Stima dello Snow Water Equivalent in Valle d’Aosta

Quando osserviamo la neve che cade ogni inverno (o quasi) sulle montagne dell’arco alpino, è immediato pensare a settimane bianche, comprensori sciistici oppure alle valanghe e alla sicurezza in montagna. Ma non dobbiamo dimenticare che la neve è acqua allo stato solido che, durante la fusione primaverile ed estiva, diventa risorsa idrica. Non per niente, le Alpi sono definite dall’Intergovernmental panel for climate change (Ipcc) come le water towers d’Europa, a sottolineare l’importanza che gli ecosistemi di montagna hanno nel ciclo dell’acqua.

Ecco perché in un territorio montano come la Valle d’Aosta, la risorsa idrica contenuta nel manto nevoso stagionale rappresenta un elemento indispensabile per la pianificazione energetica e ambientale e una stima il più possibile accurata di tale risorsa un’informazione chiave per una gestione razionale dell’acqua, in particolare ad esempio per la produzione di energia idroelettrica.

La quantità di acqua contenuta in un volume di neve è definita Snow Water Equivalent (SWE).  Per quantificarlo in un dato punto è sufficiente misurare l’altezza della neve al suolo (con un’asta graduata, una sonda da valanga o un metro da falegname) e la sua massa volumica, o densità, pesando un volume noto di neve. Una misura semplice, che va però effettuata in molti punti e ripetuta nel tempo se si vuole fornirne una stima attendibile per un territorio vasto e complesso come la Valle d’Aosta.

L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Valle d’Aosta ha messo a punto una metodologia per la stima dello Snow Water Equivalent che combina l’uso di dati satellitari, dati di altezza neve provenienti dalla rete di stazioni meteorologiche regionali, rilievi effettuati da altri enti regionali (ad esempio il Corpo forestale e l’Ufficio neve e valanghe) fino a dati raccolti da frequentatori della montagna volontari attraverso specifiche applicazioni per smartphone. I dati convergono poi in un modello statistico che spazializza (cioè estende i dati rilevati puntualmente nello spazio) lo Snow Water Equivalent sull’intero territorio regionale (fig. 1) e su bacini di interesse per la produzione idroelettrica. La spazializzazione è effettuata sfruttando la relazione tra i dati di SWE raccolti e una selezione di caratteristiche morfologiche del territorio (tra le quali ad esempio la quota, la pendenza, l’esposizione, ma anche la distanza dalle creste principali).

Arpa Valle d’Aosta fornisce le stime di SWE a passo settimanale con risoluzione a terra di 500 m, durante il periodo invernale e primaverile. Il dato è utilizzato per scopi previsionali e operativi da diversi utenti, che vanno dal Centro funzionale regionale, che si occupa delle previsioni degli eventi meteorologici e dei loro effetti al suolo, alla Compagnia Valdostana delle acque, azienda produttrice di energia elettrica.

 

Gianluca Filippa
Arpa Valle d’Aosta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *