La situazione in Toscana nel 2017

In Toscana, nel 2017, permangono alcune criticità per gli inquinanti Particolato PM10, Biossido di Azoto e Ozono.

Per quanto riguarda il PM10, il limite di 35 superamenti della media giornaliera di 50 µg/m3, come avvenuto nel 2016, è stato rispettato in tutte le stazioni con le due eccezioni delle stazioni di fondo PT-Montale, che ha registrato 36 superamenti, e LU-Capannori che ne ha registrati 55.

Il valore limite relativo all’indicatore della media annuale del biossido di azoto è stato superato in 3 stazioni di traffico urbano della Rete Regionale attive con serie valida: 2 collocate nel comune di Firenze (FI-Gramsci e FI-Mosse) e 1 nel comune di Siena (SI-Bracci).

Le elaborazioni dei dati rilevati dalle stazioni di rete regionale nel 2017 confermano la situazione critica per l’ozono: il valore obiettivo per la protezione della popolazione non è infatti stato rispettato nell’80% delle stazioni, mentre la soglia di informazione è stata superata in 4 stazioni, per un totale regionale di 9 ore. La situazione si è confermata critica in particolare per le zone interne toscane, ma i superamenti si sono verificati in tutte le zone della regione.

Leggi l’articolo completo sul sito di ARPAT.

Qualità dell’aria, dati 2016-2017 a confronto nell’ultimo Rapporto Ispra

Presentato lo scorso mese mese di dicembre, il Rapporto Qualità dell’ambiente urbano analizza la situazione dell’aria in Italia nel 2016 e fino al primo semestre 2017. Continua a leggere Qualità dell’aria, dati 2016-2017 a confronto nell’ultimo Rapporto Ispra

Qualità dell’aria, quando la complessità non va ridotta ma gestita

L’andamento della qualità dell’aria nel 2017, anche in Friuli Venezia Giulia, ha confermato le due evidenze messe in luce nell’ultimo decennio: l’inquinamento atmosferico non è più soltanto un problema dei grossi centri urbani e la sua riduzione non può avvenire con un semplice approccio mono-sorgente.

Continua a leggere Qualità dell’aria, quando la complessità non va ridotta ma gestita

Com’è andata in Emilia-Romagna nel 2017

Il valore limite giornaliero di PM10 (50 μg/m3) è stato superato per oltre 35 giorni in 27 delle 43 stazioni della rete di monitoraggio regionale. Valori elevati anche per ozono, qualche problema per il biossido d’azoto; nei limiti biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio. Continua >

I valori del PM10 in Piemonte nel 2017

Da una prima valutazione dei livelli misurati del PM10 nel 2017, dati da considerare indicativi in quanto non ancora sottoposti a certificazione, in Piemonte si rileva un peggioramento rispetto al 2016 in quasi tutte le stazioni della rete regionale complice anche la meteorologia che ha evidenziato nei mesi più freddi condizioni che hanno determinato su gran parte del territorio regionale – a parità di pressioni emissive – una minore capacità di dispersione degli inquinanti e un conseguente incremento dei livelli in aria ambiente del particolato.

Focalizzando l’attenzione su Torino e sulle città capoluogo di provincia, si nota un generale aumento dei valori medi annuali. Il valore limite della media annuale, pari a 40 µg/m, è stato superato in più stazioni della città metropolitana di Torino e nella città di Alessandria a differenza dell’anno precedente nel quale vi era stato il superamento in una sola stazione di traffico di Torino.

Il valore massimo della media annuale misurato a Torino, nella stazione di Torino – Grassi, è stato di 47 µg/m3 mentre ad Alessandria, nella stazione di Alessandria – D’Annunzio, è stato di 42 µg/m3.

Negli altri capoluoghi i valori sono tutti minori ed in particolare il valore più elevato di Asti è stato misurato nella stazione di Asti-Baussano (40 µg/m3), a Biella nella stazione di Biella – Lamarmora (28 µg/m3), a Cuneo nella stazione di Cuneo – Alpini (26 µg/m3), a Novara nella stazione di Novara – Roma (33 µg/m3), a Verbania nella stazione di Verbania – Gabardi (18 µg/m3) e a Vercelli nella stazione di Vercelli – Gastaldi (38 µg/m3).

