Progetto CLIVIA e “Io parlo e non discrimino” tra le attività per il personale di Arpa Piemonte

Il CUG di Arpa Piemonte opera in un contesto di 1021 dipendenti suddivisi in 522 donne (51%) e 499 uomini (49%). Tra le attività di punta il progetto CLIVIA la diffusione e la flessibilità del telelavoro e l’iniziativa “Io parlo e non discrimino”, promossa dal Consiglio comunale di Torino e dal Consiglio regionale del Piemonte.

Il Comitato si avvale di un proprio regolamento che ne disciplina i compiti propositivi e consultivi, le modalità di funzionamento, i rapporti con l’Amministrazione, le OO.SS e i soggetti esterni. Il CUG opera in un contesto di 1021 dipendenti suddivisi in 522 donne (51%) e 499 uomini (49%), connotato per una maggiore concentrazione delle donne nella fascia di età fra i 41 e i 45 anni e per gli uomini nelle fasce 41-45 e superiore ai 55 anni (rilevazione dati del personale anno 2015).

Dato il contesto organizzativo dell’Agenzia, il CUG ha posto grande attenzione alla specificità di genere nella gestione del personale e al benessere organizzativo, al fine di favorire la massima valorizzazione delle risorse umane, così come l’attivazione di strumenti per promuovere reali opportunità di carriera.

Nel 2011 in Arpa Piemonte è stata introdotta, ai sensi della normativa vigente, la figura della consigliera di fiducia che opera nel massimo riserbo delle questioni trattate, come previsto dal Codice di Condotta, in costante collegamento e raccordo sia con il Comitato unico di garanzia che con la Direzione generale, per assicurare l’efficacia del proprio operato.

Nell’ottica di sostenere una politica aziendale orientata alla cultura di genere e alla conciliazione dei tempi vita-lavoro dal 2009 in Arpa Piemonte è stata avviata una sperimentazione di telelavoro a domicilio che è stata successivamente estesa al personale con la candidatura dell’Agenzia, tramite il progetto CLIVIA (ConciLIazione LaVoro VIta Arpa) al bando regionale “realizzazione di formule organizzative di lavoro decentrato per introdurre e/o rafforzare modelli flessibili di telelavoro“. A conclusione del progetto (giugno 2013) è stato adottato un regolamento interno che disciplina l’accesso del personale dell’Agenzia a forme di telelavoro a domicilio e a distanza.

Con l’istituzione del telelavoro in Arpa Piemonte il Comitato unico di garanzia ha ritenuto utile promuovere un questionario per individuarne i punti di forza, le eventuali criticità e verificare se il telelavoro rappresenti effettivamente una soluzione organizzativa a favore di una maggior conciliazione nel rispetto della produttività.

Nel mese di giugno 2016 nell’ottica di migliorare ulteriormente la conciliazione vita/lavoro e nel contempo ottimizzare l’utilizzo delle risorse strumentali in essere sono state attivate, in via sperimentale, postazioni temporanee di telelavoro a distanza limitatamente al periodo estivo.
Nel 2016, il CUG ha avuto un ruolo attivo sia nella predisposizione del modello di questionario integrato che nella organizzazione di momenti di sensibilizzazione e informazione rivolti a tutto il personale.

Il questionario rileva contestualmente livello di benessere organizzativo percepito e lo stress lavoro correlato, il grado di condivisione del sistema di valutazione applicato in Agenzia e la valutazione del superiore gerarchico.
A questi temi comuni a tutte le Amministrazioni, sono state aggiunte da Arpa alcune sezioni che prevedono domande su trasparenza e corruzione, etica e legalità e benessere cognitivo (soddisfazione lavorativa), benessere e malessere psicologico (emozioni positive e negative) e malessere psicofisico (sintomi fisici) sul lavoro, suggerite dall’Università.

Il questionario Arpa è stato predisposto integrando modelli differenti: il modello Anac (Autorità nazionale anticorruzione), il questionario Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato, quale indagine preliminare sullo stress lavoro correlato ai sensi delle indicazioni metodologiche della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza, entrambi obbligatori per tutte le PP.AA. e alcune batterie di domande sul Benessere/ malessere al lavoro inserite dal Dipartimento di psicologia dell’Università degli studi di Torino.

La fase di somministrazione del questionario si è conclusa in data 08/07/2016. Seguirà l’analisi e l’elaborazione dei dati che saranno effettuate dal Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino.  I risultati elaborati in forma aggregata, anonima e di facile lettura saranno comunicati attraverso incontri informativi che evidenzieranno eventuali punti di forza e/o debolezza dell’Amministrazione.

Il Piano delle azioni positive 2016-2018
Il Piano delle azioni positive relativo al triennio 2016-2018 prevede i seguenti interventi:

  • l’individuazione delle aree di criticità e individuazione delle aree di intervento in funzione del benessere organizzativo promuovendo il miglioramento del benessere organizzativo anche attraverso interventi informativi rivolti alla cura della persona
  • l’ampliamento delle attività telelavorabili e delle possibilità di accesso all’istituto contrattuale. Introduzione di ulteriori strumenti di conciliazione e miglioramento degli strumenti già esistenti e maggiore sensibilizzazione dei dirigenti e del personale su nuovi strumenti di conciliazione e miglioramenti organizzativi in un ‘ottica di benessere organizzativo
  • interventi a favore della sensibilizzazione e informazione alla cultura di genere contribuendo a una maggiore conoscenza da parte dei dipendenti dell’Agenzia degli istituti contrattuali e degli interventi già messi in atto dall’amministrazione e delle funzioni e attività svolte de Comitato unico di garanzia. Tutto ciò attraverso la predisposizione di un più efficace piano di comunicazione che consenta di dare visibilità alle attività del CUG in modo capillare, sia attraverso la Intranet da utilizzare per la pubblicazione di notizie rilevanti, sia attraverso lo strumento della mailing list.
  • l’adesione all’iniziativa promossa dal Consiglio comunale di Torino e dal Consiglio regionale del Piemonte, dal titolo “Io parlo e non discrimino”, volta ad eliminare il sessismo linguistico promuovendo un linguaggio neutro dal punto di vista di genere.

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