Tecum, un progetto europeo di polizia ambientale

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Il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale attiva nel settore ambientale è una priorità europea e nazionale. Il progetto europeo Tecum (Tackling Environmental Crimes through Standardised Methodologies) messo in campo da Italia, Spagna e Romania permetterà di migliorare le azioni di contrasto. L’articolo del maggiore Fabio Vaccaro, Arma Carabinieri per la tutela dell’ambiente, in Ecoscienza 4/2016.

Nel novembre 2014, durante la presidenza dell’Ue, l’Italia ha lanciato una operazione di polizia congiunta (Joint Police Operation, JPO), il cui obiettivo era l’effettuazione di ispezioni mirate sul trasferimento transnazionale di rifiuti.
Al termine dell’operazione – che ha dato origine a oltre 50 investigazioni autonome nei 14 paesi partecipanti, sono emerse alcune importanti criticità, quale la presenza di troppi e differenti linguaggi normativi e operativi – la necessità di metodiche standardizzate tra gli Stati membri la necessità di disporre di Unità operative specializzate nello specifico settore.

Allo stesso tempo, la JPO ha aumentato la consapevolezza di trovarsi a combattere un fenomeno criminale che si pone come minaccia emergente alla sicurezza interna dell’Ue, che necessità di un approccio omogeneo e condiviso, che miri alla standardizzazione delle tecniche di controllo e di classificazione dei materiali, anche se attuate in sistemi legislativi differenti.
Un consorzio, guidato dall’Arma dei Carabinieri, con la partecipazione del ministero dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare, Guardia civile spagnola e Guardia nazionale ambientale romena, ha presentato il progetto Tecum (Tackling Environmental Crimes through Standardised Methodologies), che è stato selezionato per il finanziamento alla Commissione europea, nell’ambito del Fondo per la sicurezza interna.

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Il progetto è supportato dalla Procura nazionale antimafia, dall’Interpol, da Eurojust ed Europol, con la partecipazione di esperti del Corpo forestale dello Stato. Lo scopo del progetto è migliorare i risultati della prima JPO attraverso un diverso assortimento di azioni, al fine di effettuare una seconda e più progredita JPO. Il progetto prevede cinque pacchetti lavoro che, partendo dall’analisi dei dati che provengono dalla prima JPO, propongono un nuovo concetto investigativo, materiali e sessioni addestrative congiunte, coordinate dall’Accademia europea di Polizia Cepol, per lanciare nel 2017 una nuova operazione congiunta europea, questa volta aperta anche alla partecipazione di paesi terzi destinatari di traffici illeciti di rifiuti.

Il progetto ha altresì il fine di stimolare il dibattito sui reati ambientali, includendone gli aspetti evolutivi, lanciando una campagna informativa per una maggiore consapevolezza sul settore, anche attraverso un’importante conferenza internazionale tenutasi nel maggio 2016.
Gli obiettivi specifici del progetto prevedono:

  •  il rafforzamento delle capacità operative dei Servizi di polizia europei, raccogliendo e analizzando dati rilevanti con metodologie standardizzate
  • l’integrazione della dimensione del crimine ambientale nelle investigazioni sul crimine organizzato.

In conclusione, gli obiettivi di Tecum consistono nello stabilire e rafforzare la cooperazione internazionale, fornendo nuovi strumenti operativi, accrescendo la consapevolezza e promuovendo un linguaggio operativo comune su una minaccia emergente.

Maggiore Fabio Vaccaro, Arma Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, ufficiale di collegamento per la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti

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