Sisma, il supporto Snpa all’emergenza

pescara del tronto

Sin dalle prime ore successive al terremoto, il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa), composto da Ispra e dalle 21 Agenzie regionali (Arpa) e provinciali (Appa) ambientali italiane, si è attivato per fare fronte alle emergenze ambientali indotte dal sisma. I diecimila esperti della rete nazionale Snpa si sono resi da subito disponibili per monitorare il rischio frane, verificare faglie e fratture della terra, controllare la situazione idrogeologica dell’area colpita dal sisma e operare tutte le necessarie verifiche ambientali.

La squadra di esperti dell’Ispra, presente nella struttura Dicomac (Direzione comando e controllo) di Rieti, si sta occupando, in coordinamento con le altre strutture di Protezione civile, delle principali criticità da affrontare nel post-sisma per poter selezionare le professionalità più idonee all’interno del Sistema. A tale scopo, Arpa Friuli-Venezia Giulia ha messo a punto un database nazionale, condiviso con Ispra, nel quale sono stati raccolti i nominativi dei tecnici più idonei del Sistema per ciascun campo di azione: geologi, esperti di bonifiche e gestione di rifiuti di macerie, controllo della qualità delle acque potabili e sotterranee, tecnici dei monitoraggi ambientali, esperti di rischio radiologico e industriale, biologi delle aree protette. Una volta definiti in sede Dicomac i siti di interesse e le relative attività da svolgere, team di tecnici del Sistema partiranno alla volta delle zone terremotate.

Disponibili sull’home page del sito di Ispra i report giornalieri elaborati dai tecnici operativi, sotto il coordinamento della Protezione civile nazionale, sin dal 25 agosto nella zona colpita dal sisma.

Un commento su “Sisma, il supporto Snpa all’emergenza”

  1. Sisma, il supporto Snpa all’emergenza

    io, geologo e dipendente di una ARPA del sud Italia, attualmente in aspettativa per svolgere un dottorato di ricerca sulla applicazione della interferometria radar da satellite nell’analisi delle deformazione del suolo nei periodi post ed intersismici, sono avvilito ed arrabiato nel vedere:

    1) i geologi di altre ARPA fare monitoraggio geologico, idrogeologico, rilevamento sul terreno e remote sensing mentre nella mia ARPA non ve ne è ombra;

    2) una riforma del sistema nazionale di protezione ambientale che non pone tra i suoi LEPTA il monitoraggio geologico;

    3) il non avere alcun riscontro dopo aver scritto a tutto il mondo istituzionale italiano sulla tematica ARPA e monitoraggio geologico;

    4) che a capo del sistema nazionale vi è l’ISPRA in cui è incastonato il Servizio Geologico Nazionale e non avere dei Servizi Geologici Regionali nelle ARPA;

    5) che nella regione di residenza viene istituita una ulteriore agenzia regionale con competenze in Difesa del suolo e monitoraggio;

    6) l’Ordine Nazionale dei Geologi spingere per la istituzione di Servizi Geologici Territoriali con il Geologo di Zona puntando essenzialmente sui professionisti senza tener in conto le ARPA.

    Ovviamente mi congratulo con i colleghi geologi e ARPA ed “invidio” (purtroppo nella gravità dell’evento) la loro esperienza.

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