, alcune tipologie di alimenti della Lombardia, come – ad esempio – il caffè che atterra negli aeroporti milanesi.

A proposito di eccellenze, si segnalano i controlli sul tè: è un prodotto ad elevata complessità analitica, processabile solo in laboratori adeguatamente attrezzati in termini di conoscenze e dotazioni strumentali.

E se la maggioranza delle analisi ha – fortunatamente – esito negativo, qualche problema si è riscontrato proprio su partite di tè contaminate da “propargite”, un acaricida bandito dall’Unione Europea, ma ancora ampiamente utilizzato dai produttori di alcuni Paesi orientali. Un pesticida che ha causato il respingimento di diversi carichi nell’ultimo anno, l’ultimo non più tardi di un mese fa.

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