Schiume nelle acque del fiume Olona

Il problema della presenza di schiume nel tratto di Fiume Olona che scorre in Provincia di Varese è cronico da diversi anni. Per affrontarlo, Arpa Lombardia ha messo a punto un nuovo approccio di indagine.

 

Per molto tempo la risposta dell’Agenzia lombarda è stata di carattere emergenziale agli eventi che man mano che si determinavano, nel programma annuale di lavoro 2017 è stato invece concepito e realizzato un nuovo approccio di indagine puntuale e sistematico.
Il piano prevede infatti attività di controllo su tutti gli impianti di depurazione, le ditte autorizzate a scarichi di natura industriale e i siti dismessi localizzati lungo le rive del fiume, alcuni già oggetto di precedenti indagini. L’indagine si basa inoltre sulla programmazione sistematica di attività di monitoraggio continuo nel tempo della concentrazione dei tensioattivi delle acque dell’Olona, in punti evidenziati come critici.

Le attività nell’anno 2017 sono state realizzate attraverso il concorso di una decina di tecnici dei Dipartimenti di Como e Varese e con il supporto del personale del Settore Laboratori che ha garantito tutta l’attività analitica e del Settore Monitoraggi Ambientali.

 

In base ai risultati finora ottenuti sembrerebbe che vi sia una certa correlazione tra la formazione di schiume nel fiume e le concentrazioni di tensioattivi rilevabili analiticamente; non vi sono invece particolari evidenze circa una loro possibile origine biologica.
Dalle osservazioni eseguite risulta tuttavia che la formazione e l’accumulo di schiume sono influenzate anche da altri fattori, quali velocità della corrente, esistenza di zone di ristagno, torbidità delle acque.

In merito all’origine dei tensioattivi che generano criticità nei punti di monitoraggio siti a Fagnano Olona e Solbiate Olona non vi sono evidenze certe, ma una serie di elementi suggeriscono che la principale fonte dei tensioattivi presenti nel fiume possa essere costituita dai reflui che scorrono nelle fognature miste, contenenti anche una significativa percentuale di reflui di natura industriale. Si ipotizza infatti che attraverso i numerosi sfioratori delle reti fognarie presenti nell’area di interesse vi possano essere degli sversamenti di refluo non depurato nell’Olona.

Sulla base delle evidenze accumulate nel 2017, l’indagine continuerà nel 2018 con la prosecuzione del monitoraggio analitico dei tensioattivi sul fiume per l’acquisizione di una serie sistematica di dati delle concentrazioni di questi composti, in particolare in vista della primavera 2018, nella prospettiva di un ulteriore restringimento dell’area di ricerca. Si procederà inoltre con l’acquisizione dei dati analitici prodotti dal gestore degli impianti di depurazione che scaricano nel tratto dell’Olona preso in esame, relativi in particolare alle concentrazioni di tensioattivi rilevate in ingresso agli impianti medesimi.

Ai comuni rivieraschi verranno chieste informazioni circa i rispettivi programmi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli sfioratori, nonché la relazione idraulica attestante il dimensionamento dei manufatti sfioratori e/o la presentazione di eventuali progetti di adeguamento di tali manufatti di sfioro. I comuni dovranno inoltre fornire dati su tutte le aziende attive e quelle dismesse localizzate nei rispettivi territori lungo l’asta del fiume, con georeferenziazione cartacea e con specifica di quelle dotate di autorizzazione allo scarico di acque reflue di natura industriale in pubblica fognatura, ripartite per tronco fognario recapitante in singolo sfioratore. Infine, dovranno essere acquisite informazioni circa gli eventuali tronchi fognari non depurati che recapitano ancora nell’Olona e su eventuali unità abitative non ancora collettate in pubblica fognatura, site in prossimità del fiume.

L’ottenimento delle informazioni richieste ai comuni e la valutazione dei dati analitici ottenuti dal monitoraggio saranno elementi fondamentali per la programmazione di ulteriori azioni in campo.

 

Un commento su “Schiume nelle acque del fiume Olona”

  1. Se può essere utile alle indagini, nel ns territorio abbiamo affrontato un analogo problema. Le schiume si presentavano soprattutto nel fine settimana e se non sbaglio le foto pubblicate sono state scattate lunedì 10 aprile. Dopo numerosi interventi è emerso che le schiume erano prodotte dal lavaggio di attrezzature utilizzate per la vendita di prodotti gastronomici con mezzi mobili (vendita panini, patate fritte, ecc…) scaricati nel fine settimana abusivamente nella rete fognaria senza alcun trattamento depurativo.
    Cordiali saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *