Risultati e progetti sul permafrost in Piemonte

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Il permafrost, componente della criosfera, è considerato un importante indicatore del cambiamento climatico. Per questo Arpa Piemonte ha avviato dal 2009 attività di monitoraggio attraverso indagini periodiche effettuate in campo e misure da stazioni fisse distribuite sull’arco alpino piemontese tra i 2.500 ed i 3.000 m di quota per verificare l’evoluzione del permafrost in relazione all’andamento climatico e agli effetti connessi, quali instabilità dei versanti e alterazioni del ciclo idrogeologico. Leggi il resto

 

Clima e salute. Le ondate di calore

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Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha attirato l’attenzione di enti di ricerca e media anche in seguito alle ripercussioni sulla salute delle persone. Studi epidemiologici in Europa e Usa hanno infatti evidenziato un impatto delle temperature estreme sulla salute in termini di incremento della mortalità e dei ricoveri ospedalieri soprattutto per cause cardiovascolari e respiratorie. Leggi il resto

Estremi climatici in Valle d’Aosta

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La temperatura del 2015 ha battuto i record storici: il 2015 è stato infatti classificato dall’Organizzazione meteorologica mondiale tra gli anni più caldi da quando si hanno misure, con diversi eventi anomali dalla primavera fino all’inverno. La Valle d’Aosta è stata particolarmente interessata da diverse ondate di calore, accompagnate da estrema carenza di precipitazioni estive ed invernali, arrivando a un’anomalia termica di +4°C e con impatti a carico di tutti gli ambienti caratteristici del territorio regionale, come monitorato dall’Arpa Valle d’Aosta. Leggi il resto >

Il Friuli Venezia Giulia e la viticoltura nel cambiamento climatico

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Un generale aumento delle temperature e una variazioni nella distribuzione annuale delle piogge stanno caratterizzando il clima del Friuli Venezia Giulia negli ultimi anni. I cambiamenti climatici in atto determineranno dei mutamenti nella viticoltura regionale, ma le capacità di adattamento della vite porteranno questo importante settore economico ad adeguarsi maggiormente alle future condizioni climatiche rispetto ad altri presenti in regione. Leggi il resto >

Sardegna, il sistema WebGis per accedere alla cartografia interattiva su clima e ambiente

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Il sistema WebGis del Dipartimento meteoclimatico di Arpa Sardegna permette di accedere alla cartografia interattiva, relativa alle tematiche climatiche, bioclimatiche e ambientali. L’obiettivo è di rendere le informazioni disponibili a tutti i soggetti interessati ai dati tematici a supporto di analisi ambientali a scala regionale e locale. Leggi il resto >

Clima 2015 al Centro-Nord, un altro anno anomalo

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Il 2015 è risultato, ancora una volta, un anno  caratterizzato da clima anomalo per le regioni centro-settentrionali dell’Italia: molto più caldo della media, con precipitazioni altalenanti e mesi siccitosi in molte zone; numerosi gli eventi meteorologici estremi. L’analisi del gruppo di lavoro Arcis a cui partecipa anche Arpae Emilia-Romagna. Leggi il resto >

 

 

 

“Are we ready for climate change?”, il video dell’Eea

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Il cambiamento climatico sta già causando una varietà di effetti per la nostra salute, gli ecosistemi e l’economia. Questi impatti diventeranno molto probabilmente più grave nei prossimi decenni. Ecco perché è necessario prepararsi con progetti e azioni di adattamento. Un video dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) spiega tutto questo in parole semplici. Guarda il video

Climate change e città europee, il bisogno di diventare “resilienti”

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Le città di tutta Europa devono intensificare i loro sforzi di adattamento, se si vuole affrontare le sfide sempre più complesse causate dai cambiamenti climatici, quali inondazioni più estreme o ondate di calore prolungate. Il modo migliore per affrontare queste sfide è quello di assumere un approccio sistemico più ampio. Leggi l’articolo su Micron >

Clima in Italia: nel 2015 nuovo record della temperatura media annuale

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Con valori di poco superiori al 2014, lo scorso anno si è attestato come il più caldo in assoluto nella storia del Paese. A determinare il picco sono state soprattutto le temperature di luglio e degli ultimi due mesi dell’anno, segnati da un clima particolarmente mite e secco rispetto alle medie invernali. Nuovi record di temperatura si sono registrati nelle regioni settentrionali e sulle stazioni in quota dell’arco alpino. Diminuite pressoché ovunque le precipitazioni nel 2015. Unica eccezione la Sicilia, dove gli eventi estremi sono stati particolarmente violenti. In tutto il territorio nazionale la poca pioggia ha portato con sé periodi di siccità specialmente negli ultimi mesi dell’anno. L’undicesima edizione del rapporto Ispra “Gli indicatori del clima in Italia” fotografa l’andamento del clima in Italia nel 2015 e aggiorna le stime degli ultimi dieci anni. Leggi il resto