Social media e comunicazione d’emergenza

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Nel 2015 si è svolta a Sendai, sotto l’egida dell’Onu, la World Conference on Disaster Risk Reduction e per la prima volta i Governi hanno inserito i social media tra gli strumenti di gestione degli eventi causati da calamità naturali. Il progetto #socialProCiv del Dipartimento nazionale di protezione civile.

I governi riuniti sotto l’egida dell’Onu a Sendai, in Giappone, per la World Conference on Disaster Risk Reduction – fissando una nuova agenda per ridurre le perdite umane e finanziarie dovute ai disastri naturali – hanno inserito per la prima volta i social media tra gli strumenti di gestione degli eventi causati da calamità naturali. Il piano Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030 fissa gli obiettivi da perseguire nel corso dei prossimi quindici anni in 7 punti:
– la riduzione della mortalità da disastro e del numero di persone colpite in tutto il mondo
– il contenimento dei danni diretti all’economia in termini di Pil perduto
– la riduzione sostanziale dei danni causati alle infrastrutture critiche
– l’aumento considerevole del numero di paesi dotati di strategie nazionali e locali di limitazione del rischio da catastrofi entro il 2020
– il miglioramento della cooperazione internazionale verso i paesi in via di sviluppo attraverso un sostegno adeguato
– le soluzioni al climate change, uno dei fattori dei rischi catastrofali e infine
l’aumento rilevante dell’accesso ai sistemi d’allarme rapido multi-rischi.
Il framework relativo ai social media uscito dalla conferenza, elaborato da Emergency 2.0 Wiki, è riportato in dettaglio qui.  
 

I social media, grazie alla diffusione capillare e all’innovativa capacità di veicolare in modo interattivo e virale le informazioni, si stanno affermando come la nuova frontiera della comunicazione in materia di protezione civile in Italia. Comuni, Province, Regioni, organizzazioni di volontariato e altre componenti del sistema, in completa autonomia e nel rispetto del principio di sussidiarietà, già da alcuni anni sperimentano l’utilizzo dei media sociali per comunicare con gli utenti in materia di prevenzione dei rischi e scenari di emergenza. La necessità di coniugare la potenza comunicativa e relazionale offerta dei social media, con una pratica d’uso orientata alla responsabilità nella diffusione di informazioni delicate, ha condotto il Dipartimento nazionale di protezione civile ad avviare un progetto per l’approfondimento della conoscenza del fenomeno, denominato #socialProCiv. Il percorso si è articolato in una fase iniziale di studio delle strategie di impiego dei social network nella comunicazione del rischio e nella ricerca di realtà già operanti con buone pratiche sul territorio nazionale, finalizzandosi poi, con la costituzione di un tavolo di lavoro impegnato nella predisposizione dei documenti fondativi della rete #socialProCiv. Obiettivo ultimo delle riunioni è stato quello di “stabilire uno standard che, nel rispetto dell’autonomia di ciascun attore, possa aiutare a rendere più riconoscibile, chiara, utile e omogenea la comunicazione sui social media in ambito di protezione civile agli utenti”.

Il Dipartimento nazionale di protezione civile ha pubblicato un dossier disponibile sul sito istituzionale, che si compone di tre elaborati generati dai lavori del gruppo #socialProCiv: il manifesto, la policy, le linee guida.
Il manifesto è stato redatto con l’obiettivo di esplicitare agli utenti la storia e la mission del percorso intrapreso nel novembre 2013, mentre le policy e le linee guida sono state rilasciate come prima stesura e su questi futuri strumenti operativi è stata indetta una consultazione pubblica per contribuire al miglioramento delle versioni iniziali. La natura partecipativa del percorso #socialProCiv, rappresenta un unicum nel panorama europeo delle pubbliche amministrazioni competenti in materia che si sono dotate di standard operativi e gestionali per comunicare la protezione civile attraverso i social media.

Di recente  la Struttura di missione #italiasicura della Presidenza del Consiglio ha aperto un nuovo canale pubblico su Telegram, la chat che sta riscuotendo molto successo anche tra enti e aziende pubbliche. Vai a notizia

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