Rientro sulla Terra della stazione spaziale cinese Tiangong 1: Ispra e Agenzie ambientali al tavolo della Protezione civile

Aggiornamento del 2 aprile. La stazione spaziale cinese Tiangong 1 ha iniziato nel 2016 una lenta e progressiva discesa sulla Terra. Il rientro nell’atmosfera è avvenuto alle 2,16 del 2 aprile e ha impattato nell’Oceano Pacifico. I ringraziamenti del capo della Protezione civile al Snpa.

La stazione spaziale Tiangong 1 è il primo modulo sperimentale cinese ed è stata lanciata nel 2011 dal centro spaziale di Jiuquan nel deserto di Gobi, fino a raggiungere, con un’inclinazione orbitale di 42.78 gradi sull’equatore, un’altezza di apogeo (il punto più distante dalla Terra) di 344 km e una di perigeo (il punto più vicino alla Terra) di 197 km.  Da marzo 2016 ha iniziato una lenta e progressiva discesa sulla Terra che si concluderà in una finestra temporale che si apre il 31 marzo e si chiude il 2 aprile 2018.

A causa della complessità dell’interazione fra la stazione spaziale e l’atmosfera terrestre, solo nelle ultimissime fasi del rientro si potranno definire meglio la data e le parti del globo terrestre coinvolte. Gli eventuali frammenti della Tiangong 1 che resisteranno all’attrito con l’atmosfera cadranno nella zona all’interno della fascia -44°S e +44°N di latitudine. L’area è molto ampia e costituita in gran parte da oceani e deserti, ma il raggio di impatto include anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia.

La parte d’Italia interessata è quella centro-meridionale, che parte più o meno dall’Emilia-Romagna e va verso il sud.

La Protezione Civile ha diramato informazioni circa i dettagli dell’operazione di rientro, le caratteristiche tecniche della stazione e alcune norme di autoprotezione. Pertanto, è stato attivato dal Dipartimento della Protezione Civile un Tavolo tecnico di lavoro al fine di condividere ogni informazione tecnico/scientifica disponibile e seguirne l’evoluzione.

A questo Tavolo il Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA rappresenta il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e assicura il supporto tecnico-scientifico al Dipartimento della Protezione Civile per gli eventuali aspetti ambientali in termini di informazioni e elaborazioni dei dati che perverranno dal Tavolo tecnico e di aggiornamento degli scenari.

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul rientro della stazione Tinagong1 sono assicurati dal Dipartimento della Protezione civile e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)

Nella prima mattinata del 27 marzo u.s, Il Centro Nazionale Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA ha coordinato la prima riunione della Rete referenti dell’Emergenze ambientali del SNPA nella quale si sono condivisi gli obiettivi di:

  • stabilire delle modalità uniformi di comunicazione e aggiornamento informativo che garantiscano tempestività e completezza delle direttive trasmesse dall’ASI e dal  Dipartimento Protezione Civile;
  • assicurare una capillare conoscenza del territorio, individuando punti sensibili alla, remota, possibilità di impatto sul territorio nazionale e relativi scenari di emergenza ambientale, mettendo in condivisione professionalità, strumenti di modellistica e previsione; a tal fine è stata preddisposta una cartografia tematica con punti sensibili sul territorio nazionale;
  • attivare all’interno delle singole Agenzie /Istituto le procedure di crisi finalizzate alla gestione di un’eventuale emergenza, garantendo reperibilità e risposta in tempi rapidi del SNPA alle necessità operative.

Nel pomeriggio Ispra ha portato al Tavolo tecnico la disponibilità del SNPA a rispondere in maniera attiva e collaborativa a tutto ciò che sarà necessario nella remota possibilità che avvenga un impatto su territorio nazionale.

In particolare, il Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA, unitamente alla Rete dei Referenti per le emergenze ambientali presso le Agenzie Regionali per la protezione ambientale (SNPA), con l’approssimarsi del rientro in atmosfera della stazione spaziale sta intensificando i lavori diretti ad raccogliere dati utili da sottoporre al Tavolo tecnico presso il Dipartimento della Protezione Civile nell’eventualità che si possa verificare dispersione di monometilidrazina, propellente utilizzato dalla stazione spaziale tossico per l’ambiente e per l’uomo, e quindi contribuire alle azioni che verranno conseguentemente messe in campo. L’ISPRA si occuperà di esaminare le diverse ipotesi di traiettorie che il satellite potrà adottare nella sua discesa in atmosfera e le relative conseguenze per l’ambiente. Con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) sta considerando le fasi che potrebbero seguire all’eventuale, quanto al momento improbabile, emergenza ambientale per il territorio nazionale predisponendo conoscenze, informazioni e dati a supporto tecnico scientifico alle Autorità competenti ad intervenire.


Il Tavolo Tecnico istituito presso la Protezione Civile si è riunito il 29 marzo alle ore 15.00, per un aggiornamento di situazione. La Tiangong 1, attualmente si trova a circa 200 km di altezza dalla Terra.

Il rientro nell’atmosfera al 29 marzo è  previsto per l’1 aprile intorno alle ore 4.50 (ora locale), con un margine di incertezza di almeno 20 ore.

L’Agenzia Spaziale Italiana sta monitorando la situazione tramite il sistema europeo di tracciamento basato su antenne RADAR e laser. ASI ha pubblicato un video per spiegare la natura e la possibile evoluzione del rientro in atmosfera.


fonte: Agenzia Spaziale Italiana[agg. 31 marzo] Sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (ASI) durante il nuovo incontro del tavolo tecnico che si è aggiornato nel pomeriggio di oggi presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, la previsione di rientro in atmosfera ad 80 km della stazione spaziale cinese Tiangong-1 è stimata per il 1 aprile alle ore 22:34 UTC (ora italiana 00.34 del 2 aprile), con una finestra di incertezza tra le 5 e le 10 ore.
All’interno di questo arco temporale, le finestre di interesse per l’Italia, al momento riguardano il potenziale coinvolgimento delle regioni: Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Rispetto alle ipotesi precedenti, invece, si possono escludere le regioni: Liguria ed Emilia Romagna. La possibilità che uno o più frammenti della stazione spaziale Tiangong-1 possano cadere sul territorio italiano (terre emerse) corrisponde a una probabilità stimabile intorno allo 0,2%. Le previsioni di rientro sono soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento della stazione spaziale stessa rispetto all’orientamento che assumerà nello spazio e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare.

[agg. 1 aprile]   Sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (ASI) durante il nuovo incontro del tavolo tecnico che si è aggiornato nel pomeriggio di oggi, a aprile, presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile, la previsione di rientro in atmosfera ad 80 km della stazione spaziale cinese Tiangong-1 è stimata per il 2 aprile alle ore 00:39 UTC (ora italiana 02.39 del 2 aprile), con una finestra di incertezza tra le 2 e le 4 ore.

All’interno di questo arco temporale, le finestre di interesse per l’Italia, si riducono da quattro a due e al momento riguardano il potenziale coinvolgimento delle regioni: Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna e l’isola di Lampedusa nella regione Sicilia. La possibilità che uno o più frammenti della stazione spaziale Tiangong-1 possano cadere sul territorio italiano (terre emerse) si è ridotta allo 0,1%. Le previsioni di rientro sono soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento della stazione spaziale stessa rispetto all’orientamento che assumerà nello spazio e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare.

[agg. 2 aprile] La stazione spaziale cinese Tiangong-1 è entrata in contatto con l’atmosfera terrestre impattando nell’Oceano Pacifico alle ore 00.16 UTC (02.16 ore italana).
Il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, in accordo con l’ Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con gli altri parteciparti al tavolo tecnico, ha pertanto dichiarato concluse le attività.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del Dipartimento di protezione civile.

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