Quasi maggiorenne il protocollo di intesa sui campi elettromagnetici a Genova

Un protocollo di intesa, portato avanti insieme al Comune di Genova, ai gestori e ai cittadini, per ovviare alle problematiche connesse all’installazione delle nuove antenne: a Genova è attivo dai primi anni del nuovo millennio uno strumento di gestione del territorio che si è dimostrato particolarmente efficace.

È nato nel 2000, e da allora è stato ammodernato, revisionato e confermato periodicamente. L’ultima firma è avvenuta quasi un anno fa, quando l’allora commissario straordinario di Arpal – l’attuale direttore generale Carlo Emanuele Pepe – si recò nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, a Genova, per il terzo rinnovo, simbolo della collaborazione fra Comune, Municipi, Arpal, Gestori dei servizi di telefonia cellulare, Associazioni e Comitati contro l’inquinamento elettromagnetico.

Anche se sembra passato il clamore dei primi anni del nuovo millennio, quando il tema delle radiazioni dei cellulari era fra i più sentiti dall’opinione pubblica, resta comunque alta l’attenzione delle diverse parti verso i campi elettromagnetici.

In questi anni l’intesa portata avanti da tutti i soggetti firmatari del protocollo genovese ha dato buoni risultati, ed ha permesso, quando possibile, di ovviare ad alcune criticità prima ancora che si concretizzassero, con lo spostamento, il ridimensionamento e la riprogettazione delle stazioni radio base.

Arpal svolge un ruolo tecnico di verifica e controllo. L’Agenzia contribuisce all’autorizzazione preventiva delle installazioni, esprimendosi in merito al contributo dei nuovi impianti al campo elettromagnetico totale, ed effettua misure per verificare il rispetto dei limiti di legge: 6 volt/metro laddove è prevista una permanenza quotidiana non inferiore alle quattro ore, 20 volt/metro altrove.

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