Firmato a Bologna l’accordo per contrastare l´inquinamento atmosferico nel bacino padano

Il 9 giugno, a due giorni dal G7 Ambiente, il ministero dell’Ambiente e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno firmato a Bologna il Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano. Il documento ribadisce la centralità di una lotta condivisa contro l’inquinamento atmosferico, fenomeno particolarmente intenso nei territori del Nord Italia. Leggi il resto >

Piano aria in Emilia-Romagna, 90 azioni e 300 milioni per combattere lo smog

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato il nuovo Piano aria integrato regionale (Pair) per vincere la lotta allo smog. Per superare la logica dell’emergenza, da qui al 2020 sono previste 90 azioni trasversali per migliorare la qualità dell’aria in Emilia-Romagna, dagli incentivi alla rottamazione, alla diffusione della mobilità elettrica, dalle limitazioni del traffico a misure strutturali in settori quali i trasporti, il riscaldamento domestico, l’agricoltura, l’energia e le attività produttive. Le attività di Arpae per il monitoraggio della qualità dell’aria.

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PM10: valore limite giornaliero per più di 35 giorni superato in 18 stazioni del Piemonte

Anche in Piemonte i livelli di inquinamento atmosferico sono critici. Il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana del particolato PM10 è stato superato in 18 stazioni, circa il 35%. Le stazioni interessate sono in particolare quelle collocate nell’agglomerato torinese, le stazioni dei capoluoghi di provincia della zona centrale della regione e le stazioni di traffico. I capoluoghi di provincia con un numero di superamenti inferiore al valore limite sono Biella, Cuneo e Verbania. Leggi il resto

Una nuvola nera sull’Europa

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Sulla rivista Micron si illustra il rapporto Europe’s Dark Cloud che presenta un’analisi dell’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico prodotto da 257 delle 280 centrali a carbone attive nell’Unione europea. Secondo lo studio, l’inquinamento da centrali a carbone è responsabile di quasi 23mila morti premature in tutta Europa, con costi per i sistemi sanitari europei che nel 2013 hanno raggiunto quota 62,3 miliardi di Euro. Gli effetti sono transfrontalieri quindi riguardano tutti i Paesi, anche quelli dove si sta facendo di più per ridurre le emissioni. Vai all’articolo su Micron >