Tartarughe caretta caretta: il monitoraggio di un nido all’isola d’Elba

L’evento eccezionale, verificatosi a Marina di Campo tra giugno ed agosto 2017, ha visto la collaborazione di numerosi enti e la partecipazione anche di volontari. Dal nido sono poi nati 103 esemplari di tartaruga che hanno raggiunto il mare.

Nella notte del 20 giugno 2017, tra gli ombrelloni dei Bagni da Sergio e Paglicce Beach, a Marina di Campo (comune di Campo nell’Elba, Isola d’Elba, LI), è stata segnalata la presenza di un grosso esemplare di Caretta caretta, intenta a scavare una buca nell’arenile a circa 13 m dalla battigia.

Il titolare delle strutture ha prontamente avvisato lo staff dell’Acquario dell’Elba, che ha allertato la rete toscana di recupero cetacei e tartarughe che fa capo all’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) della Regione Toscana di cui fanno parte anche ARPAT, Università di Siena e Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio-Toscana (IZS-LT).

Subito si è provveduto ad un piccolo scavo per confermare la presenza delle uova, che ha dato esito positivo, e l’area è stata recintata e messa in sicurezza.

Dal momento che nel Mediterraneo l’incubazione delle uova di tartaruga marina della specie C. caretta è di circa 57 giorni in media, la Regione Toscana, con il suo Osservatorio per la Biodiversità, ha dato avvio al presidio del nido a partire dai primi giorni di agosto: una rete di volontari, facente capo a Legambiente Arcipelago e TartAmare, con il supporto importantissimo di tutto lo staff del bagno “da Sergio”, ha monitorato il nido h24.

Vai all’articolo in cui si descrive l’attività di monitoraggio svolta.


Il video della nascita delle tartarughe


Liberata nell’Area Marina Secche della Meloria la tartaruga “RUGA”

A fine settembre, invece, una tartaruga marina Caretta caretta è stata rilasciata nelle acque dell’Area Marina Protetta Secche della Meloria dopo un periodo di cura presso l’Acquario di Livorno.

L’animale era stato recuperato da un pescatore professionista nelle acque a largo da Vada che l’aveva trovato impigliato nelle reti e dopo il sopralluogo del Settore Mare di ARPAT era stato trasportato, con un mezzo dell’Agenzia, presso l’Acquario di Livorno – struttura gestita da Costa Edutainment S.p.A. – e affidata alle cure dello staff dell’Acquario di Livorno.

L’attività di recupero di questo esemplare e la sua ospedalizzazione presso l’acquario in qualità di centro di recupero rientrano tra quelle previste dall’Osservatorio Toscano della Biodiversità di Regione Toscana (Legge regionale n. 30/2015).

Vai all’articolo in cui si forniscono informazioni dettagliate sull’evento.

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