La situazione risulta più critica se prendiamo invece in considerazione il valore limite giornaliero, pari a 50 µg/m3 da non superare in più di 35 giorni per anno civile, in quanto è superato nella maggioranza dei punti di misura presenti nei capoluoghi con l’eccezione di quelli pedemontani di Cuneo e di Verbania. In queste ultime città la situazione è: nella prima i superamenti hanno interessato 29 giorni (23 nel 2016) mentre nella seconda 17 giorni (8 nel 2016).

 

Nelle altre città capoluogo invece i superamenti sono stati superiori al valore limite, ed in modo più marcato rispetto al 2016, raggiungendo valori decisamente elevati a Torino, con 118 (89 nel 2016) giorni di superamento nella stazione di Torino – Rebaudengo (la peggiore del Piemonte), ad Asti nella stazione di Asti – Baussano (98 giorni di superamento rispetto ai 71 del 2016), ad Alessandria nella stazione di Alessandria – D’Annunzio (102 giorni di superamento rispetto ai 69 del 2016), a Vercelli nella stazione di Vercelli – Gastaldi (82 giorni di superamento rispetto ai 50 del 2016), a Novara nella stazione di Novara – Roma (72 giorni di superamento rispetto ai 40 del 2016) e a Biella dove nella stazione di Biella – Lamarmora i superamenti hanno interessato 46 giorni (22 nel 2016).

 

Dove si trovano i dati della qualità dell’aria per la regione Piemonte?

Per saperne di più su PM10, protocollo antismog e indice della qualità dell’aria consulta le FAQ

Come è andata l’aria a dicembre in Veneto?

I dati rilevati a dicembre 2017 confermano il PM10 quale inquinante più critico per la qualità dell’aria nella regione. I dati del mese vengono confrontati con quelli rilevati a dicembre 2016.

Nel complesso il 2017 è stato peggiore rispetto all’anno precedente, con mesi invernali caratterizzati da lunghi periodi di stabilità atmosferica e scarse piogge, che hanno favorito l’accumulo del particolato nei bassi strati dell’atmosfera. Il 2016, invece, è stato caratterizzato da un inverno più piovoso con frequenti episodi di pulizia dell’atmosfera. Tuttavia, confrontando le serie dei dati registrati nel mese di dicembre degli ultimi due anni, si rileva che il valore limite giornaliero (50 µg/m3 come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno), è stato superato per un numero di volte maggiore nel 2016 rispetto al 2017, nella gran parte delle centraline.

A dicembre 2017 tutte le stazioni hanno registrato un numero di superamenti minore o uguale rispetto a dicembre 2016. Fanno eccezione Rovigo e Adria, per le quali, però, come rappresentato, il numero di campioni raccolto nel 2017 è stato superiore a quello raccolto nel 2016. Padova è la provincia in cui si è registrato il maggior numero di superamenti nel mese di dicembre 2017, seguita da Verona. Lo stato della qualità dell’aria è stato migliore nelle zone collinari o in montagna.

Le maggiori criticità, in relazione ai livelli di concentrazione di PM10, raggiunti a dicembre 2016 rispetto a dicembre 2017, sono da imputare alle condizioni prevalenti di stabilità atmosferica, senza precipitazioni e con marcate inversioni termiche, verificatesi a dicembre 2016. A dicembre 2017, invece, i periodi caratterizzati da condizioni anticicloniche, che hanno reso il tempo stabile, si sono alternati a fasi con tempo variabile o perturbato, nel corso delle quali le precipitazioni e il rinforzo dei venti hanno favorito l’abbattimento e la dispersione degli inquinanti.

Tali condizioni meteorologiche hanno caratterizzato anche altri inquinanti atmosferici. Ad esempio, in analogia con il PM10, anche per il PM2.5 le medie mensili registrate a dicembre 2016 sono state peggiori del 2017, con concentrazioni più alte di questo inquinante in quasi tutte le stazioni della rete di monitoraggio.

Polveri PM10. Le statistiche per il 2017

In una pagina dedicata ARPAV anticipa l’informazione di sintesi sul PM10 per l’anno 2017, relativa ai dati raccolti dalle centraline automatiche, in attesa della pubblicazione della relazione regionale della qualità dell’aria che comprende i dati di tutti gli inquinanti atmosferici.
vai alla pagina

vai ai dati in diretta e validati di qualità dell’aria in Veneto

Arpacal fa chiarezza sui dati di Mal’Aria 2018

Arpacal fa chiarezza rispetto al presunto superamento del valore di ozono presente in atmosfera inserito nel rapporto di Legambiente sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane Mal’Aria 2018 Continua a leggere Arpacal fa chiarezza sui dati di Mal’Aria 2018

Pm10, i dati registrati a dicembre 2017 in Lombardia

In Lombardia, il 2017 si è chiuso con un dicembre che, seppure con superamenti diffusi del valore limite giornaliero di PM10 in particolare negli agglomerati urbani e nei capoluoghi di pianura, è stato meno critico rispetto al dicembre 2015 e 2016.

Dicembre è tipicamente uno dei mesi dell’anno più critici per l’inquinamento atmosferico, sia per le maggiori le emissioni del settore riscaldamento sia per le più frequenti condizioni meteorologiche sfavorevoli alla dispersione. In Lombardia, anche nel 2017, nel mese di dicembre si sono verificati superamenti diffusi del valore limite giornaliero di PM10, per la maggior parte concentrati in due periodi: dal 4 all’8 e dal 19 al 26. Tuttavia, rispetto a quanto si è registrato durante il corso dell’intero anno o negli anni precedenti, non si è trattato di episodi particolarmente critici, né in termini di durata dell’evento né di massime concentrazioni rilevate. I superamenti hanno interessato in particolare gli agglomerati urbani e i capoluoghi di pianura, dove le fonti emissive sono più concentrate e le condizioni meteorologiche più sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti.

Il numero massimo di giorni di superamento nei capoluoghi si è registrato a Milano (con 18 giorni oltre al limite) mentre 17 giorni di superamento sono stati registrati a Cremona, 16 a Mantova, 15 a Monza, 14 a Pavia, 12 a Brescia e Lodi, 10 a Bergamo e Como, 7 a Lecco, 6 a Sondrio e 1 a Varese.

La concentrazione massima misurata nei capoluoghi è stata pari a 121 µg/m3 il giorno 22 a Monza. Tuttavia, nel corso del 2017, si sono rilevate concentrazioni giornaliere ben maggiori, anche oltre i 200 µg/m3 durante lo scorso febbraio, in occasione di episodi acuti duratati complessivamente fino a 16 giorni consecutivi di superamento. Valori superiori a 200 µg/m3 erano purtroppo abbastanza comuni anche una decina di anni fa, con picchi giornalieri nel mese di dicembre pari a 186 µg/m3 nel 2003, 217 µg/m3 nel 2004, 171 µg/m3 nel 2005, 182 µg/m3 nel 2006 e 200 µg/m3 nel 2007.

Dopo un gennaio un ottobre particolarmente sfavorevoli alla dispersione, con precipitazioni mensili più basse che negli ultimi 10 anni, Il mese di dicembre 2017 è comunque risultato meno critico rispetto al dicembre dei due anni precedenti, entrambi con un numero maggiore di giorni di superamento nell’ultimo mese dell’anno: 26 giorni a Milano nel 2016 e ben 30 nel 2015. Andando indietro nel tempo, il numero di giorni di superamento registrato a Milano a dicembre si è peraltro, con poche eccezioni, sempre assestato su valori superiori a 20. Anche il confronto con gli altri capoluoghi evidenzia in generale una situazione analoga, con un maggior numero di giorni di superamento rispetto al 2017 sia nel 2015 che nel 2016. Del resto, entrambi gli anni furono caratterizzati da un mese di dicembre con persistente alta pressione, forte stabilità atmosferica e quasi totale assenza di precipitazione. Nel dicembre 2017 in Lombardia sono invece caduti complessivamente 93 mm di pioggia, poco superiori alla media degli ultimi 10 anni (pari a 79 mm).

Anche per il biossido di azoto, altro inquinante con superamenti più frequenti nei mesi invernali, nell’ultimo mese del 2017 si sono registrati solo sporadici sforamenti del valore limite orario di 200 µg/m3, limitati a due sole stazioni da traffico dell’agglomerato di Milano. In particolare il 6 dicembre il valore limite orario è stato superato presso la stazione di Milano viale Liguria (208 µg/m3) mentre il 21 a Sesto San Giovanni si sono verificati due ore consecutive di superamento (204 µg/m3 alle 11 e 211 µg/m3 alle 12). Nelle altre stazioni della rete del programma di valutazione regionale il valore limite orario dell’NO2 non è invece stato superato.

Complessivamente, l’andamento del mese di dicembre 2017 dimostra come, con condizioni meteorologiche nella norma e quindi né particolarmente sfavorevoli né particolarmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, la qualità dell’aria sia effettivamente in miglioramento benché la strada da fare per raggiungere livelli accettabili sia ancora lunga.

A cura di Anna Di Leo e Guido Lanzani – Arpa Lombardia

Online il nuovo portale dedicato al Piano di tutela della qualità dell’aria del Trentino

Conoscere la qualità dell’aria in Trentino, quali sono le concentrazioni in atmosfera dei principali inquinanti, quali strategie e misure vengono adottate dalla Provincia autonoma per ridurre queste criticità, ora è più semplice.

Collegandosi al nuovo portale, pianoaria.provincia.tn.it , è possibile approfondire molti di questi aspetti attraverso un’interfaccia moderna ed accessibile non solo agli esperti e agli addetti ai lavori, ma rivolta a tutti coloro che vogliono approcciarsi ad una tematica quale è la tutela della qualità dell’aria, strettamente correlata alle problematiche ambientali e sanitarie.  Continua >

Polveri sottili, valori analoghi in campagna e in città

Esaminando i dati relativi alla qualità dell’aria misurati in Emilia-Romagna nel 2017, emergono risultati interessanti e a volte inaspettati. E’ accaduto che le concentrazioni di alcuni inquinanti rilevate in città, o in prossimità di zone ad alto traffico stradale, risultino uguali o addirittura minori di quelle rilevate in campagna. Come è possibile? Continua >

 

Ambiente urbano, qualità dell’aria nelle città

Pm10 oltre la norma in molte città italiane, al 10 dicembre 2017 il valore limite giornaliero è stato oltrepassato in 34 aree urbane. I dati del Rapporto qualità dell’ambiente urbano di Ispra edizione 2017. Continua a leggere Ambiente urbano, qualità dell’aria nelle città

Sorvino: «A Napoli inquinanti atmosferici da molteplici fonti»

Il commissario dell’Arpa Campania Stefano Sorvino è intervenuto alla presentazione del 13esimo “Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano”«Molti i fattori che incidono sulla qualità dell’aria a Napoli», ha ricordato. Continua a leggere Sorvino: «A Napoli inquinanti atmosferici da molteplici fonti»

“Riscaldare con la legna… ma bene!”, nella campagna coinvolte anche le scuole altoatesine

“Pronti a far fuoco con Fritz!” e “Ho bisogno d’aria” sono le due iniziative pensate per le scuole, nell’ambito della campagna sulla corretta combustione domestica, promossa dall’Appa Bolzano. Video su youtube.

Continua a leggere “Riscaldare con la legna… ma bene!”, nella campagna coinvolte anche le scuole altoatesine

Crisi idrica in Piemonte: ottobre 2017 il più siccitoso degli ultimi 70 anni

Dopo le scarse precipitazioni estive, eccetto pochi episodi temporaleschi, la situazione di carenza idrica in Piemonte si è ulteriormente acuita nei primi due mesi autunnali. Nel mese di ottobre, statisticamente il più piovoso per la regione, sull’intero bacino idrografico del Po sono stati registrati appena 3 mm di precipitazione media risultando l’ottobre più secco dal 1950.

Continua a leggere Crisi idrica in Piemonte: ottobre 2017 il più siccitoso degli ultimi 70 anni

Incendi e smog attanagliano il Piemonte

Gli incendi che per giorni hanno investito le vallate alpine in Piemonte hanno causato notevoli danni alla flora e alla fauna e provocato un aumento delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici, portando strascichi anche in Valle d’Aosta.

Continua a leggere Incendi e smog attanagliano il Piemonte