Presentato a Roma il “Rapporto rifiuti speciali 2016”

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Per quantità sono oltre quattro volte superiori a quelli urbani e una parte di essi è costituita da rifiuti pericolosi. I dati relativi ai cosiddetti “rifiuti speciali” – tutti quelli non urbani, prodotti da industrie e aziende – sono stati diffusi dall’Ispra nel rapporto annuale: nel 2014 sono stati prodotti circa 130,6 milioni di tonnellate di “speciali” a fronte di 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Si registra un consistente aumento nella produzione totale: + 5% tra 2013 e 2014 (oltre 6,1 milioni di tonnellate). La crescita è imputabile prevalentemente ai rifiuti speciali non pericolosi da operazioni di costruzione e demolizione e da quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue. I rifiuti speciali pericolosi, invece, si mantengono sostanzialmente stabili (+0,3%). (+0,3%). Sono soprattutto le attività economiche legate alle costruzioni e demolizioni a produrre rifiuti speciali (39,7%). Italia si conferma tra le prime in UE per riciclo degli speciali (oltre 75%). Per quantità sono maggiori i rifiuti speciali importati (6,2 milioni di tonnellate) di quelli esportati (3,2 milioni di tonnellate): sono soprattutto materiali ferrosi che vengono trattati dalle industrie del Nord. Leggi il resto >