Salute e campi elettromagnetici

La valutazione dei rischi sanitari dei campi elettromagnetici è un processo molto complesso, sia per il grande numero di pubblicazioni scientifiche molto eterogenee e quasi sempre non esaustive, sia per il carattere multidisciplinare del tema. Nel sito dell’Istituto superiore di sanità disponibili informazioni, documenti e FAQ.

La valutazione dei rischi sanitari dei campi elettromagnetici è un processo estremamente complesso, sia per il grande numero di pubblicazioni scientifiche molto eterogenee e quasi sempre non esaustive che afferiscono alla tematica, sia per il carattere multidisciplinare della tematica. Rispetto alle valutazioni di singoli ricercatori o di gruppi specialistici (ad esempio di biologi, o fisici, o epidemiologi), che pure abbondano in letteratura, assumono quindi particolare rilevanza le valutazioni espresse da commissioni e gruppi di lavoro interdisciplinari, sia perché un’analisi collettiva consente di confrontare e contemperare giudizi che altrimenti comporterebbero inevitabilmente un notevole grado di soggettività, sia perché in queste sedi collegiali confluiscono competenze diverse, come quelle biologiche, mediche, epidemiologiche, fisiche e tecnologiche.

Gruppi di studio sono stati costituiti da diversi governi nazionali e organizzazioni internazionali; tra queste ultime rivestono particolare importanza l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Icnirp). Quest’ultima ha emanato nel 1998 delle linee guida per la protezione dei lavoratori e della popolazione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici nell’intervallo di frequenze tra 0 Hz (campi statici) e 300 GHz.

Come spiega l’Istituto superiore di sanità, anche in relazione agli effetti sulla salute, un parametro molto importante che caratterizza i campi elettromagnetici, connesso alla loro rapidità di oscillazione, è la frequenza, che si misura in hertz (Hz), dove 1 Hz corrisponde a un’oscillazione al secondo.

Sulla base della frequenza di oscillazione si distinguono:

  • i campi elettrici e magnetici statici (che non oscillano affatto, 0 Hz)
  • i campi elettrici e magnetici a frequenze estremamente basse (che comprendono la frequenza di 50 Hz con cui è distribuita l’energia elettrica nelle nostre case, ma più in generale si riferiscono alle frequenze che non superano i 300 Hz)
  • i campi elettromagnetici a frequenza intermedia (tra 300 Hz e 10 MHz, dove 1 MHz corrisponde a un milione di hertz)
  • i campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde (10 MHz – 300 GHz, dove 1 GHz corrisponde a un miliardo di hertz).

Nel sito dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sono disponibili le informazioni sugli effetti sanitari dei diversi tipi di campi elettromagnetici. Di particolare interesse la sezione FAQ che offre risposte sintetiche a diverse quesiti sui cem:

Effetti sulla salute, sito Iss:

Altre risorse

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