AMBIENTE URBANO, nel 2015 sforamenti del Pm10 in 45 aree urbane su 95

L’eccezionale periodo di stabilità atmosferica registrato nella seconda metà del 2015, con scarso rimescolamento verticale ed orizzontale, senza praticamente interruzioni, ha determinato il mancato rispetto del valore limite giornaliero del PM10 in 45 aree urbane su 95 per le quali sono disponibili dati, con un numero totale di superamenti e valori medi annuali generalmente superiori a quelli degli ultimi anni, in controtendenza rispetto al trend di medio-lungo periodo, sostanzialmente decrescente.

In queste condizioni si verifica l’accumulo degli inquinanti atmosferici in bassa quota e sono favoriti i processi di formazione di particolato secondario.

Di conseguenza nelle aree più sensibili del paese (il bacino padano, le valli dell’entroterra alpino e appenninico, alcune grandi aree urbane del centro e del sud) si è verificato un periodo di eccezionale persistenza di livelli elevati di inquinamento atmosferico, con valori giornalieri del PM10 costantemente superiori a 50 μg/m³.

Le situazioni peggiori con il mancato rispetto dei valori limite per PM10, PM2,5, NO2 si registrano a Torino e Vercelli, nell’agglomerato di Milano, nelle città lombarde e venete del bacino padano, e a Frosinone nel centro Italia. Nei primi sei mesi del 2016 in due città (Venezia e Padova) sono stati registrati oltre 35 giorni di superamento della soglia di 50 μg/m³, e in altre 51 appare molto probabile o possibile il superamento del valore limite giornaliero a fine anno, considerato che nel primo semestre sono stati registrati da 10 a 35 superamenti.

Nel 2015 il valore limite annuale per lNO2 è stato superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio in 27 città. Inoltre si registra il mancato raggiungimento dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono in 80 aree urbane su 89 nel 2015 e in 75 su 88 nel 2016. Infine al sostanziale rispetto del valore limite annuale per il PM2,5 (25 μg/m³) si contrappone la distanza dai ben più ambiziosi obiettivi dell’Oms (10 μg/m³), ancora molto difficili da raggiungere.

 

Secondo criteri adottati a livello UE, per gli indicatori relativi al particolato atmosferico (PM10 e PM2,5), al biossido di azoto (NO2) e al benzo(a)pirene (BaP) sono utilizzati i valori di concentrazione media annua rilevati in stazioni di fondo urbano o in stazioni ritenute comunque rappresentative dei livelli medi di esposizione della popolazione.

Emerge chiaramente la notevole distanza dagli obiettivi dell’Oms: l’89,7% della popolazione nei comuni considerati risulta infatti esposto a livelli medi annuali superiori al valore guida per il PM10 (20 μg/m³), l’82,0% a quello del PM2,5 (10 μg/m³), il 27,2% a quello dell’NO2.

Non sorprende dunque il fatto che, nelle stime recentemente elaborate dall’Agenzia europea per l’ambiente, l’Italia figuri tra le nazioni con gli indici di rischio sanitario più elevati.

Pollini

Un altro tema di grande interesse sono le pollinosi, ovvero le allergie da pollini, e lo studio nelle aree urbane dell’effetto sinergico, sulla salute umana, tra gli allergeni presenti nei granuli pollinici e l’inquinamento atmosferico. L’analisi condotta dalla rete di monitoraggio aerobiologico PollNet del Snpa e di quelli dell’Associazione italiana di aerobiologia si è basata su due indicatori: uno quantitativo (indice pollinico allergenico, IPA) e uno temporale (stagione pollinica allergenica, SPA). I valori più alti si registrano quasi sempre a Lecco, Perugia, Firenze, Bolzano e Trento, mentre quelli più bassi a Genova, Torino, Udine o Pescara. Confrontando i dati del 2015 con quelli dei due anni precedenti, si riscontra un incremento medio nazionale della durata delle SPA di circa 4 o 5 giorni rispetto ai valori del 2013 e 2014. Questo dato è interessante perché, per la prima volta, indica una variabilità del valore dell’indicatore di certo rilievo non rilevata nell’indice pollinico allergenico (a variare in modo significativo è quindi la sola distribuzione nel tempo dei granuli pollinici e non la loro quantità totale).

Inquinamento indoor
L’analisi è condotta su un set di indicatori (affollamento, umidità nelle abitazioni, percentuale di fumatori, incidenza di legionellosi) che forniscono indicazioni rispetto al rischio di insorgenza di problemi relativi alla qualità dell’aria indoor. I risultati indicano come il problema di una cattiva gestione dell’umidità dell’aria all’interno degli edifici affligga una percentuale rilevante di popolazione (il 19,9% delle famiglie). Anche l’incidenza di legionellosi, sia pur con importanti differenze geografiche probabilmente determinate anche da diversa efficienza nel rilevare con certezza i casi, 1.403 casi in tutto il paese, corrispondente a un’incidenza di legionellosi pari a 23,1 casi per milione di residenti, appare rilevante, considerato la gravità delle possibili complicanze della patologia.

Esposizione al radon
E’ un gas naturale radioattivo considerato essere la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco. Avendo origine principalmente dal suolo, può introdursi negli ambienti confinati (abitazioni, scuole, luoghi di lavoro) raggiungendo in alcuni casi concentrazioni tali da rappresentare una fonte di rischio rilevante per la salute degli occupanti. In Italia si stima che circa 3.400 casi annui di tumore polmonare (su un totale di oltre 30.000) siano attribuibili al radon. I valori medi più alti (oltre 100 Bq/m³) sono stati registrati nelle campagne di misura condotte nelle abitazioni di Udine, Viterbo, Latina, Napoli e Lecce.

L’Italia dovrà recepire entro l’inizio del 2018 la direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio in materia di radioprotezione aggiornando l’attuale Dlgs 230/95, prevedendo dei livelli di riferimento per la concentrazione media annua di radon non superiori a 300 Bq m-3 sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro. Contestualmente dovrà essere aggiornato il Piano nazionale radon (ministero della Salute, 2002) elaborato nel 2002 – che affronti tutti gli aspetti connessi ai rischi di lungo termine dovuti alle esposizioni al radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.

 

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