Pollini e biodiversità: il caso del cinipide del castagno in Friuli Venezia Giulia

A partire dal 2011, nella stazione di rilevamento pollinico di Pordenone si è registrata una corposa diminuzione dei pollini di castagno (Castanea sativa), rilevati come somma totale annua. Nel 2014 i pollini risultavano 1/6 di quelli del 2010. Verificato che non ci fossero state anomalie climatiche, come piogge o siccità prolungate, che avrebbero potuto spiegare il fenomeno, e sentita l’Ersa, l’ente regionale competente in materia di problematiche forestali, la causa dell’evento è stata individuata nella diffusione di una vespa cinipide, insetto parassita degli apici fiorali e proveniente dalla Cina.

Il confronto con due realtà italiane molto diverse, Pistoia e Potenza, è stato utile per capire la portata del fenomeno, le conseguenze delle azioni di contenimento, e l’utilità del monitoraggio tramite la conta dei pollini.
Ad oggi, i dati del 2016 mostrano un improvviso e forte aumento dei pollini di castagno. Tale incremento viene attribuito in parte alla lotta biologica, ma anche all’annata eccezionale, come dimostrano gli aumenti di produzione di polline delle altre fagacee.

Il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu), insetto di origini asiatiche, si è diffuso in boschi e castagneti di molte parti del mondo arrivando in Italia, e nello specifico in Piemonte, nel 2002 e in Friuli Venezia Giulia nel 2008. Qui, nei primi anni immediatamente dopo il rinvenimento, avvenuto in provincia di Udine, i danni sono stati abbastanza limitati per poi aumentare molto rapidamente ed estendersi a tutta la regione, tanto che dal 2011 l’insetto è stato dichiarato insediato su tutto il territorio regionale.

I danni causati dal cinipide del castagno consistono nell’induzione alla produzione, da parte della pianta, di galle in cui le larve dell’insetto si sviluppano. Le galle si formano durante la crescita delle gemme, e portano, oltre che ad una riduzione dell’apparato fogliare,  anche ad una compromissione dei fiori, nel caso degli attacchi più forti .

Dopo alcuni anni di danni molto importanti, sono stati avviati studi sugli antagonisti naturali e a partire dal 2014 si è visto un incremento dei parassitoidi autoctoni (con diverse specie coinvolte nel contenimento del cinipide); nel 2015 si è riscontrata anche la diffusa presenza di Torimus synensis. La presenza di un elevato numero di parassitoidi ha ridotto significativamente la presenza di galle su castagno con una conseguente ripresa della produzione di fiori e frutti.

Presumibilmente a causa di condizioni di stress (come l’andamento meteorologico e l’elevata presenza del cinipide) e di fattori intrinseci ai popolamenti boschivi presenti in Friuli (spesso formati da piante di elevate dimensioni e in contesto di bosco non curato), lo stato fitosanitario del castagno non è ancora da considerarsi ottimale, in quanto alcuni patogeni fungini, primo tra tutti il cancro corticale (Cryphonectria parasitica) stanno causando ancora danni non trascurabili.

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I pollini di castagno a Pordenone. L’importanza della biodiversità a cura di Pierluigi Verardo di Arpa FVG

Castagno e biodiversità. Il cinipide del castagno a cura di Iris Bernardinelli dell’ERSA FVG – Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale

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