Quale ruolo per il monitoraggio dei pollini all’interno del Snpa

Il monitoraggio dei pollini è un’attività nata e sviluppatasi per fornire un servizio di supporto alle persone che soffrono di allergie, quindi per finalità prettamente collegate al settore Sanità. A livello nazionale in 17 Regioni o Province Autonome questo servizio è gestito dalle Agenzie per la protezione dell’ambiente, mentre in 4 regioni il servizio di monitoraggio viene gestito in ambito accademico o ospedaliero e sanitario. Nello specifico, il monitoraggio dei pollini si struttura su tre diverse reti: la rete POLLnet alla quale afferiscono in particolare le diverse Agenzie per la protezione dell’ambiente e Ispra, la rete AIA condotta a livello di Sanità e Università e la rete AAITO condotta a livello ospedaliero.

Anche nel contesto delle diverse Agenzie per la protezione dell’ambiente, inoltre, il servizio di monitoraggio dei pollini è condotto da strutture diverse. Troviamo la tematica dei pollini nell’ambito delle attività di laboratorio, nell’ambito dei servizi territoriali, nell’ambito della qualità dell’aria o nell’ambito della biologia ambientale. E’ pertanto inevitabile, ma questo aspetto va vissuto come una ricchezza, che le diverse Agenzie conducano il monitoraggio dei pollini con una differente sensibilità ambientale a seconda dei casi, andando dagli aspetti più prettamente analitici a quelli più marcatamente territoriali.

Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione è che, benché il monitoraggio dei pollini sia nato per finalità sanitarie, negli ultimi anni, forse anche grazie all’“incubazione” nella rete delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente, ha iniziato ad assumere valenze ulteriori, come quella orientata alla biodiversità e ai cambiamenti climatici. Tramite il monitoraggio dei pollini, infatti, possiamo quantificare l’evoluzione del diverso spettro di specie vegetali presenti in un territorio, controllando anche l’eventuale arrivo di specie aliene, come accaduto con l’ambrosia, una pianta infestante proveniente dall’America e da diversi anni diffusasi in Europa. Tramite il monitoraggio dei pollini, inoltre, possiamo quantificare la variazione dello spettro delle specie vegetali, quindi della base degli ecosistemi, in funzione dei cambiamenti climatici. In questo moto, la variazione del clima non diventa più una “semplice” e forse distante questione di “temperature” o “quota media della neve”, ma una tangibile deriva di un intero ecosistema.

Un elemento apparentemente scollegato, ma che invece riveste particolare importanza anche per i pollini, è quello della recente approvazione della legge di riorganizzazione del Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa, legge 132/2016). A seguito di questa legge, infatti, dovranno essere definiti i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta), i quali devono essere garantiti dal Sistema sulla base di un Catalogo nazionale dei servizi e di correlati costi standard (e dunque livelli di finanziamento). La tematica del monitoraggio dei pollini dovrà pertanto essere ripresa in questo più ampio contesto di definizione del Sistema nazionale di protezione ambientale in modo da garantire su tutto il territorio un’omogeneità “al rialzo” delle prestazioni fornite. Un futuro di grande cambiamento ma anche di grande opportunità.

È indubbio che nei prossimi anni avremo un sistema pubblico ambientale fortemente rinnovato, nella sua architettura e nei suoi protagonisti (Istituzioni e persone). I ruoli, che si stanno delineando, andranno definiti con cura ed esercitati da tutti con alto senso di responsabilità, nella chiarezza e distinzione di compiti e approcci che è il presupposto essenziale di ogni – sempre più necessaria – forma di collaborazione e sinergia. La partita è difficile complicata e decisiva. Per questo va giocata fino in fondo. E in questa partita il Snpa sarà protagonista.

Vai alla presentazione Quale ruolo per il monitoraggio dei pollini all’interno del Sistema nazionale delle agenzie a cura di Luca Marchesi, DG di Arpa FVG, vicepresidente del Snpa, presidente di AssoArpa

2 commenti su “Quale ruolo per il monitoraggio dei pollini all’interno del Snpa”

  1. In realtà non è facile, infatti attualmente il monitoraggio funziona così, almeno ad esempio in Toscana: ci sono dei campionatori che raccolgono i pollini. Una volta la settimana, i campionatori vengono portati in laboratorio ed un operatore “legge” al microscopio elettronico quale tipo di pollini, ed in quali quantità, sono stati raccolti. In definitiva per poter avere una App che diffondesse i dati in tempo reale servirebbe una strumentazione automatica che sostituisse l’operatore; non se esista qualcosa del genere.

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