Piano provinciale operativo delle misure protettive contro le emergenze radiologiche

prefettura

Beatrice Musolino della Prefettura di Trieste, al convegno del 18 ottobre La gestione dell’emergenza radiologia a Trieste ed in Friuli Venezia Giulia ha preso parte con l’intervento Piano provinciale operativo delle misure protettive contro le emergenze radiologiche.


Il Piano provinciale deriva direttamente da quello nazionale che riporta le misure protettive contro le emergenze radiologiche. Il prefetto assume, coordinandosi con il presidente della Giunta regionale, la direzione unitaria dei servizi di emergenza da attivare a livello provinciale, coordinandoli con gli interventi dei sindaci dei comuni interessati. Questo non vale però per il Friuli Venezia Giulia che, in quanto Regione autonoma a statuto speciale, ha legiferato sull’argomento, stabilendo che il presidente della Giunta regionale coordina Province, Comuni, enti pubblici, istituzioni e organizzazioni pubbliche e private con sede in regione.

È stato quindi adottato nel 2005 il Protocollo di intesa tra le Prefetture e la Regione autonoma, affinché vi sia massima e reciproca collaborazione e concertazione sinergica degli interventi necessari alla tutela della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente. In questa collaborazione, le Prefetture dispongono l’impiego delle forze statali (Forze dell’ordine, Forze armate, Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato) che agiscono secondo le direttive impartite dal prefetto, la Regione dispone l’intervento coordinato del Sistema regionale integrato di protezione civile (strutture tecnico operative della regione, dei Comuni e delle associazioni di volontariato).

L’obiettivo della pianificazione è di garantire la direzione unitaria degli interventi attraverso l’individuazione univoca di responsabilità, flussi di comunicazione, attivazioni. I ruoli e le azioni sono precisamente definiti: ad esempio, la notizia viene diramata alla cittadinanza attraverso i canali di comunicazione locali da parte del Dipartimento di protezione civile; nella fase di preallarme è il Prefetto che allerta le strutture statali e assume le determinazioni di competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica, mentre la Regione FVG attiva l’interconnessione delle sale operative e allerta l’Azienda sanitaria, l’Arpa e i laboratori. E ancora, nella fase di allarme il Prefetto insedia il Centro coordinamento soccorsi (Ccs) e lo presiede, mantiene i rapporti con i Prefetti delle altre provincie, con il Presidente della Regione e con il Comando militare; il Centro coordinamento soccorsi assicura il coordinamento operativo della risposta all’emergenza avvalendosi, per gli aspetti tecnici del Nucleo di valutazione radiologica (Arpa, Vigili del fuoco, Servizio sanitario e esperti di strutture scientifiche presenti sul territorio).

[abstract a cura della Redazione di AmbienteInforma, non rivisto dall’autore]

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