Le polveri sahariane nel PM10, uno studio di Arpa Puglia

La direttiva sulla qualità dell’aria 2008/50/CE permette agli Stati membri di sottrarre il contributo delle fonti naturali dai livelli di PM10, prima di confrontare questi ultimi ai limiti di legge. Le fonti naturali prese in considerazione sono: il trasporto di particolato da regioni aride, lo spray marino, le eruzioni vulcaniche e attività sismiche, gli incendi naturali.

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Verso un bollettino nazionale della qualità dell’aria e uso dell’informazione satellitare

In Italia a partire dai primi  anni 90 del secolo scorso si è consolidato il disaccoppiamento tra i consumi energetici (principale driver dell’inquinamento atmosferico) e le emissioni inquinanti in aria, con conseguenti rilevanti riduzioni di queste ultime. Al crescere dei consumi di energia, cioè, non sono aumentate proporzionalmente le emissioni. Ciononostante si verificano tuttora alte concentrazioni di inquinanti atmosferici e il problema è particolarmente sentito soprattutto nei mesi freddi, quando maggiormente si evidenziano le criticità. Continua a leggere Verso un bollettino nazionale della qualità dell’aria e uso dell’informazione satellitare

Bene l’aria nel 2016 in Valle d’Aosta, in peggioramento il PM10 per questo inizio anno

I dati del 2016 sono stati confortanti. Si è infatti confermata la tendenza alla diminuzione della concentrazione di PM10: nella stazione di fondo urbano di Aosta i valori della media annuale sono passati dai 33µg/m3 del 2006 a 18µg/m3 nel 2016. Il 2017 invece non parte benissimo: nel solo mese di gennaio 2017 si sono avuti più giorni di superamento del limite per il PM10 rispetto a quelli registrati in tutto il 2016.

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Rapporto EU sulla misurazione delle polveri sottili: laboratorio Ispra migliore d’Europa

Lo scorso mese di novembre la Commissione Europea ha pubblicato i risultati del confronto interlaboratorio europeo sulle misure di PM10 e PM2,5 organizzato in ottemperanza alle prescrizioni della Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria (Report EUR 28107 EN).

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Annuario 2016 – Inquinamento atmosferico a livello di guardia per particolato, ozono e biossido di azoto

inquinamento-atmosferico

Significativi segnali di miglioramento si registrano per la qualità dell’aria in Europa e in Italia, anche se risultano ancora insufficienti e la situazione permane critica per il particolato atmosferico, il biossido di azoto e l’ozono troposferico, che continuano a far registrare livelli elevati oltre gli standard normativi in aree molto vaste.

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