Servizi di pronta disponibilità e di risposta alle emergenze

Tra le attività svolte da AssoArpa sulla base di programmi annuali delle diverse aree di lavoro, vi è quella relativa alla gestione delle emergenze ambientali che ha portato alla definizione del documento Servizi di Pronta disponibilità e di risposta alle emergenze.

Il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente fa parte integrante del Sistema nazionale di protezione civile, appartenenza ribadita dal decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della Protezione clivile del 24 Luglio 2013 “Individuazione dei centri di competenza, ai sensi dell’articolo 2 del decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 settembre 2012” che individua le Arpa regionali quali Centri di competenza esclusiva nel proprio ambito regionale e nel proprio ambito disciplinare di competenza.

Partendo da tale consapevolezza, il documento, prodotto da un gruppo di lavoro che ha coinvolto numerose Agenzie, offre ai direttori delle Agenzie un master rispetto al quale confrontarsi in merito agli aspetti organizzativi interni a ciascuna Agenzia.

Il documento suggerisce alcuni nuovi spunti di lavoro quali, ad esempio, l’individuazione di un riferimento dirigenziale in PD quale punto di contatto per emergenze estese o di grosso impatto o la mappatura delle competenze presenti in PD in una logica di sussidiarietà trasversale. Fornisce inoltre alcune indicazioni tecnico operative su alcuni temi legati ai rapporti con gli altri enti normalmente presenti sugli scenari incidentali.

Il lavoro svolto è comunque un punto di partenza per puntuali approfondimenti sui numerosi spunti di riflessione di seguito elencati:

  1.  La possibilità di definire un livello di emergenza tale per cui si    possa prevedere il coinvolgimento del Sistema delle Agenzie (SA) ed i supporti che questo può fornire.
  2. Le relazioni da costruire tra le Agenzie in caso di emergenza.
  3. Per il ruolo che di fatto l’SNPA ha nel campo delle Emergenze Ambientali, l’utilità di formalizzare accordi tra Ispra e le Arpa/Appa, oltre che con il DPC della PCM.
  4. L’opportunità di definire all’interno dell’SNPA di strumenti atti a garantire alle Istituzioni Competenti il supporto tecnico scientifico utile a valutare, prevenire o fronteggiare eventi emergenziali rilevanti di origine naturale o antropica che potrebbero direttamente o indirettamente mettere in crisi una o più matrici ambientali.
  5. La necessità di definire il Sistema di Allerta e di Comunicazione dell’SNPA in cui, in relazione ai possibili scenari di intervento e in base a competenze e ruoli specifici, siano individuati i relativi protocolli di allerta e di comunicazione omogenei sul territorio.
  6. L’opportunità di indicare un Modello operativo che individui:
    6.1 le attività da predisporre in “tempo di pace” quali individuazione e studio scenari di rischio, attività di sorveglianza e monitoraggio, studio di modelli previsionali da impiegare per la gestione degli interventi, analisi statistica dei dati sulle emergenze, supporto per la quantificazione del danno ambientale, tipologie di campionamento ed analisi utili per fronteggiare l’emergenza ed il post emergenza ecc.
    6.2 le attività, conseguenti alle attività preparatorie effettuate, per il supporto tecnico-scientifico da fornire durante il periodo di attivazione in emergenza.
  7. Definire protocolli di formazione che contemplino la possibilità di esercitazioni comuni e/o debrigfing su eventi reali, fino a corsi in Disaster Management.
  8. Definire un Lepta “Emergenza” che consenta di mettere in campo risposte omogenee di tutela ambientale sull’intero territorio nazionale in caso di emergenza.

il documento ed i suoi allegati sono disponibili nel sito AssoArpa.

A cura di Gianpietro Cannerozzi, Arpa Lombardia

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