Ruolo delle regioni nell’attuazione della riforma del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente

Intervento di Donatella Spano, Assessore della difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna; Coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

La legge 132/2016 riconosce la Conferenza Stato-Regioni quale luogo ideale di ascolto e analisi per l’armonizzazione dell’azione delle regioni. È necessaria infatti una continua cooperazione tra i diversi livelli istituzionali per migliorare l’omogeneità e la qualità dei controlli e dei monitoraggi al fine di garantire la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini.

L’istituzione del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente introdotto dalla Legge n. 132 del 28 giugno 2016 rappresenta un passo fondamentale per garantire la necessaria funzione di controllo pubblico in materia di qualità dell’ambiente e sicurezza della salute delle persone. In particolar modo l’introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA) orienta l’operato delle amministrazioni regionali nei riguardi della protezione ambientale verso un approccio omogeneo a livello nazionale.

Alle regioni è richiesto uno sforzo importante in quanto in tempi strettissimi, entro luglio di quest’anno, devono recepire le disposizioni dello strumento normativo nazionale attraverso una legge regionale di riforma delle Agenzie per la protezione dell’ambiente.

Il riconoscimento del ruolo centrale delle regioni e l’esigenza di confronto e armonizzazione tra livello regionale e statale è confermato dalla previsione dell’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni come strumento di regolazione dei rapporti.

Proprio in sede di Conferenza delle Regioni è stato preventivamente avviato un proficuo dialogo con ISPRA e il sistema agenziale in modo da poter riflettere sulle necessarie azioni da portare avanti nei prossimi mesi e che riguarderanno principalmente la revisione delle leggi regionali e provinciali, i programmi e le modalità operative delle agenzie, il raggiungimento dei LEPTA.

Pur riconoscendo che la legge 132/2016 segni un notevole avanzamento nell’ambito delle politiche ambientali, come Conferenza delle Regioni abbiamo evidenziato la presenza di alcuni nodi ancora da sciogliere legati all’attuazione della Legge.

Momento di discussione durante l’evento del Forum PA “Una rete per l’ambiente: il SNPA per lo sviluppo sostenibile del Paese” del 25 maggio 2017

In primo luogo la questione del finanziamento dei livelli essenziali di protezione ambientale, in quanto la legge prevede una specifica clausola di invarianza finanziaria per tutti gli adempimenti da essa previsti. Di conseguenza essendo le agenzie enti strumentali delle Regioni e delle province Autonome, ciò si traduce nel fatto che i LEPTA dovranno essere finanziati dalle regioni, nonostante essi siano previsti dalla lettera m) comma 2 dell’art.117 della Costituzione.

Inoltre la legge 132/2016 prevede che il Consiglio del Sistema Nazionale esprima un parere sui “provvedimenti del Governo aventi natura tecnica in materia ambientale”. Su questa si pone un problema di carattere interpretativo e pertanto appare indispensabile che il Governo chiarisca esplicitamente cosa si debba intendere per “atti di natura tecnica” attraverso un indirizzo interpretativo o un provvedimento normativo specifico.

Durante la stessa seduta della Conferenza delle Regioni ho proposto di istituire all’interno della Commissione ambiente un Tavolo permanente in cui discutere e trovare dei punti di accordo per la gestione delle questioni riguardanti l’operatività e l’applicazione della legge, nonché facilitare e semplificare l’espressione delle intese da parte della Conferenza sui decreti attuativi della normativa.

La proposta è stata approvata all’unanimità ed è stata inviata una nota al Ministro dell’Ambiente riguardante le questioni interpretative e finanziarie che la norma pone unitamente alla richiesta di avviare un confronto tra la Commissione Ambiente della Conferenza e il sistema agenziale anche finalizzato al recepimento uniforme della legge 132/2016 negli ordinamenti regionali.

Soltanto per mezzo di una continua cooperazione tra i diversi livelli istituzionali potranno essere infatti attuate le idonee misure di progettazione condivisa per migliorare la capacità e la qualità dei controlli e dei monitoraggi con il fine ultimo di garantire la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Sintesi dell’intervento svolto durante il convegno Una rete per l’ambiente: il SNPA per lo sviluppo sostenibile del Paese – 25 maggio 2017 – Forum PA 2017

  • Registrazione Audio dell’intervento

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