Qualità dei mari italiani nei report del Sistema e il punto sull’alga Ostreopsis ovata 

Un quadro riassuntivo della situazione delle acque di balneazione italiane viene fornito dai principali report elaborati dal Sistema delle Agenzie italiane. Mentre Qualità dell’ambiente urbano fornisce un focus più locale sui capoluoghi delle regioni costiere, l’Annuario dei dati ambientali elabora quelli dell’ultimo quadriennio di monitoraggio forniti dal Ministero della Salute.

Il monitoraggio delle acque di balneazione svolto dal Snpa è finalizzato alla tutela della salute umana. In questo contesto si può inserire il contributo del Sistema sulle 9 città capoluogo delle regioni costiere (Genova, Venezia, Trieste, Ancona, Roma, Napoli, Bari, Catanzaro e Cagliari) presentato all’interno del rapporto “Qualità dell’ambiente urbano  2016”

Nella stagione balneare 2016, nelle 9 città suddette sono stati prelevati in tutto 1090 campioni di cui ben 1067 non hanno superato il valore limite sul singolo campione. In media, il 98% dei campioni prelevati non ha superato il limite di legge e, in generale, i valori percentuali di conformità sono ricompresi tra il 90% e il 100%. I dati confermano che la quasi totalità dei tratti costieri delle 9 città capoluogo di regione considerate è stata idonea alla balneazione nella stagione balneare 2016.

Un quadro nazionale sull’ultimo quadriennio, a partire dei dati del Ministero della salute, viene fornito dall’Annuario dei dati ambientali 2016.  Lo stato qualitativo delle acque costiere di balneazione, in relazione ai fattori di contaminazione fecale e, quindi, igienico-sanitari, ricade per il 90,0% in classe eccellente, 4,8% buona, 1,8% sufficiente e 2,2% scarsa. Per circa l’1,2%, invece, non è stato possibile effettuare la classificazione, per motivi riconducibili nella maggior parte dei casi a irregolarità nelle frequenze di monitoraggio. Il dato italiano, quindi, supera la media europea (85,5%).

Infine, per quanto riguarda la microalga Ostreopsis cf. ovata, il monitoraggio 2015, effettuato nelle 44 province costiere, ha permesso di valutare l’andamento spazio temporale dell’indicatore. Ostreopsis c.f. ovata è presente almeno una volta in 125 stazioni (57,6%) delle 217 monitorate, considerando tutte le tipologie di matrici campionate, ovvero in 32 province, mentre il valore di riferimento sanitario, pari a 10.000 cell/l, è stato superato almeno una volta in 43 stazioni di campionamento, ricadenti in 20 province; solo in un caso è stato emesso il divieto di balneazione come misura di gestione a tutela della salute del bagnante.

Le Arpa effettuano controlli sulla presenza dell’alga (vedi su Ambiente Informa il report della Sardegna o quello della Puglia ). Sono stati realizzati opuscoli informativi .

Il complesso lavoro di sorveglianza, analisi e campionamento fatto dalle 14 Agenzie costiere del Sistema nel 2014, nonché le azioni di comunicazione in caso di emergenza, sono state raccolte in un volume disponibile online dal sito dell’Ispra.

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