Pericolo amianto, come intervenire?

Il tema dell’amianto non trova i cittadini sprovveduti. E’ quanto emerge dalle richieste e segnalazioni che quotidianamente pervengono agli uffici per i rapporti con il pubblico delle Agenzie ambientali e di Ispra.Non è un caso che tra le Agenzie italiane a ricevere più richieste di informazioni ci sia l’Arpa Piemonte. La vicenda tristemente nota di Casale Monferrato ha portato i cittadini della regione ad una maggiore attenzione verso i rischi legati all’esposizione da eternit. Se si esaminano le tipologie di richieste rivolte all’Arpa (oltre l’8% sul totale dei contatti con il pubblico), si vede quanto la consapevolezza della pericolosità sia cresciuta e come sia alto il livello di allerta verso la presenza di amianto nelle città o in campagna. Più che chiedere quale sia lo stato di avanzamento della propria pratica, i cittadini si rivolgono all’Agenzia piemontese soprattutto per segnalare la presenza di coperture in eternit in cattivo stato, di rifiuti abbandonati in strada o nei campi, di chiarimenti sulle procedure da seguire per avviare controlli su manufatti potenzialmente pericolosi o per denunciare la movimentazioni di cemento amianto senza protezioni.

Dal 2012 la Regione Piemonte ha fissato un protocollo operativo per la gestione di esposti e segnalazioni relativi alla presenza di amianto, per evitare confusioni e sovrapposizioni. Le figure coinvolte nel procedimento sono principalmente tre: il sindaco, l’Arpa e la Asl locale, che intervengono con modalità differenti a partire dal livello di urgenza. Ad esempio, nel caso di una segnalazione di coperture in cemento – amianto negli edifici, fatta da un privato, il primo referente è sempre il sindaco. La richiesta viene quindi inoltrata all Arpa, che esegue uno specifico sopralluogo, effettua il campionamento della copertura oggetto dell’accertamento, verifica l’effettiva presenza di amianto, esamina il manufatto e ne valuta lo stato di conservazione. La relazione finale viene quindi trasmessa alla Asl del territorio: questa a sua volta richiede al proprietario del manufatto la documentazione necessaria ed esegue ulteriori analisi e valutazioni sul rischio sanitario. Una volta completate le due valutazioni, ambientale e sanitaria, la pratica torna nelle mani del sindaco, il quale, come autorità sanitaria locale, procede all’emissione di eventuali provvedimenti. Le procedure cambiano leggermente nel caso in cui sia in corso una manomissione su materiali in eternit oppure se la segnalazione arrivi da enti pubblici o dalla stessa Asl.

Arpa Piemonte ha realizzato una pubblicazione divulgativa a partire dalle domande dei cittadini, scaricabile dal sito dell’Agenzia.

Numerose sono anche le segnalazioni che giungono all’Arpa Sicilia. A destare preoccupazione nella popolazione dell’isola sono soprattutto i rifiuti contenenti amianto: smaltimento illecito di eternit vicino ai cassonetti o in terreni abbandonati, come anche la presenza di cumuli di detriti, sprovvisti di copertura, contenti polveri di amianto. Nel 2014 la Sicilia ha emanato una legge regionale (Lr 10/2014 “Norme per la Tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto”) che prevede la realizzazione di un database sui siti potenzialmente contaminati. Arpa Sicilia è impegnata nella raccolta e archiviazione delle schede di autonotifica e semestralmente trasmesse le informazioni al Dipartimento Regionale della Protezione Civile per la relativa mappatura dell’amianto.

Le questioni sollevate dai cittadini nelle diverse regioni sono delle più varie. Arpa Puglia ha predisposto una serie di Faq a partire dalle domande più ricorrenti: come posso tutelarmi se il mio vicino ha una canna fumaria o un tettoia presumibilmente di amianto? Cosa fare se nella scuola di nostro figlio c’è ancora eternit? Che differenza c’è fra amianto friabile e compatto? Alcuni anni fa l’Agenzia realizzò un opuscolo sui rischi per la salute legati all’esposizione dal titolo “Amianto: fuori dai polmoni”. 

Arpa Veneto rileva che una delle questioni sulle quali i cittadini domandano più chiarimenti sono i soggetti competenti in materia: a chi spetta il compito di verificare lo stato di conservazione delle coperture in amianto? Qual’è l’ente che dispone i controlli nell’ipotesi di manufatti in amianto fatiscenti? All’Agenzia Veneta arrivano anche diverse richieste sulla figura preposta a provvedere al controllo dello stato di conservazione delle coperture in amianto, se debba essere uno specialista o meno.

Infine, in Abruzzo le richieste sul tema amianto coprono il 4% di quelle totali ricevute dall’Agenzia. L’Urp e gli sportelli informativi dei vari uffici provinciali di Arta orientano l’utenza circa le attività svolte sull’amianto. L’Agenzia ha un Centro di riferimento regionale per l’amianto presso il Distretto provinciale di Teramo, che svolge attività di supporto tecnico analitico agli organi di vigilanza (Dipartimenti di prevenzione della Ausl).

Per la Toscana vedi le informazioni messe a disposizione.

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