A Caserta il nuovo laboratorio per il monitoraggio aerobiologico

Il monitoraggio aerobiologico in Arpa Campania prende avvio con la partecipazione dell’Agenzia al progetto comunitario ATMOSnet svolto durante il 2007. Nel 2008 il Laboratorio di biomonitoraggio dell’Agenzia ha ottenuto l’accreditamento da parte di Accredia).

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Metodi di lettura del campione pollinico

Nel 2014 sono state stilate le Linee guida per il monitoraggio aerobiologico, sulla base del metodo di monitoraggio dei pollini messo a punto dai partecipanti alla rete POLLnet. Il documento partiva dalla norma UNI di riferimento (UNI 11108:2004), ma ne ampliava e attualizzava alcune sue parti al fine di uniformare la produzione del dato su scala nazionale, all’interno della rete interagenziale. La modifica essenziale ha riguardato la superficie di lettura, che passava da almeno il 20% ad almeno il 15%. Questa diminuzione avrebbe comportato inevitabilmente la perdita di lettura di parte del campione, fattore che doveva essere valutato attraverso un apposito processo di validazione. A tal fine è stata coinvolta la sezione metrologica di Ispra ed è stato concordato un percorso specifico, al quale ha preso parte un gruppo di esperti palinologi delle Agenzie ambientali.

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Giornata di studio sui pollini

Si è svolto il 24 febbraio 2017 a Pordenone il convegno dal titolo “Giornata di studio sui pollini”, organizzato da Arpa Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Pordenone, per presentare ed approfondire alcune tematiche legate allo studio dei pollini dispersi nell’aria.

Tra gli argomenti di rilievo: cambiamenti climatici, previsioni polliniche, nuovo inquadramento normativo, tecniche di analisi biomolecolare, analisi statistiche, procedure di lavoro condivise, comunicazione.

Sono intervenute varie Agenzie ambientali ed Ispra, appartenenti alla rete nazionale di monitoraggio pollini POLLnet e al Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), il Museo di Storia Naturale e l’Azienda Ospedaliera di Pordenone, l’Università di Trieste, la Fondazione Edmund Mach di Trento, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del FVG (Ersa). Tra il numeroso pubblico, erano presenti ben 13 Agenzie per l’ambiente e 12 altri enti regionali e nazionali che operano nell’ambito della tematica trattata.

Quale ruolo per il monitoraggio dei pollini all’interno del Snpa

Il monitoraggio dei pollini è un’attività nata e sviluppatasi per fornire un servizio di supporto alle persone che soffrono di allergie, quindi per finalità prettamente collegate al settore Sanità. A livello nazionale in 17 Regioni o Province Autonome questo servizio è gestito dalle Agenzie per la protezione dell’ambiente, mentre in 4 regioni il servizio di monitoraggio viene gestito in ambito accademico o ospedaliero e sanitario. Nello specifico, il monitoraggio dei pollini si struttura su tre diverse reti: la rete POLLnet alla quale afferiscono in particolare le diverse Agenzie per la protezione dell’ambiente e Ispra, la rete AIA condotta a livello di Sanità e Università e la rete AAITO condotta a livello ospedaliero.

L’utilità del monitoraggio pollinico per l’allergologo

Il monitoraggio pollinico, sin dalla nascita dell’allergologia, rappresenta uno strumento essenziale per la diagnostica e lo studio delle pollinosi. Storicamente il monitoraggio serve all’allergologo per correlare la presenza del polline con il periodo sintomatico del paziente, conoscere i pollini e il periodo di loro presenza nel territorio in cui esso opera, guidare la durata della terapia sintomatica e predire il rischio di presenza di sintomi quando una persona che soffre di pollinosi si sposta in regioni diverse da quelle della sua abituale residenza. Quest’ultimo punto sottolinea l’importanza di avere reti di monitoraggio estese su tutto il territorio nazionale e la disponibilità di dati accessibili attraverso il web o applicazioni dedicate (App), consultabili sia dall’allergologo che dai pazienti.

La previsione dell’abbondanza di pollini in Friuli Venezia Giulia

I pollini aerodispersi sono contaminanti naturali universali e le informazioni sulle loro concentrazioni sono importanti per seguire l’andamento stagionale delle fioriture in relazione ai cambiamenti climatici, per valutare la diffusione di piante alloctone, per monitorare l’azione di parassiti nocivi per alcuni tipi di piante e la relativa risposta ecosistemica, per consentire ai medici di stabilire strategie terapeutiche per i pazienti allergici.

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La fioritura di cupressacee in Basilicata e il fenomeno della “pollinosi invernale”

Dal 2004 l’avvio del monitoraggio aerobiologico da parte di Arpa Basilicata. La regione è interessata da significative fioriture di cupressacee da novembre a giugno.

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Dal 2011 attiva la previsione delle tendenze polliniche

Lo sviluppo di un modello numerico per la previsione della concentrazione di pollini e spore fungine è stato promosso in Arpae Emilia-Romagna per fornire uno strumento operativo in più al personale impegnato nella redazione del bollettino settimanale regionale. Questa attività di sviluppo è stata condotta anche con il supporto di Ispra, nell’ambito della rete nazionale di monitoraggio aerobiologico POLLnet, di cui Arpae è parte integrante.

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Le schede botaniche per sapere di più sul potere allergenico delle piante

Le schede botaniche pubblicate sul sito di Arpae forniscono informazioni sul periodo di fioritura e sulle caratteristiche biologiche di ogni singola famiglia pollinica; indicato anche il potere allergenico dei granuli pollinici e la reattività crociata con gli alimenti. Disponibile anche quella delle spore funginee, parte molto consistente del particolato aerodisperso. Spesso sottovalutate, sono responsabili di molte sensibilizzazioni allergiche.

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Il monitoraggio aerobiologico in Toscana

La rete di monitoraggio aerobiologico della Toscana ha visto negli ultimi anni l’attuazione di un diverso modello organizzativo rispetto agli anni precedenti il 2013.

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