Sicurezza del lavoro: l’esperienza di Arpa Toscana

Arpat è stata fra i fondatori del Centro interagenziale igiene e sicurezza sul lavoro. Un’esperienza straordinaria, la prima di questo genere nelle pubbliche amministrazioni.

Insieme a un pugno di altre Agenzie (buona parte di quelle cosiddette “pesanti”), nell’autunno del 2003, accettò la scommessa di andare oltre il supporto alle nascenti Agenzie del Sistema (il vecchio gruppo ‘626) per creare una rete, un sistema integrato di professionisti della sicurezza sul lavoro, che aveva l’obiettivo di qualificare il sistema di supporto delle Direzioni generali (Servizi di prevenzione e protezione) e dei lavoratori (RLS) attraverso la formazione e di garantire al Sistema delle Agenzie, attraverso un lavoro di elaborazione comune, gli strumenti tecnici e operativi in grado di migliorare le valutazioni dei rischi e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate nelle singole Agenzie.

ISPRA (allora APAT) si assunse l’onere del coordinamento. Ma il prodotto del Centro fu sempre un ragionamento collettivo che, sulla base delle esperienze di ciascun partecipante, trovava le ragioni di una sintesi e di una specificità sapendone cogliere gli aspetti critici e individuare le soluzioni migliori per gestirne i rischi.

IL Centro ha sempre bandito l’autoreferenzialità nelle proprie attività. Fiore all’occhiello della rete, è sempre stata la capacità di aprirsi alle istituzioni e alle migliori esperienze nel campo della prevenzione e della tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

I dirigenti delle Regioni e quelli del Ministero del Lavoro, i tecnici dei Dipartimenti della Prevenzione e i Medici del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale, l’INAIL, le Associazioni scientifiche, le università, i sindacati ci hanno accompagnato, , e ancora sono protagonisti di questa oramai decennale esperienza del Centro dando caratteristiche di eccellenza alla nostra formazione e alla nostra elaborazione.

ARPAT, in ordine cronologico (siamo nel 2006), nell’ambito del progetto Benchmarking, fu la prima coordinatrice dei tavoli del Centro. Forte della propria esperienza nel campo delle analisi dei rischi nelle attività in esterno, si fece carico di raccogliere e mettere a sistema una serie di importanti e qualificati contributi interni ed esterni alle Agenzie e di elaborare le prime “Linee guida per la valutazione del rischio nelle attività territoriali delle Agenzie Ambientali”, un compendio strutturato come una vera e propria Valutazione dei Rischi in relazione alle attività su matrice (acqua, aria, suolo) svolta dai tecnici delle Agenzie. Per avere testimonianza del metodo di lavoro aperto e inclusivo che caratterizzò fin da subito il lavoro dei “Tavoli” del Centro, basta guardare la pagina degli autori dell’opera e la sua struttura “organizzativa”. Redattori ma anche tecnici di supporto e verificatori esterni sulla adeguatezza dei metodi proposti per la tutela della sicurezza e la promozione della salute nel Sistema delle Agenzie. ARPAT si fece anche carico del trasferimento e pubblicizzazione dei risultati organizzando due partecipatissimi eventi, uno a Firenze e uno a Roma, che testimoniarono l’interesse generale verso il modello a rete del Sistema delle Agenzie.

Nel 2009, ARPAT, si trova di nuovo a coordinare, questa volta insieme ad ARPA Veneto coo-leader, un tavolo destinato a definire “Linee guida sul rischio di genere nel Sistema delle Agenzie Ambientali”. Grazie alla rilevante attenzione posta dall’appena emesso D.lgs. 81/08 a questa tipologia di rischio “organizzativo” il tavolo si arricchì della partecipazione di medici e sindacalisti che integrarono le loro esperienze con quelle dei Servizi di Prevenzione e Protezione e dei Comitati delle pari opportunità del Sistema delle Agenzie. Il prodotto che ne uscì fuori (pubblicato nel 2010) è uno straordinario scenario, inedito nel Sistema di gestione della sicurezza sul lavoro, che cerca di mettere insieme temi di rilevanza sindacale, benessere organizzativo e promozione della salute nell’ambito di cogenti misure tecniche di prevenzione e protezione delle lavoratrici e dei lavoratori nel Sistema delle Agenzie. Non fu un lavoro assolutamente facile, ma la pubblicazione delle “linee guida” fu un caposaldo della letteratura in materia di Rischio di Genere, stante il fatto che successivamente alla sua pubblicazione, tranne INAIL, pochissimi altri hanno prodotto testi di così avanzata complessità nel panorama della prevenzione.

