Strategie per far fronte alla scarsità idrica in agricoltura

Il partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura (EIP-Agri) ha lanciato nel 2015 un focus group dedicato all’identificazione delle strategie per affrontare la scarsità d’acqua. Servono ricerca e azioni per migliorare la conservazione dell’acqua e l’efficienza di uso della risorsa.

La tendente diminuzione di disponibilità idrica – associata
a un graduale ma continuo aumento delle temperature e della richiesta evapotraspirativa delle colture – rappresenta una notevole preoccupazione per l’agricoltura europea, in particolare nell’area del Mediterraneo, in quanto ne mette a rischio la sostenibilità economica e ambientale nei prossimi anni.
Per questo motivo, il Partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura (EIP- Agri), piattaforma creata nel 2014 dalla Commissione europea per facilitare lo scambio e l’adozione di innovazione in questo settore, ha lanciato nel 2015 un Focus Group dedicato all’identificazione delle strategie esistenti e in via di sviluppo, per affrontare la scarsità d’acqua.
Di questo gruppo hanno fatto parte 19 esperti del settore, provenienti da 11 diversi paesi europei, selezionati direttamente da EIP-Agri.
Tra gli esperti vi sono diverse figure professionali tra cui ricercatori, consulenti ed agricoltori, tutti fortemente coinvolti nella gestione di queste problematiche.

I membri del gruppo sono stati chiamati a lavorare insieme da remoto e attraverso incontri dedicati per rispondere ai seguenti obiettivi:
– identifcare le pratiche colturali attualmente applicate, assieme ad una serie di strategie in via di sviluppo per affrontare la scarsità idrica a livello aziendale
– identificare le barriere (culturali, economiche e ambientali) che impediscono l’adozione di queste strategie
– mettere in luce le strategie di adattamento più utili
– identificare i fabbisogni di ricerca per lo sviluppo di nuove risposte utili a far fronte allo stress idrico.

Le strategie per far fronte alla scarsità idrica
Secondo il Focus Group, è necessario innanzitutto aumentare e garantire la disponibilità idrica per le colture. Questa può essere migliorata attraverso una buona gestione del suolo, che preveda ad esempio un elevato contenuto di sostanza organica e l’applicazione di strategie di agricoltura conservativa quali la pacciamatura, la riduzione del compattamento del suolo attraverso traffico controllato delle macchine agricole e, in caso di necessità, anche pratiche quali l’aratura profonda e la ripuntatura del suolo.

Oltre a massimizzare la ritenzione idrica del suolo, è molto importante migliorare l’efficienza d’uso dell’acqua attraverso una buona programmazione degli interventi irrigui; ossia fornendo acqua alle colture nei tempi e nelle quantità effettivamente necessarie. Questo può essere possibile soltanto adottando approcci irrigui razionali, basati su dati reali e non, come spesso accade, semplicemente sull’esperienza dell’agricoltore.
A questo proposito, l’utilizzo di sistemi di supporto decisionale (DSS) è fortemente consigliato e permette non solo di risparmiare acqua, ma anche di ottimizzare l’efficienza produttiva e la qualità delle colture.
Attualmente esiste una vasta gamma di questi sistemi: da semplici servizi web-based capaci di stimare l’evapotraspirazione colturale partendo dai dati meteo, a DSS più complessi, dotati di sensori pianta e/o suolo, in grado di rilevare in tempo reale lo stato idrico della coltura e rilasciare indicazioni irrigue accurate.

Approcci irrigui di precisione possono basarsi anche su dati provenienti da telerilevamento satellitare, anche se l’utilizzo di questi sistemi su larga scala è ancora di non facile applicazione. Ulteriori suggerimenti per migliorare l’efficienza d’uso dell’acqua sono quelli di adottare, ove possibile, protocolli di deficit idrico controllato e migliorare l’efficienza di distribuzione favorendo l’utilizzo di sistemi irrigui a bassa portata (es: gocciolatori, ale interrate) e associando protocolli di fertirrigazione.

A tutto ciò dovrebbero aggiungersi tutte quelle pratiche che favoriscono la resilienza aziendale. Ad esempio la scelta di cultivar resistenti allo stress idrico, e l’introduzione di colture tolleranti la siccità; la diversificazione delle colture all’interno dell’azienda e dell’appezzamento e non da ultimo, la formazione degli agricoltori e degli operatori del settore e il loro coinvolgimento in attività di networking che facilitino la diffusione e l’adozione di innovazione.

Tratta dall’infografica del Focus Group “Acqua e agricoltura” costituito nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura (EIP-Agri).

Il trasferimento tecnologico: un processo a volte difficile
Purtroppo, pratiche colturali innovative sono spesso poco conosciute e poco applicate a causa di una certa diffidenza da parte degli agricoltori a modificare le pratiche colturali abituali, della mancanza di dati chiari sui reali benefici derivanti dall’applicazione di tali pratiche e, non da ultimo, della mancanza di un supporto istituzionale/politico che favorisca la formazione tecnica dei consulenti e fornisca risorse per la ricerca scientifica.

Per facilitare l’adozione di innovazione in agricoltura è quindi necessario definire chiaramente i benefici economici e aziendali delle pratiche proposte, sia nel breve che nel lungo periodo; identificare e risolvere gli eventuali problemi tecnici e operativi attraverso uno scambio di conoscenze tra tutti gli operatori del settore, siano essi ricercatori, consulenti, produttori di attrezzature, agricoltori o consumatori.

Fabbisogni di ricerca
Nell’analizzare le strategie suggerite, il gruppo ha identificato alcuni gap da colmare con la realizzazione di future azioni di ricerca, tra cui:
– la necessità di effettuare studi di lungo periodo per dimostrare i benefici di strategie volte a migliorare la ritenzione idrica del suolo
– il miglioramento dei sistemi di supporto decisionale attraverso
azioni di calibrazione, validazione e semplificazione che ne rendano più facile l’utilizzo da parte degli agricoltori
– lo sviluppo di sensori pianta economicamente vantaggiosi per monitorare direttamente il reale stato idrico della coltura
– la validazione di protocolli di deficit idrico controllato e di irrigazione di precisione per specie e sistemi produttivi diversi
– lo sviluppo di sistemi economicamente sostenibili di riciclo dell’acqua in azienda
– la valutazione di sistemi di coltura protetta che utilizzino limitate porzioni di terreno (di tipo verticale) e di quantità d’acqua (sistemi chiusi di alimentazione idrica).

Queste esigenze di ricerca potranno essere implementati in future call del Programma europeo Horizon 2020 o nei bandi regionali del Programma di sviluppo rurale, attraverso la formazione dei Gruppi operativi.

La scarsità idrica e il cambiamento climatico sono sfide molto serie per l’agricoltura di tutto il mondo. Serve un’ampia gamma di strategie multidisciplinari, dal miglioramento genetico alla gestione del suolo e delle coltivazioni per assicurare la sostenibilità e la qualità delle produzioni europee. Tuttavia, per essere efficaci a livello globale e ottenere risultati di lungo periodo, le strategie applicate a livello aziendale devono essere associate a sforzi su più ampia scala per la conservazione dell’acqua e per l’uso più efficiente di questa risorsa.

Brunella Morandi1, Marcello Mastrorilli2, Paolo Mantovi
1. Dipartimento di Scienze agrarie, Università di Bologna – 2. Crea-Sca (Bari)
3. Centro ricerche produzioni animali (Crpa) Reggio Emilia

Per maggiori informazioni Eu, Water & agriculture: adaptive strategies at farm level

 

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