Realacci: una legge attesa, che dà autorevolezza, dignità e onore al Sistema delle Agenzie ambientali in Italia

É uno dei maggiori esponenti dell’ambientalismo italiano. Tra i fondatori del Kyoto Club, è presidente onorario di Legambiente dopo aver guidato l’associazione per lunghi anni. Eletto alla Camera in diverse legislature, attualmente è Presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati. Primo firmatario di molte leggi ambientali approvate dal Parlamento italiano negli ultimi quindici anni, è tra i promotori della legge che istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa) e disciplina l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Qual elemento ritiene più importante nella legge che istituisce il Sistema?
Innanzitutto questa legge è l’altra gamba della norma sugli ecoreati, con la quale è stato fatto un enorme passo avanti nell’interdizione dell’illegalità, grazie all’istituzione di nuove figure di reato. Aggiungo che la legge sugli ecoreati ha già dimostrato la sua enorme efficacia perché, ad un anno dall’approvazione, è stata usata in oltre 1000 procedimenti, con figure di reato che superano gli anacronismi del passato. Prima combattevamo il disastro ambientale con una fattispecie che si chiamava “disastro innominato” e l’inquinamento con il “getto pericoloso di cose”. E’ chiaro che c’era qualcosa che non funzionava.
Questa legge agisce più sul fronte dei controlli. Le due “gambe” consentono non solo di mettere in sicurezza il Paese dal punto di vista dell’ambiente e della salute, ma anche di ragionare di uno sviluppo pulito. La certezza del diritto e l’autorevolezza del sistema dei controlli – punto questo molto importante per le Agenzie – serve per fare le scelte utili al paese e promuovere lo sviluppo sostenibile, non solo per contrastare i reati. Un’economia pulita ha bisogno di regole e istituzioni che hanno la fiducia dei cittadini. Questa legge da tempo attesa – il primo progetto in materia lo avevo presentato 10 anni fa – è veramente un passo avanti. Ora bisogna lavorare perché quanto previsto dalla legge venga attuato nei tempi previsti e anche perché, laddove necessario, si trovino anche delle risorse.

Quali gli aspetti più positivi e quelli maggiormente problematici?
Di positivo c’è che finalmente l’Italia si dota di una legge, anche nel combinato disposto con gli ecoreati. L’altro ragionamento da fare sarebbe sul fronte della repressione con l’istituzione di un corpo di polizia (con la Forestale incorporata nell’Arma dei Carabinieri) in grado di fronteggiare le situazioni esistenti sia per competenze che per dimensioni.
Gli aspetti più importanti sono sicuramente l’istituzione di un sistema nazionalmente omogeneo di controlli. Noi sappiamo oggi che le Agenzie regionali hanno una situazione molto differente da territorio a territorio, in termini di autorevolezza ed efficacia. Questo fa sì che in molti casi ci siano strutture deboli a fronteggiare soggetti forti: vale per l’Ilva di Taranto, per l’Eni e la Total in Basilicata e per tante altre situazioni, soprattutto a Sud. Attraverso il coordinamento dell’Ispra e la creazione di una rete nazionale di laboratori, questa situazione può veramente far fare un passo avanti notevole, mettendo a frutto le competenze esistenti e permettendo di affrontare le nuove questioni che si aprono. Un piccolo esempio può essere la partita del glifosato, dove si scopre che alcune Agenzie regionali si sono poste il problema e stanno monitorando questo inquinante, mentre altre no. A questo servono i Lepta e la rete nazionale di laboratori, che permettono di utilizzare i punti alti di competenza in tutto il paese.
L’altro elemento importante è il Sina, il Servizio Informativo Nazionale sull’Ambiente, accessibile anche ai cittadini. Come sappiamo, in pochi settori come quello ambientale, le informazioni, le conoscenze e quella grande fonte di energia pulita e rinnovabile che è l’intelligenza umana, sono determinanti.
Il punto critico è ovviamente, come accade in tutte le leggi che passano nel Parlamento, il reperimento delle risorse. Si tratta di un problema nazionale di allocazione delle risorse che tocca tutte le regioni. Credo che con l’andare avanti di questo processo il problema di rafforzare le strutture si porrà, e noi ce lo porremo.

In ultimo, un augurio per l’Ispra e per le Agenzie?

Questa è una riforma attesa da tempo e serve molto all’Italia. Serve anche a ridare autorevolezza, dignità e, direi, onore al Sistema delle Agenzie ambientali. L’ho detto nell’intervento fatto in discussione generale. C’è un articolo troppo trascurato della nostra Costituzione che vale per la politica e per tanti campi, che è l’art.54. Dice che bisogna adempiere agli incarichi pubblici con disciplina e onore. In pochi settori come quello di cui stiamo parlando è necessaria la disciplina e l’onore. Il fatto che i cittadini e le imprese possano fidarsi del Sistema delle Agenzie è essenziale anche per favorire quella parte di imprese pulite che oggi a volte subiscono la concorrenza sleale di chi non rispetta le leggi.
Trovo entrambe queste leggi, ecoreati ed SNPA, una premessa per avere un’economia a misura d’uomo e una green economy che possa anche avere regole più semplici, trasparenti ed applicate. L’invito alla semplificazione normativa che viene da più parti, da ultimo anche dal Presidente Mattarella in più occasioni di recente, è assolutamente condivisibile per quanto riguarda la confusione delle norme e gli appesantimenti burocratici. Perché sia messo in atto, richiede anche certezza del diritto, delle norme e dei controlli, perché la semplificazione può diventare deregulation. Non abbiamo bisogno di deregulation, ma di sfidare il futuro.