Nel 2011, ARPAT torna ad essere coordinatrice del Tavolo di Lavoro del Centro Interagenziale su “Tutela della salute e della sicurezza degli operatori del Sistema Agenziale impegnati nelle emergenze di origine naturale e/o antropica”. Il tema è sicuramente impegnativo e di interesse per il Sistema delle Agenzie. Ne è testimonianza la composizione del tavolo, di cui fanno parte RSPP e ASPP delle Agenzie di Piemonte, Lombardia, Veneto, Basilicata, Lazio ed ISPRA. Questo lavoro rappresenta anche una svolta nel modello di elaborazione del Centro dovendosi confrontare e interagire con altro tavolo tecnico promosso dal Consiglio Federale. Da questa prima contaminazione esce una “buona prassi tecnico metodologica” che troverà profondi riscontri nel prodotto che sarà successivamente emesso da ASSOARPA sugli stessi scenari operativi. Il documento, predisposto in riferimento alla legislazione vigente e sulla base delle esperienze di analisi e valutazione maturate nel Sistema Agenziale, si compone di quattro capitoli: elenco ed analisi dei rischi presenti nelle situazioni operative; definizione di una metodologia per la loro individuazione; organizzazione delle più opportune misure per la loro riduzione e/o eliminazione; codifica delle più efficaci ed efficienti misure di prevenzione. I metodi di valutazione proposti, le misure di prevenzione definite, gli strumenti consigliati, sono il segno concreto di una sensibilità rivolta a tutti gli operatori che operano nelle situazioni di emergenza dove gli operatori che intervengono sono esposti a rischi specifici. In questo contesto il documento elaborato focalizza i rischi medesimi e ne definisce le conseguenti misure di prevenzione e protezione anche analizzando gli aspetti organizzativi e programmatici. Anche questo documento è stato presentato pubblicamente in due diversi eventi: uno a Firenze e uno a Napoli, in entrambi casi alla presenza di importanti rappresentanti delle istituzioni ed in Toscana dell’INAIL e della Protezione Civile.

L’ultimo lavoro licenziato dal Consiglio Federale che vede ARPAT coordinatore di un tavolo composto da ISPRA e dalle Agenzia di Emilia Romagna, Lombardia, Liguria e Friuli Venezia Giulia, è il “ Manuale operativo per la gestione degli infortuni e mancati infortuni nel Sistema a rete della protezione dell’ambiente”. Il documento rappresenta un memorandum, corredato di dettagliate indicazioni operative, oltre che di moduli tipo per la registrazione degli infortuni e dei mancati infortuni. L’intento originario di questo lavoro che si basava sulla costruzione di una base di dati utile alla valutazione dei rischi connessi alle attività lavorative degli operatori di ISPRA e delle Agenzie Ambientali (AA), ha subito una riprogettazione, in quanto non è stato possibile dare completa rappresentazione del fenomeno infortunistico nel SNPA per la mancanza di dati e prassi confrontabili di rilevazione degli stessi. Così l’obiettivo originario è stato convertito nell’elaborazione di un sistema di rilevazione condiviso e unitario dei principali elementi infortunistici, conforme alle norme tecniche UNI 7249:2007, rimandando ad un secondo momento l’elaborazione dei dati per il raggiungimento del fine iniziale. Il prodotto finale realizzato si configura come una procedura operativa finalizzata alla raccolta e all’utilizzo delle informazioni integrate sugli infortuni e i mancati infortuni avvenuti durante lo svolgimento delle attività Istituzionali e specialistiche delle AA. Fra le novità introdotte dal Manuale, è da segnalare il modulo per la denuncia delle esposizioni anomale a sostanze cancerogene, esposizione che richiede la notifica art. 240 del D.Lgs. 81/08. IL Manuale è stato recentemente presentato in una partecipata iniziative presso la Regione Lombardia.

Infine, sul tema formazione, ARPAT ha messo in campo la propria professionalità impiegata in numerose occasioni sia per gli adempimenti relativi ai Servizi di Prevenzione e Protezione delle Agenzie che per quelli di formatori certificati, per gli RLS e negli ultimi mesi per i dirigenti, preposti e lavoratori delle Agenzie. In questo senso si ricordano i plurimi cicli di attività formative erogate per dare conformità normativa ai Servizi di Prevenzione e Protezione successivamente all’accordo stato regioni 26 gennaio 2006 e a quello del 7 Luglio 2016, e per certificare i formatori qualificati delle Agenzie ai sensi del Decreto Interministeriali 6 marzo 2013 da inserire nell’albo speciale di ISPRA e gestito dal Centro Interagenziale.

Stefano Gini, responsabile SEPP Arpa Toscana

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