Snpa, il lavoro del gruppo nazionale Fitofarmaci per assicurare omogeneità nel monitoraggio

Il controllo dei fitofarmaci è attività particolarmente complessa che richiede competenze in grado di rispondere alle diverse norme in campo ambientale e alimentare. Con l’istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa) è necessario da parte delle agenzie ambientali un lavoro comune anche per assicurare omogeneità nel monitoraggio. Le attività del gruppo nazionale dei referenti Fitofarmaci.

La tematica afferente ai controlli dei prodotti fitosanitari presenta, anche sotto l’aspetto normativo, un’intrinseca rilevante complessità. Espletare, in maniera idonea, tutti gli adempimenti previsti dalle normative in campo ambientale e alimentare, richiede conoscenza e competenza. Da tempo i gruppi di lavoro, che di volta in volta hanno affrontato l’argomento, si sono adoperati per un’omogeneità di comportamenti a favore del Sistema delle agenzie ambientali.

La legge 132/2016 – Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – ha istituito il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) con lo scopo prioritario di “…assicurare omogeneità ed efficacia all’esercizio dell’azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica”.
Nel nostro Paese viene così innovato complessivamente il quadro della protezione ambientale, mettendo, come punto centrale, l’omogeneizzazione delle attività delle agenzie ambientali.

Per adempiere pienamente alla nuova normativa si individuano i livelli essenziali delle prestazioni tecniche nel settore ambientale (Lepta), ossia il livello minimo per poter disporre di una concreta armonizzazione su tutto il territorio nazionale.

Il gruppo di lavoro nazionale dei referenti Fitofarmaci (d’ora innanzi GdR Fitofarmaci) opera in questo contesto e per le medesime finalità. Si tratta di un gruppo di lavoro del sistema Ispra/Arpa/Appa costituito da esperti professionisti, in grado di fornire risposte e soluzioni ai diversi argomenti che, di volta in volta, si presentano o che potrebbero emergere, anche per effetto dell’evoluzione normativa.

La costituzione di un GdR, coordinata e operante con logiche di sistema, per il presidio continuativo della gestione del controllo dei fitofarmaci, in particolare in campo ambientale, si ritiene possa contribuire a favorire lo sviluppo a rete delle Agenzie. In questo contesto il GdR attualmente sta portando avanti due importanti iniziative:

  • l’individuazione, secondo criteri di priorità, delle sostanze attive che vanno a costituire il protocollo analitico per la verifica dei residui di prodotti fitosanitari nelle acque, nel biota e nei sedimenti

  • l’approfondimento e l’applicazione delle CIP – Classi di impatto potenziale ossia un indicatore da associare alla quantità impiegata di fitofarmaci, per rappresentare il grado di pressione ambientale generato dai tanti prodotti presenti sul mercato, caratterizzati da proprietà e caratteristiche ambientali fra loro molto diverse (si veda più oltre nel testo).

Il primo lavoro costituisce integrazione e aggiornamento del Manuale e delle Linee guida Ispra 71/2011; era stato predisposto quale strumento di lavoro, riferimento utile e di semplice applicazione per chi doveva pianificare le attività di monitoraggio delle acque, ai sensi del Dlgs 152/2006 e s.m.i.

Con l’emanazione della direttiva europea sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, recepita a livello nazionale con il Dlgs 150/2012, è stato successivamente adottato il Piano d’azione nazionale (PAN). 
Con il PAN sono stati definiti gli obiettivi, le misure e gli indicatori per la riduzione dei rischi e degli impatti derivanti dall’utilizzo dei prodotti fitosanitari. I risultati dei monitoraggi dello stato delle acque, superficiali e sotterranee, sono elaborati per valutare l’entità del fenomeno di contaminazione e, qualora necessario, le azioni più opportune volte a ridurla, sulla base dei principi di cautela e di prevenzione.

Il sistema Snpa è chiamato a fornire un importante contributo per l’attuazione delle politiche di uso sostenibile dei fitofarmaci e l’attività del GdR Fitofarmaci potrebbe contribuire allo scopo anche attraverso confronti tecnici con altri importanti enti nazionali (Iss, Mattm, ministero della Salute ecc.).
Il Dlgs 172/2015 ha recepito la direttiva 2013/39/UE che ha modificato la direttiva quadro sulle acque (WFD) per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque; la linea guida in fase di preparazione ne ha esaminato i contenuti che impegnano e obbligano le Agenzie a vincolanti osservanze in campo ambientale.
Una valutazione sulle modalità di individuazione delle sostanze prioritarie per il monitoraggio nel biota e nei sedimenti, costituisce elemento di completamento degli approfondimenti adottati dal GdR Fitofarmaci.

Classe di impatto potenziale (CIP)
Recentemente un collega di Arpa Toscana, aderente al GdR Fitofarmaci, ha sviluppato un importante indice denominato Classe di impatto potenziale (CIP) che costituisce il filo conduttore della seconda linea guida. Ha considerato la quantità di prodotti fitosanitari usati (prevalentemente) in agricoltura, come indicatore della pressione in campo ambientale, ma ha voluto aggiungere un elemento di distinzione: non tutte le sostanze hanno lo stesso effetto sull’ambiente e sulla salute. E’ facilmente intuibile come una stessa quantità di due sostanze distribuite in un campo, l’una con elevata tossicità e persistenza e l’altra biodegradabile e priva di effetti, abbiano un differente “peso specifico” ambientale. Per una valutazione più aderente alla realtà è opportuno tenerne in considerazione.

Il CIP è stato calcolato per un numero elevato di pesticidi (oltre 500), compresi quelli di recente immissione sul mercato. Deriva dalle proprietà ambientali, eco-tossicologiche e tossicologiche ricavate dalla banca dati Pesticide Properties Database – PPDB.
L’indicatore CIP, associato alla quantità di prodotti fitosanitari, si presta a valutazioni quali-quantitative per indirizzare le scelte di sostenibilità ambientale nelle politiche di riduzione dell’impatto da pesticidi in determinati territori.

Una collega dell’Arpa Sicilia, pure aderente al GdR Fitofarmaci, ha proposto una rilettura dei dati di monitoraggio, utilizzando le Classi di impatto dell’indicatore di Arpa Toscana, che rappresenta un modo innovativo di analizzare i risultati delle indagini ambientali. Sono stati elaborati i dati di monitoraggio 2010-2014 dell’Italia, della Sicilia, della provincia di Ragusa. La valutazione è stata poi estesa alle regioni che possiedono una consolidata rete di controllo dell’ambiente idrico idonea a rappresentare la potenziale contaminazione derivante dall’impiego dei pesticidi. Lo studio ha evidenziato le ampie potenzialità applicative dell’indicatore CIP che permette valutazione previsionali dell’impatto in campo ambientale, ma anche una rilettura dei dati dei monitoraggi attribuendo “peso ambientale” alle sostanze attive di cui le indagini periodiche evidenziano la presenza. In altri termini la contaminazione dell’ambiente idrico viene valutata anche in funzione dei livelli di tossicità che l’insieme delle sostanze attive rilevate, possono esprimere nei confronti dei pesci, degli invertebrati acquatici, degli uccelli, dei mammiferi, delle api e dell’uomo.
Queste valutazioni possono essere adottate su diversa scala territoriale e temporale, ricavando informazioni dell’impatto riconducibili a diverse e specifiche caratteristiche eco-tossicologiche, ambientali e per la salute umana.

Più complessivamente l’indicatore CIP rappresenta un utile e versatile strumento sia nella fase di pianificazione, per orientare le scelte delle sostanze attive (sostenibilità ambientale), che nella valutazione a posteriori dei risultati delle indagini in campo ambientale, andando a ricostruire, in una determinata area territoriale, gli impatti avuti nel tempo.

Altri lavori del GdR Fitofarmaci seguiranno in quanto molti sono gli aspetti che meritano e richiedono approfondimenti.
Il GdR Fitofarmaci opera all’interno del Snpa, anche attraverso il confronto con altri gruppi di lavoro; inoltre propone e sviluppa la propria attività favorendo una crescente armonizzazione del sistema delle agenzie ambientali.

A cura di Marco Morelli, Arpae Emilia-Romagna,
coordinatore del gruppo referenti Fitofarmaci Snpa

2 commenti su “Snpa, il lavoro del gruppo nazionale Fitofarmaci per assicurare omogeneità nel monitoraggio”

  1. Ottimo! Se capisco bene, con questo indicatore che differenzia gli impatti (potenziali) in funzione delle proprietà chim/tossic/ etc può essere condotta una rielaborazione e rivalutazione degli effetti negativi sull’ecosistema acquatico, in particolare modo laddove sia stata riscontrata presenza di fitof con un numero elevato di s.a. nello stesso campione; può pertanto essere utile anche per le considerazioni da attuarsi in ambito PdG (analisi di rischio/pressioni misure)

    1. La risposta al commento della D.ssa D. Ferri da parte dell’autore del lavoro citato (Dr. A. Franchi, Arpa Toscana)
      “L’indicatore proposto si presta a questo tipo di elaborazioni e valutazioni.
      Ti indico il sito di arpat su cui puoi leggere il lavoro originale:
      http://www.arpat.toscana.it/documentazione/catalogo-pubblicazioni-arpat/fitofarmaci-classe-di-impatto-potenziale-cip
      e una applicazione sui dati di vendita in Toscana:
      http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/fitofarmaci/vendita-fitosanitari

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